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	<title>Lost in Level &#187; EDITORIALI</title>
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	<description>dispersi nei meandri dei videogiochi</description>
	<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 10:05:31 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>PES 2008 &#8212; DIPENDE DAI PUNTI DI VISTA &#8212;</title>
		<link>http://www.lostinlevel.com/06/recensioni/pes-2008-dipende-dai-punti-di-vista/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 May 2008 09:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

		<category><![CDATA[RECENSIONI]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qui con l’entusiasmo di sempre a parlare di una chicca su PES 2008 per PS 2.
Non sono logorroico e tanto meno stipendiato da Konami per promuovere il “Gioco del Calcio” ma in redazione ci hanno dato compiti ben precisi per scrivere articoli su questo sito, dobbiamo differenziarci da altri siti scrivendo nelle nostre recensioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qui con l’entusiasmo di sempre a parlare di una chicca su PES 2008 per PS 2.</p>
<p>Non sono logorroico e tanto meno stipendiato da Konami per promuovere il “Gioco del Calcio” ma in redazione ci hanno dato compiti ben precisi per scrivere articoli su questo sito, dobbiamo differenziarci da altri siti scrivendo nelle nostre recensioni le emozioni che proviamo mentre giochiamo.</p>
<p>La chicca che vi ho citato è questa:  non avete mai desiderato di giocare ad un gioco del calcio che ti faccia vivere l’esperienza di un solo giocatore?  Essere in campo nel vivo dell’azione sperando che il mister non ti sostituisca e che ti faccia partire da titolare?  Giocare al fianco de tuoi beniamini cercando di smarcarti per ricevere il pallone per segnare un gol?  Essere l’ultimo baluardo in difesa come lo era il grande Franco Baresi o giocare a fianco di Gattuso, Pirlo, Del Piero ,Cambiasso e tanti altri?  Con PES 2008 per PS2 tutto questo è possibile.</p>
<p> Come? &#8230;&#8230;&#8230; Ma è semplicissimo dovete  andare nel PES SHOP e acquistare le telecamere aggiuntive, una è la visuale dall’alto e l’altra è la visuale alle spalle del giocatore.</p>
<p>Io gioco così: Vado nel menu modifica e mi creo il mio giocatore mettendolo nel ruolo che più mi piace, successivamente lo trasferisco nella squadra del mio cuore, a questo punto sono pronto per giocare in qualsiasi competizione che il gioco mette a disposizione.</p>
<p>Un fatto da non sottovalutare è il settaggio giocatori nella schermata pre partita devo scegliere un singolo giocatore dove imposto la frequenza di cambio giocatore. Nella schermata delle impostazioni della formazione mettere che la “COM” comanda la formazione ideale e le sostituzioni durante la partita.</p>
<p>A questo punto sono quasi pronto per giocare, fare partire la gara e quando l’arbitro fischia il calcio d’inizio mettere subito in pausa e andare su settagi della camera e selezionare la visuale acquistata precedentemente nel PES SHOP e poi….. buon divertimento.</p>
<p>Vi assicuro che le emozioni e il gioco stesso cambiano radicalmente sarà bellissimo, provate e mi direte. Accetto ogni commento.</p>
<p> A presto.</p>
<p><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/logos23.jpg" title="logos23.jpg"></a><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/pes2008oo5.jpg" title="pes2008oo5.jpg"><img src="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/pes2008oo5.thumbnail.jpg" alt="pes2008oo5.jpg" /></a><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/65294038hx71.jpg" title="65294038hx71.jpg"><img src="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/65294038hx71.thumbnail.jpg" alt="65294038hx71.jpg" /></a><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/winning-eleven-pro-evolution-soccer-2008-20070827032323594.jpg" title="winning-eleven-pro-evolution-soccer-2008-20070827032323594.jpg"><img src="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/winning-eleven-pro-evolution-soccer-2008-20070827032323594.thumbnail.jpg" alt="winning-eleven-pro-evolution-soccer-2008-20070827032323594.jpg" /></a><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/15950rete1nf2.png" title="15950rete1nf2.png"><img src="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/15950rete1nf2.thumbnail.png" alt="15950rete1nf2.png" /></a><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/05/65294038hx7.jpg" title="65294038hx7.jpg"></a></p>
<p><em>                                    </em></p>
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		<title>PES 2008 o PES 2008? Lato B</title>
		<link>http://www.lostinlevel.com/22/editoriali/pes-2008-o-pes-2008-lato-b/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 09:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ciao ragazzi rieccomi a parlare del nostro gioco di calcio preferito, nella vita bisogna essere umili e a volte per andare avanti bisogna voltarsi indietro. 
E’ quello che accade con Pro Evolution Soccer 2008, ieri ho preso una decisione seria, dopo che ho provato il gioco su PSP ho deciso di prenderlo per PLAYSTATION 2 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman"><a href="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/04/073.jpg" title="073.jpg"><img src="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/04/073.thumbnail.jpg" alt="073.jpg" /></a></font></p>
<p><font face="Times New Roman">Ciao ragazzi rieccomi a parlare del nostro gioco di calcio preferito, nella vita bisogna essere umili e a volte per andare avanti bisogna voltarsi indietro. </font></p>
<p><font face="Times New Roman">E’ quello che accade con <strong>Pro Evolution Soccer 2008</strong>, ieri ho preso una decisione seria, dopo che ho provato il gioco su PSP ho deciso di prenderlo per PLAYSTATION 2 per farlo funzionare sulla mia PLAYSTATION 3.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Pazzo mi dite? È vero avete ragione, ma se amate la simulazione, se amate il cosiddetto sistema di “emotività” che tanto ha differenziato il gioco dai suoi diretti concorrenti, se amate usare il più completo sistema di editor per modificare loghi degli sponsor, stemmi, bandiere e maglie delle squadre, se amate provare l’emozione di avere la sensazione di costruire vere e proprie azioni di gioco, se amate vedere una miriade di stadi compreso il Franchi di Firenze, se amate il vero gioco del calcio non esitate a guardare indietro.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Tuttavia, facendo questa scelta, dobbiamo tralasciare alcuni dettagli grafici che rendono PES2008 per PLAY3 piacevole alla vista, ovvero: Le panchine a bordo campo sono vuote, non ci sono i guardalinee, i giocatori sono più goffi, il pubblico non è tridimensionale, non c’è l’effetto di tirare la maglia all’avversario e non c’è la simulazione del fallo.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">E’ anche vero che però nella versione per PLAY2 non mancano le migliorie grafiche rispetto al suo predecessore, divise che si sporcano, condizione atmosferiche Sole, Pioggia e neve, quest’ultima non c’è nella versione PLAY3, insomma a voi la scelta, personalmente mi ritengo soddisfatto e appagato di aver fatto un passo indietro.</font></p>
<p>Voi che fate??</p>
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		<title>PES 2008 o PES 2008?</title>
		<link>http://www.lostinlevel.com/19/editoriali/pes-2008-o-pes-2008/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Apr 2008 13:51:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[
Voglio cominciare col dire che la mia non è una vera e propria recensione di un gioco ma è una riflessione  giunta dopo innumerevoli confronti.
Sto citando l’oramai acclamato PRO EVOLUTION SOCCER 2008, di questo gioco si possono leggere tantissime recensioni in altrettanti siti, e non sarà quello che farò io con queste righe.
La mia riflessione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Times New Roman"><img src="http://www.lostinlevel.com/wp-content/uploads/2008/04/072.thumbnail.jpg" alt="072.jpg" /></font></p>
<p><font face="Times New Roman">Voglio cominciare col dire che la mia non è una vera e propria recensione di un gioco ma è una riflessione  giunta dopo innumerevoli confronti.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Sto citando l’oramai acclamato <strong>PRO EVOLUTION SOCCER 2008</strong>, di questo gioco si possono leggere tantissime recensioni in altrettanti siti, e non sarà quello che farò io con queste righe.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">La mia riflessione è giunta durante un  vero confronto fatto su diverse piattaforme di gioco, per la precisione PC, PLAYSTATION3, XBOX360 e  PSP; sono un vero fans di questo gioco già da quando si chiamava INTERNATIONAL SUPER STARS SOCCER, molti di voi non lo avranno mai giocato su PLAY 1, quando c’erano solo le squadre nazionali con i nomi tutti &#8220;storpiati&#8221;, senza editor e Ravanelli ( PENNA BIANCA ) giocava nella nazionale di Vicini.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Da all’ora di acqua sotto i ponti ne è passata ed ogni anno gli amici della KONAMI lo hanno migliorato sempre di più, nel tentativo di fare concorrenza alla EA con FIFA, una “guerra” continua anno dopo anno a discapito di chi, come me, provava sia l’uno che l’altro gioco facendo paragoni. </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Come ogni anno casco nella trappola , povero il mio portafogli, per fortuna esiste l’amico Ermes col suo negozio e anche quest’anno ho potuto mettere le mani su FIFA 08 per PLAYSTATION3 e su PES 2008 per PC, ma il confronto tra i due giochi è un’altra storia.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Proprio di PES 2008 vi voglio parlare, perché ho avuto la fortuna di testarlo su diverse piattaforme, come citato sopra, posso dirvi che sono due giochi <strong>completamente diversi</strong> </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Dunque su PLAYSTATION 3  e  XBOX 360 abbiamo a che fare con una versione del gioco piena di bug dove addirittura la Konami stessa ha dovuto rilasciare una o più Patch da scaricare per aggiornare il gioco e sistemare vari difetti, per PC stendiamo un velo pietoso, la conversione in brutto stile della versione per XBOX 360 con un Bug che nemmeno la Konami sa risolvere, ovvero il problema della diciassettesima giornata della master league dove il gioco va in crash, voi ditemi se per risolvere tale disguido dobbiamo cambiare la lingua del gioco e del commento in inglese….. E come dice Mughini: “ MA DAI…. MA DAI!!”  </font></p>
<p><font face="Times New Roman">Inutile dire che mancano le varie licenze dei campionati, non sarebbe PES se ci fossero tutti i maggiori campionati d’Europa, certo su internet si trova di tutto, ogni genere di File e Patch per aggiornare il gioco ma questo non è un problema, la giocabilità a mio avviso è troppo frenetica, la squadra avversaria pressa per tutta la durata della partita, i portieri alternano spettacolari parate a vere papere come se avessero le mani di burro, senza contare poi le uscite inutili quando devono stare in porta. </font></p>
<p><font face="Times New Roman">E l’arbrito? Vogliamo parlarne? Sembrano tutti amici della famosa TRIADE, mi spiego, se la CPU ti entra da dietro “ammazzandoti” il tuo giocatore spesso se la cavano con una semplice ammonizione, se tu dai una spallata o entri in scivolata lateralmente prendendo palla e piede del tuo avversario, se ti va bene sei ammonito se no fuori! doccia anticipata.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Per PSP riconosco il gioco che tanto ho amato gli anni scorsi, fatto sulla base di PES6 con miglioramenti nella giocabilità e nella IA ( Itelligenza Artificiale )segnare è davvero difficile.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Finalmente l’editor delle maglie come nelle versioni per PLAYSTATION 2, la Master league completa, SERIE B con stagione corta e SERIE  A a 16 squadre.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Insomma immaginiate di avere PES 6 della PLAYSTATION 2 su PSP con tutti gli aggiornamenti del calcio mercato e le squadre dell’attuale campionato in corso.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Il tanto amato PES SHOP che per le versioni delle console next genetration è stato tolto.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Per non farvela tanto lunga qui ci si trova di fronte a 2 giochi completamente diversi, è come se quest’anno fossero stati creati 3 giochi dello sport più amato dagli Italiani:  FIFA 08, PES 2008 “ fifazzato”  e PES 2008.</font></p>
<p><font face="Times New Roman">Quale scegliere?</font></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come cambia il modo di giocare</title>
		<link>http://www.lostinlevel.com/14/editoriali/come-cambia-il-modo-di-giocare/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 11:18:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SSnake</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Nota
Cosa ci fa cambiare? Cosa muta i nostri desideri, la nostra volontà? Me lo sono sempre chiesto e me lo continuo a chiedere ogni giorno. Sono un lunatico della peggior specie e questa mia condizione, questo lato errante del mio carattere, mi porta a non avere punti fermi. Io forse rappresento una specie di aberrazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nota</strong></p>
<p>Cosa ci fa cambiare? Cosa muta i nostri desideri, la nostra volontà? Me lo sono sempre chiesto e me lo continuo a chiedere ogni giorno. Sono un lunatico della peggior specie e questa mia condizione, questo lato errante del mio carattere, mi porta a non avere punti fermi. Io forse rappresento una specie di aberrazione comportamentale, visto che cambio desideri con velocità impensate, ma voi sicuramente non siete molto distanti e forse, quindi, potete  intuire e capire il mio discorso. Vi ripeto la domanda quindi: cosa ci fa cambiare? Le esperienze? Gli eventi?Il vivere quotidiano? Bah, non sò la risposta! Sò solamente che quello che mi riusciva un tempo con estrema facilità, non mi riesce oggi. Quello che un tempo non ledeva per niente la mia pazienza, oggi ne distrugge anche l’ultima briciola. E’ lapalissiano dire che l’argomento sono i videogiochi giusto? Del resto, siamo in un forum ad essi consacrato…..</p>
<p><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p>Spinto al discorso da un amico, mi sono trovato a munirmi di biglietto e farmi un bel viaggetto introspettivo, per capire quanto di vero ci fosse nelle sue considerazioni e quanto queste, fossero vicino al mio modo di pensare e giocare. Il risultato è stato imbarazzante. Per me intendo. Ho perso molte capacità per strada. Sono come un reduce malandato dopo una guerra annosa: non ho più molte energie. Nella mia decennale esperienza (quasi 28 anni di sana attività videoludica), ho attraversato molte fasi. Queste mi hanno spinto a interagire con la mia passione, in modi sempre diversi. Ho vissuto, giocando, ogni tipo di sentimento umano: amore, odio, tristezza, felicità, rabbia, disperazione, gioia. Queste mie emozioni però, nel corso degli anni, si sono attenuate. Forse è logico esserne depauperati, vista l’inesorabile corrosione dello scorrere del tempo, ma mi intristisce lo stesso non avere più quella intensità, quel trasporto emotivo, che avevo fino a qualche anno fa.</p>
<p>Facciamo ordine. Ho iniziato giocando con pc e console, che oggi farebbero ridere sia per la qualità grafica che per il gameplay, ma, nonostante questo, la mia conclusione è che quei giochi, abbiano suscitato in me piu emozioni, che non i filmoni da milioni di euro oggi in commercio.</p>
<p>Eppure, se dovessimo fare un paragone puramente estetico-artistico, balzerebbe subito agli occhi l’enormità della evoluzione avuta dal medium videoludico. Da pochi sprite monocromatici a complessi mondi poligonali fotorealistici; da trame ridotte all’osso, del tipo “principessa rapita-salva la principessa”, fino ad arrivare a storie epiche che non sfigurerebbero come sceneggiatura del migliore dei colossal cinematografici. Allora, perché se gioco oggi non provo emozioni piu intense?Anzi, perché non riesco a provare nemmeno le stesse emozioni che quei “giochini” di un tempo riuscivano a suscitare?</p>
<p>La risposta è dentro di me. Parallelamente a molti di voi, credo che affrontare i videogiochi nei diversi stadi della vita porta inevitabilmente al collasso emotivo. Forse è per questo che molti additano i videogiochi come “hobby per bambini”. Non sono daccordo ovviamente, ma, almeno oggi ci rifletto su questa asserzione. Per lo meno non mi bendo e non metto la testa sotto terra come gli struzzi.</p>
<p>Esempio:</p>
<p>dopo generazioni di lamentele ed esecrazione nella mia famiglia, inviso per via delle mie “bambinate” con i videogiochi, finalmente ho un adepto. Una adepta ad essere precisi. La mia cuginetta. Anni 15. Fonte di orgoglio e affetto. Segue le orme dell’attempato cugino, imboccando la strada della passione videoludica vera (la differenzio dalla banda di mostriciattoli che compongono il resto  dei mini parentado, perchè giocano come una torma di scimmie urlatrici, senza passione e senza il dovuto rispetto per le cose altrui). Come mostrargli il mio affetto sincero se non regalandole i giochi che lei ora tanto ama?</p>
<p>Natale 2007. Casa di mio zio. Ora X. Si aprono i regali. Nella confusione di grida e carta strappata, io sono distaccato. Ogni anno, la speranza di essere gratificato da qualche regalo che mi piace sul serio, viene spazzata via da uno tzunami di stronzate poco confacenti ai miei desideri. Quest’anno ho fatto molte compere, ma una sola mi ha soddisfatto: un videogioco. E non per me! Chicca (Francesca), l’adepta in questione ha avuto, non si capisce per quale via traversa e misteriosa, una playstation 2, e, da allora sembra mostrare per il mondo videoludico, una passione molto simile alla mia. Cara, cara, cara la mia cuginetta, dispensatrice di consolatorie pacche sulla spalla, per me,  quell’orsaccio cosi canzonato dall’ironico parentado. È, quindi, con estrema gioia che le regalo “<strong><em>Il signore degli anelli</em></strong>”, titolo trovato a buon prezzo dal mio caro amico negoziante.</p>
<p>Premessa: quel titolo l’ho giocato, e mi sono accorto che mi pesava non poco addentrarmi nelle sue meccaniche di gioco e proseguire nella avventura. Esautorato da quello che per me era un noiosissimo gameplay, lo rivenduto dopo pochissime ore di sessione. Non potendo contare su un palato raffinato in termini videoludici, ovviamente per via della giovine esperienza di mia cugina, ho quindi optato per il titolo, quale regalo soddisfacente. La sua emozione per il dono è stata indescrivibile, impagabile. Quasi mi sono dispiaciuto di non aver comprato altri giochi per lei. Sono sicuro però che il mio sia stato il più apprezzato tra le decine di regali ricevuti. Lo ha scartato neanche fosse un libro sacro, centellinando esattamente ogni momento. Quasi piangevo quando l’ho vista aprire la custodia e sentire, per prima cosa, l’odore del libretto nuovo. E’ un rito di iniziazione che io non le ho insegnato. Lei lo ha imparato da sola ed io mi sono riempito di smisurato orgoglio.</p>
<p>È il primo dell’anno. E’ il 2008 con tante speranze di gioia, salute e soddisfazioni economiche. Pranzo sempre a casa di mio zio con tutto il clan famigliare. Appena entro nella stanza di Chicca per salutarla, noto con stupore che era a giocare al titolo regalatole, con una intensità tale, che mi ricordava molto da vicino quella che avevo, quando potevo contare su una età assai più spensierata. In poco meno di una settimana era riuscita a creare un pg incredibilmente forte e potente. Andava avanti senza noia, divertendosi anche nel ripetere meccanicamente le stesse identiche azioni, reiterandole all’infinito.</p>
<p>La guardo perplesso: “Scusa, Francesca, ma come fai a…?”. Lei si gira e mi sorride con una faccia cosi gioiosa, da farmi rallegrare a mia volta. La verità in quel momento, mi colpisce alle gengive come un diretto spaccamascella. Io ho perso l’innocenza del videogioco. Quello che per me è tedioso, ripetitivo e snervante, per lui è fonte di allegria, di gioia e di emozione.</p>
<p><em>La cosa peggiore nell’invecchiare è rendersi conto di esserlo per davvero.</em> Sono diventato vecchio e saggio (forse). O, quantomeno, vecchio per godere dei videogiochi con spensieratezza. Vogliamo parlare di pazienza? Non ne avevo molta gia da piccolo, ed ora, se si potesse misurare in chili, sarebbe più leggera dell’aria stessa. Va da se quindi, che mentre prima potevo tranquillamente andare avanti per ore senza salvare, e, dopo un errore, ripartire da capo senza neanche batter ciglio divertendomi infinitamente, oggi, lo stesso gioco lo lascerei a prender polvere sugli scaffali maledicendo con makumbe e riti Voodò i programmatori idioti. Ora voglio i salvataggi liberi, un gameplay sempre innovativo e storie complesse.</p>
<p>Voglio questo per soddisfare e placare quella noia che mi pervade anche di fronte ai capolavori indiscussi degli ultimi tempi e per evitare di snervarmi. Oggi il piu delle volte prendo un gioco convintissimo delle sue potenzialità, salvo poi giocarci per poche ore fino ad esaurire il mio interesse. Ora, infatti, finisco si è no un titolo su dieci.</p>
<p>Ma realmente sono cambiato io?O sono cambiati i videgiochi? Sono ancora un mezzo espressivo potente e me ne rendo conto, ma è come se un senso di deja vu mi prendesse tutte le volte che vedo le trame. Come se le avessi gia sentite. Come se  tutte le meccaniche le avessi gia ampiamente provate. Sono diventato uno scassapalle. Hardcore gamer? Per favore no, non bolliamoci con titoli che servono solo a misurare il nostro stupido ego. Forse mi sono raffinato. Questo si. Ma il processo di affinamento ha portato come effetto collaterale, la quasi totale incapacità di trovare divertenti per piu di qualche ora tutti i titoli da cinque anni a questa parte. E’ ovvio che ci sono le eccezioni. Ma sono rare, rarissime.</p>
<p>I miei amici e conoscenti (alcuni di voi qui sul forum) sono colpiti molto o in parte da questo “problema”. Alcuni per nulla. Ma, come ho anticipato nelle prime righe di questo editoriale, forse sono le esperienze che condizionano. In questo caso specifico, parliamo di <em>esperienze di gioco</em>. Che volete? Sapete che significa quasi un trentennio di coltivazione intensiva della mia passione? Ho cominciato quando molti di voi non erano neanche nati e non ho ancora finito per fortuna. Coin up, pc, console, videogiochi portatili (miticissimi gli schiacciapensieri elettronici, i gig games ecc): ho macinato di tutto. Nel corso di questi lunghi anni ho attraversato molte fasi. Il periodo intensivo, quello in cui credevo di aver perso la passione, quello in cui gioioso l’avevo risentita potente, tutto. Ho discusso, esaminato, controbattuto. Tutto quello che potevo dire e mi si poteva dire è stato attentamente vagliato. Ne è uscito che la mia passione è integra. Segue lo stesso  trend dei bioritmi, ma nel complesso, mantiene sempre alto l’interesse per quello che in definitiva è la mia unica debolezza e forza: i videogiochi. Ma il cambio c’è. Far finta di non vederlo, spalmarsi fettazze di salame e prosciutto presi in prestito dalla sezione “salumi&amp;formaggi”sugli occhi, non serve a nulla. Le mie capacità sono diminuite. Punto. Lo vedo quando gioco online e quando gioco solo per me stesso nella mia stanza. Non riesco a tener testa ai giovani virgulti che ora mi superano agevolmente. Non riesco a mantenere la concentrazione e l’interesse alto. Mentre prima passavo ore ed ore sulle stesse mappe a massacrarmi su titoli come Halo, Cod2,o, ancora piu vecchi, come zelda (per il single player), oggi, non ne ho piu molta voglia. Giochicchio, faccio un paio di partite, spendo qualche oretta, poi basta. Chiudo e non ne voglio saper piu nulla. Lo stesso dicasi per tutti quei titoli che mi propongono da subito difficoltà eccessivamente elevate o tecnicismi troppo arzigogolati per quanto riguarda l’iterazione. O quei titoli che mettono nello stesso piatto troppi ingredienti diversi, facendoli diventare un pastrocchio di cose da fare per procedere piu o meno lentamente nella storia. Per colpa di questo, capolavori come Dragon Quest VIII, Rogue Galaxy, Final Fantasy XII, Zelda Phantom Hourglass, Mass Effect, Zelda Twilight Princess e via discorrendo sono stati abbandonati a mezz’asta in segno di lutto per la morte dell’interesse. Invece che stuzzicarlo, il troppo “condimento” finisce inevitabilmente per riempirmi la pancia troppo presto. Sono complicato? Non  siete d’accordo perché ho inavvertitamente nominato qualche titolo a voi caro? Non me ne vogliate. Ho pur sempre detto che sono capolavori inarrivabili e meritano un posto d’onore nella fila dei miei giochi ordinatamente impilati a prender polvere. Notate l’ironia: capolavori (perché sono sicuro che lo siano) che prendon polvere.</p>
<p>Ma questo è colpa mia. Degli sviluppatori che non hanno piu fantasia e ce lo ricordano in ogni nuovo titolo maledettamente uguale al precedente. Del settore che credo ormai stia vivendo una crisi profonda per mancanza di contenuti innovativi.</p>
<p>Se la colpa è di tutti alla fine non è di nessuno. Una domanda intelligente sarebbe: allora cosa credi di poter volere dai videogiochi oggi? Beh, se ripenso a quanto mi sono divertito con titoli come Uncharted, Beyond Good&amp;Evil e altri esponenti del genere, mi rendo conto che voglio un gameplay interessante unito ad una longevità improntata piu sulla rigiocabilità che non sulle mere ore per completare il titolo. Per gli FPS non voglio respawn idioti. Per i giochi che abbisognano, fisiologamente, di molte ore per essser finiti (jrpg, Gdr) voglio che l’interesse venga mantenuto vivo ed acceso da una storia ricca di colpi di scena sapientemente diluiti onde evitare stagnazioni e noia.</p>
<p>Come detto prima anche i salvataggi sono importantissimi. Non capisco perché, se ho a disposizione mezz’ora appena, non possa dedicarla a questi giochi perché tra un salvataggio e l’altro passa una intera era geologica. Che stronzata! Voglio i quicksave cacchio. Voglio poter salvare dovunque e comunque. Invece molte volte mi tocca lasciare accesa la console perché devo andar via e mi scoccia ripartire dall’ultimo salvataggio, avvenuto secoli PRIMA di aver ucciso finalmente quel fottutissimo boss di fine livello, o PRIMA di quella particolare sessione finalmente superata dopo esser morto un centinaio di volte. Saranno mica dei sadici questi programmatori? Non venitemi a dire che i quicksave non sono possibili perché mi metto a ridere da ora fino all’anno prossimo.</p>
<p>Beh, una volta non sarebbe stato un problema per me. Ma sono cresciuto cacchio. Sono cambiato e sono diventato meno paziente e tollerante. Prima ci riuscivo a fottermi il pomeriggio sullo stesso gioco perché non potevo salvare. Oggi ho hard disk da svariati GB di capienza e una pazienza che rasenta lo zero assoluto.</p>
<p>Ah, non sarebbe neache male levare quella piaga dei combattimenti randomici che portano il coinvolgimento sotto due buoni metri di terra. Non capisco perché per fare cento metri, mi debba trovare a combattere duecento volte contro gli stessi mostriciattoli. Cacchio, ma non si rendono conto che cosi facendo, mi potrebbero trovare un giorno con le mosche sulla bocca ed io scheletrico, morto da tempo per noia? La mia passione mi vince ogni volta e mi fa ricascare nella tentazione di comprare anche i giochi CHE SO essere del tipo “gioca e riponi dopo un po”.</p>
<p>Sulla base di quanto ho detto fin ora mi permetto di fare la mia ultimissima analisi che in definitiva, prenderndo come esempio gli attempati giovanotti come me,  disamina le possibilità che possono offrirci i giochi e  le necessità degli utenti ormai cresciuti. Considerazioni, queste, che lascio ai signori programmatori:</p>
<p><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<ol>
<li>Voglio i salvataggi liberi. Sempre. Non voglio      dover trovare per forza palle, raggi di luce, omini strani, letti, divani      o qualsiasi altro artifizio stupido per permettermi di deporre le armi e      il pad. Voglio aprire una schermata, selezionare “save” e salvare. Punto.      Non ci sono caxxi.</li>
<li>Non voglio assolutamente lungaggini tediose atte ad      aumentare artificialmente la longevità. Meglio poco ma buono e,      soprattutto, rigiocabile. Inutile farmi fare il commesso viaggiatore tra      sezioni distanti cento miglia per consegnare un pacchetto preso dall’unico      idiota che ha trovato giusto abitare sul cocuzzolo piu alto di una      montagna abitata da mostri assassini per consegnarlo al fratello che si      trova nella piu oscura palude. O mi si vuol far credere che due persone      “NORMALI” troverebbero allettante abitare in siffatte inospitali      abitazioni? Per giunta attorniate da mostri schifosissimi neanche fossero      animali da cortile.Ah, per favore, se ho massacrato ogni essere vivente      nel raggio di chilometri, evitate di farmeli ricomparire di nuovo per      farmi perdere altro tempo in stronzate prima di concludere il gioco.</li>
<li>Voglio storie nuove e credibili. Anche se si parla      di videogiochi non è detto che debba trovare interessanti e godibili      storie idiote. Tantomeno quelle ripetute fino a farmi venire le      convulsioni.Sempre i soliti alieni, sempre il mondo in pericolo, sempre      tutto in mano al piu improbabile degli eroi. Sempre la stessa principessa.      Sempre lo stesso rapimento o…guarda caso…sempre dallo stesso idiota che      prende sempre le medesime sberle. Le cose son due: o la principessa è una      zoccolona che gode a farsi rapire e non ha cuore di lasciare il suo      vecchio spasimante in maniera piu diretta, o realmente ci credete idioti      decerebrati. Avrete capito che parlo di Super Mario, ma prendete pure il      titolo che piu vi aggrada come esempio e sostituitelo col mio.</li>
<li>Voglio colpi di scena ben studiati. Voglio che      siano in numero sufficiente a tener alto l’interesse ma non cosi tanti da      far diventare astrusamente “importante” anche quando un cane piscia per      terra. Un buon dosaggio unito ad un sapiente cesellamento per quanto      riguarda il momento in cui posizionarlo è fondamentale. Non voglio vedere      una trama divisa in parti di storia piene di momenti clou mentre altre      sono lasciate povere e noiose.</li>
<li>Basta prese per il culo. Sono un Dio, uno Jedi      immenso, sono fisicamente una potenza,sono un guerriero che se sputa crea      un cratere, sono dotato di ogni arma messa a disposizione dagli uomini e      dagli dei e…mi fermo davanti ad un cancelletto?un lucchetto cosi      malridotto e arrugginito che potrei sbriciolarlo con un grissino?mi fermo      davanti ad una porta di legno marcia che butterei a terra anche solo      scoreggiando? No dico…ma se sono dotato di fenomenali poteri cosmici (cit.      genio di Aladin) perché diavolo mi umiliate cosi?Tutto perché non ho una      stupidissima chiave che mi dovete imporre di cercare in un’area che nel      contesto immediato del gioco non centra nulla. Ma perché?Eppoi perché      cavolo sta chiave deve per forza avere dei nomi idioti?E’ una caxxo di      chiave di cancello mio Dio…che diavolo centrano le stelle, il sole la      luna?( cit. Silent Hill). Anche sotto il mero aspetto fisico. Sono alto      due metri, ho dei muscoli che farebbero invidia a Mister Olympia e mi      fermo davanti ad un muretto che scavalcherei semplicemente alzando la      gamba?Ma fanculizzatevi…</li>
<li>Voglio un gameplay innovativo e ben studiato.      Smettetela di mettermi per strada ogni tipo di arma e munizioni facendo      sembrare una pacifica cittadina, un covo di guerriglieri molto distratti.      Fatemi rompere al massimo una caxxo di vetrina di armeria, tanto per dirne      una. Fate in modo che il gioco sia scorrevole sia nei comandi che nella      risposta che nella esecuzione. Evitate di mettere gli oggetti utili al      proseguo della avventura in stupidissimi improbi contenitori. Non voglio      errori grossolani che pregiudicano l’esito del gioco. Voglio poter      recuperare sempre e comunque qualunque cosa e non voglio tradimenti      artificiosi dettati dalla volontà di fregare il videogiocatore spingendolo      a rifare tutto da capo. Onestà d’intenti signori. Questo mio desiderio      viaggia parallelamente al numero 2. Vorrei vedervi una volta, cimentarmi      in qualcosa di veramente nuovo e impegnativo al punto giusto. Perché mi      precludete la possibilità di avere l’arma piu potente del gioco solo      perché ho aperto un merdosissimo vaso?(liberamente bestemmiato da “Final      Fantasy XII). Cose intelligenti per favore…e non cazzate di questo genere.</li>
<li>Decine di anni di evoluzione tecnologica…e mi      mettete ancora i muri invisibili?Mi fate rimanere li a correre contro il      nulla per farmi sentire un’idiota?Non è meglio usare altri stratagemmi      meno stupidi per delimitare l’area di gioco? O, ancora, perché vedo ancora      quelle maledette compenetrazioni poligonali? Sono arrivato a vedere usando      una particolare visuale, adirittura l’interno della faccia di un uomo.Da      far ridere persino le chiocce. E l’aliasing? Ma non doveva essere la      generazione della curva perfetta e delle superfici pulite? Invece vedo      ancora scaloni che mi ricordano Piaza di Spagna.E che cacchio, ma sto      maledetto codice scrivetelo meglio maledizione ed usate due filtri.</li>
<li>Per favore ditemi chi diavolo vi passa le      traduzioni! Ditemelo cosi lo elimino per sempre. No dico, non si puo      leggere “attaccare alto” o altre amenità simili. Eppoi, mi dite perché il      doppiaggio in italiano viene quasi sempre fatto da lobotomizzati?Se      ripenso ad alcuni titoli usciti ultimamente mi viene il nervoso. Il      doppiaggio sembra fatto da cretini con problemi di comunicazione. Ma      spendeteli due soldi ed ingaggiate due professionisti maledizione, in      Italia abbiamo fior di doppiatori e non capisco perché quelli dei      videogiochi li dobbiamo sempre prendere da dentro i fustini della      Miralanza.</li>
<li>Basta punteggi online. Basta ve ne prego. Finisco      un gioco in modalità “Dio fra gli dei” e mi trovo con appena 300 punti      sbloccati. E gli altri 700?ma perche devo sentirmi menomato se non mi va      di giocare online?Ma mettetemi tutto offline cosi che possa completare il      gioco al 100% senza dovermi per forza confrontare con lag, cheateroni,      buzzurri e bimbominkia che non sanno perdere.</li>
<li>Basta turorial invasivi. Non potete tediarmi per      metà gioco spiegandomi come diavolo devo prendere una tazzina da sopra la      credenza. Informatemi, ok, ma con decenza e non credendomi un completo      rimbecillito abbisognevole della manina anche solo per fare una cagata.</li>
</ol>
<p>Alcune di queste lamentele le avete gia sentite. Ve le ripropongo con la mia personale chiave di interpretazione perché meritano il massimo della visibilità.</p>
<p>Beh, ecco il sunto di tutto. Quello che si deve imputare a me l’ho ammesso e descritto. Quello che vorrei si facesse per evitare di farmi perdere interesse pure. Voi?Che ne pensate?La verità come sempre, è nel mezzo del cammin?</p>
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		<title>Editoriale mini: Hype&#8230;pensavo fosse amore ed invece era un calesse!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 19:05:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SSnake</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Come posso definire in parole povere l’hype? Come posso raccontarlo senza cadere in banalismi ed ovvietà? Potrei iniziare col dirvi che siamo di fronte, forse, al cancro dei videogiochi. Il vero flagello che potrebbe minare, anche la piu ferrea delle passioni. Una ruggine, che piano piano, corrode il modo di relazionarsi con l’universo videoludico.
Non voglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come posso definire in parole povere l’hype? Come posso raccontarlo senza cadere in banalismi ed ovvietà? Potrei iniziare col dirvi che siamo di fronte, forse, al cancro dei videogiochi. Il vero flagello che potrebbe minare, anche la piu ferrea delle passioni. Una ruggine, che piano piano, corrode il modo di relazionarsi con l’universo videoludico.<br />
Non voglio fare il profeta che predice la fine del mondo. Non voglio scadere nell’allarmismo sempliciotto. Ma il problema esiste. Ed è grave.</p>
<p>Pochi mesi fa<br />
Oggi sono in ferie. Ho preso questo giorno per lui. Sono almeno tre anni che lo aspetto e non potevo proprio farmi sfuggire la possibilità di averlo di buon mattino, con una intera giornata per godermelo a casa. Oggi esce Mass Effect, che io ho prenotato in edizione limitata. Dio mio. Mi ha stregato e non ci ho giocato mai nemmeno una volta. Chissà come mai?Eppure, alla mia esperta età, dovrei avere più calma, più saggezza. Invece eccomi qui. Sono le 08.00 di mattina e sono dietro una saracinesca ancora irrimedialmente chiusa. Lo so che è presto, ci mancherebbe. Ma proprio non riesco a stare a casa. Non riesco a pensare ad altro. Sarei impazzito se fossi rimasto anche solo un minuto in più, consumato da un desiderio che trascende ogni umana comprensione. E questo maledettissimo negoziante non apre. Disgraziato. Se tarda ancora un pò giuro che lo rivolto come un calzino usato. Eh si che è un amico, ma ora esagera. La gente mi guarda con occhio torvo, scambiandomi per un malintenzionato in procinto di commettere una strage. Sarà colpa del fatto che passeggio nervosamente da circa un’ora nella piazzola sorridendo come un beota allucinato?Bah, non mi importa cosa pensano. Io sogno gia le stelle. Nella mia testa sono gia ramingo per le galassie. Un novello eroe sci-fi che vagabonda per i pianeti.<br />
Questo titolo me l’hanno descritto come il nuovo messia videoludico. Il gioco che avrebbe cancellato decenni di gameplay riscrivendone i dogmi, rivoluzionando il settore. Diamine, non fatico a crederlo. Ogni rivista si è sbilanciata dandogli ad honorem, valutazioni che vanno dal 9,5 al 10 pieno. E se questo non bastasse ci sta la mia fede pura nell’operato di Bioware a darmi certezze e garanzie di esser di fronte al “miglior gioco di tutti i tempi”. Non potrà deludermi, lo so. Non potrà mai e poi mai esser meno di quel che mi aspetto.<br />
Mi viene da ridere quando penso a tutti quelli che non sono interessati a questo capolavoro. Ma non sanno che questo sarà l’alfa e l’omega di ogni gioco creato?<br />
Bah, basta ora. Claudio (il mio negoziante n.d.A.) è arrivato.&lt;&lt; “ ciao Claudio, come va? Stamane ti sto aspettando da più di un’ora dietro la saracinesca e mi sono attirato sguardi preoccupati. Ci mancava solo che chiamassero la Polizia. La prossima volta vieni prima invece di poltrire nel letto.”&gt;&gt;. Ovviamente mi posso permetttere queste parole con il mio negoziante solo perché ormai c’è una amicizia che dura da circa dieci anni. Con un sorriso complice, comunque, Claudio fa cenno, entrando, ad un cartone sigillato. “Marco, ieri sera ti avrei voluto chiamare, ma erano gia passate le nove e dovevo chiudere. L’ho avuto ieri”. Questa notizia mi fa bonariamente incazzare. Non sarei mai potuto passare la sera prima ma il fatto che lui l’abbia avuto disponibile e non mi abbia avvisato, mi provoca fitte di gelosia (il gioco l’aveva in mano lui non io) e delusione.<br />
Tant’è, senza tirarla per le lunghe, pago, prendo il gioco e scappo di filato a casa.<br />
Ora silenzio. La mia camera è diventata un tempio ed io sto compiendo un rituale sacro ed inviolabile. Ogni volta che apro un gioco, compio meccanicamente gli stessi gesti, quasi fossi di fronte ad un simulacro su cui pregare e compiere riti pagani. Per prima cosa tolgo delicatamente il cellophane, avendo cura di lasciarlo integro in ogni parte (mi servirà,poi, per richiudere la confezione una volta finito il gioco, preservandone l’integrità). Una volta accertato di aver compiuto la procedura esattamente, passo alla confezione. Delicatamente tolgo il sigillo di garanzia e lo depongo, attaccandolo, all’interno della confezione stessa. Infine prendo il libretto. Gesto supremo di un rito propiziatorio, che augura piacere e divertimento. Leggo avidamente le pagine, assimilando anche gli avvertimenti rindondanti e aspiro avidamente l’odore di nuovo della carta patinata.<br />
Bene, i gesti rituali sono compiuti ed io infilo per la prima volta il dvd nella mia amatissima xbox360. Da questo punto in poi, il gioco mi regalerà momenti esaltanti, in cui il mio personale piacere e il mio divertimento raggiungono vette soddisfacenti. Ma, perché c’è sempre un ma, nel giocare mi accorgo di una cosa: da Mass Effect mi aspettavo di più, molto di più. Quanto meno, più di quanto realmente offra, che è obiettivamente tanto.<br />
Ora, togliete Mass Effect come esempio e metteteci uno qualsiasi dei titoli ultra mega pompati con pubblicità e preview che promettono meraviglie. Potrei citarvi letteralmente decine di titoli da qualche anno a questa parte, che sono stati dichiarati killer application solo per dogma di fede. Prendete Halo 3, per esempio. Indiscutibilemente siamo di fronte ad un FPS come pochi al mondo, con un gameplay grandioso e una giocabilità virtualmente infinita. Ma non è dominatore assoluto che tutti, a partire da Bungie per finire ai semplici videogiocatori, asserivano senza avere in mano uno straccio di prova valida per argomentare.<br />
Per par condicio cito anche Zelda: Twilight Princess. Buuuhuuu! Vi sento gia fischiare. Ma parliamoci chiaro: alzi la mano chi non si è sentito depauperato da una giocabilità cosi semplice e facile da rasentare il risibile. Non vi chiedo di esecrarlo sia chiaro, vi chiedo onestà. Io, ho completato il gioco talmente in fretta, che il solo pensiero della difficoltà del suo antenato su nintendo64, mi fa pensare ad un parto nato da due menti totalmente diverse. Bello si, bellissimo, ma non siamo certo di fronte ad una killer application indiscutibile a mio personale avviso. Una buona avventura, ma nulla più. L’hype che lo accompagnava invece, era puro delirio. Gente che arrivava a gesti inconsulti, pianti a dirotto per ogni minimo accenno di ritardo ed altre amenità simili. Ma poi? Quanti alla fine si sono trovati a combattere con quel tarlo che insinuava dubbi sulla effettiva validità dell’opera Miyamotiana?<br />
Lascio fuori zia Sony? Non sia mai! Anche sulle sue macchine sono nati titoli che, in sede di preview, facevano gridare al miracolo, portando milioni di fan al limite del parossismo e della isteria, ma che poi, al dado tratto, si sono rivelati non proprio cosi “fantastici”. “Potevamo stupirvi con effetti speciali”, ma abbiamo preferito alla fine usare quelli normali e puntare sul blasone del brand per rendervi succcubi e portarvi all’aquisto “forzato”.<br />
Ovviamente, uso il termine “forzatura” in maniera impropria. Nessuno costringe a comprare niente. O no? Scusate questo punto della questione merita una disamina più attenta e intellettualmente onesta. Puo essere che, il bombardamento mediatico cui siamo soggetti, in effetti, non sia una specie di condizionamento mentale, atto a instilare convinzioni nella massa? Quello che, nel bene o nel male, succede nella pubblicità di qualsiasi prodotto può essere paragonabile a quello che succede all’interno dell’universo videoludico?<br />
Voi, non ci vedete nessuna analogia? Non sospettate di nulla?<br />
Diciamo che io, pur se in modo superficiale, ci ho pensato un tantino. Sono arrivato ad una convinzione: quando si parla di videogiochi, specie di quelli che hanno una storia alle spalle famosa o quelli partoriti da persone che innumerevoli volte hanno mostrato di esser “geni” nel loro campo, si mette in moto un meccanismo in cui, gli stessi destinatari del prodotto, sono inconsapevolmente i primi “pubblicitari”. A questo aggiungiamoci anche la pubblicità vera su riviste specializzate e su internet. Cosa otteniamo? Hype! Hype puro al 100%! Hype D.o.C.! Ovvero, il dolce veleno che il più delle volte oblia obiettività e discernimento.<br />
E cosi, si arriva al nocciolo del discorso. Siamo di fronte ad un serpente che si morde la coda. Attendiamo anni un titolo X con un hype che ci rende ciechi e sordi. Ci giochiamo, e una punta di delusione serpeggia. Manca la scintilla promessa. L’attesa viene infranta dalle aspettative esagerate. Poi la delusione viene presto soppiantata dall’attesa del prossimo titolo ultramegaiperpompato. E via cosi. Una attesa tira via l’altra. In un limbo ciclico che prevede la stagnazione.<br />
Non credo che, i lettori, a prescindere dagli esempi che io ho portato, e che, ricordo, frutto di mie personalissime impressioni (quindi, per favore, non commentate gli esempi in se, quanto piuttosto la tematica trattata), non si sia mai trovato a dover far fronte al problema. Colpisce tutti indistintamente. Un vecchio saggio disse che l’attesa dell’evento è più importante dell’evento stesso. Parafrasando dico: l’attesa per una presunta killer application è più importante della killer application stessa.</p>
<p>In ultimissima analisi confido un’altra impressione. Molte volte mi sono trovato nella assurda posizione di elogiare un videogioco che mi aveva portato a livelli di hype esagerati, anche quando, giocandoci, non mi aveva infine convinto pienamente. Cercavo di autoconvincermi di non poter essere cascato ancora una volta nell’abilissimo trucco illusorio che i mass media avevano proposto. Non potevo credere di esser stato ingenuo ancora una volta. Mi riempivo la testa di mantra autoipnotici, nella speranza di farmi piacere il titolo così come pareva piacere a mezzo mondo. Mi ripetevo “ma io non posso esser da meno degli altri. Se è piaciuto cosi tanto a tutti e a me no…ho qualche problema…quindi no…il gioco mi piace. Punto”.<br />
Poi, grazie a Dio, mi sono schiaffeggiato e sono tornato alla normalità. Io SONO diverso dagli altri e non me ne importa nulla.<br />
Almeno fino al prossimo titolo ultra iper mega shock pompato che ho visto oggi sulla rivista. Ah, no, questo no. Questo si che è una killer application mai vista prima.</p>
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		<title>La Morte del fanciullo&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 10:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex64</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

		<category><![CDATA[necessità]]></category>

		<category><![CDATA[passione]]></category>

		<category><![CDATA[vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;arco della mia breve esistenza su quest&#8217;atomo opaco del male, ho più volte cambiato volto, obiettivi e credenze, convinto che il trasformismo fosse l&#8217;unica arma a disposizione di noi comuni mortali per contrastare la volontà della vita.
Non esiste la volontà dell&#8217;uomo in quanto tale, è &#8220;la vita che decide per noi&#8221;, &#8220;la vita è l&#8217;entità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;arco della mia breve esistenza su quest&#8217;atomo opaco del male, ho più volte cambiato volto, obiettivi e credenze, convinto che il trasformismo fosse l&#8217;unica arma a disposizione di noi comuni mortali per contrastare la <em>volontà della vita</em>.</p>
<p>Non esiste la volontà dell&#8217;uomo in quanto tale, è &#8220;la vita che decide per noi&#8221;, &#8220;la vita è l&#8217;entità metafisica per eccellenza&#8221;, è &#8220;la vita che ci sistema&#8221;, blablabla&#8230; quante volte frasi del genere ci sono state dette, quante volte le abbiamo sentite in canzonette idiote o dai venerandi intorno al tavolo? Tante. E quante volte dette frasi sono state prese in seria considerazione per più di un secondo? Poche. La giovenezza comporta arroganza e spavalderia, sicurezza nei propri mezzi, convinzione estrema che ogni singolo individuo possa dettare legge per sé e per gli altri; è crescendo, affrontando la vita di cui sopra, che le convinzioni man mano vengono miseramente meno corrose dal dubbio. A costo di suonarvi vecchio, all&#8217;età mia ho da tempo appreso che l&#8217;eterno divenire e il nostro doverci  continuamente adattare ad esso, nel bene ma soprattutto nel male, sia il vero <em>scopo ultimo</em> di questo balenare nella burrasca.</p>
<p>Tanti volti insomma, tanti volti ho vestito, e anche voi sicuramente, tanti&#8230; tanti quante sono state le multiformi sfaccettature cromatiche che questa mia breve vita ha vestito a sua volta per <em>rincorrere</em> i miei sogni. I sogni&#8230; quanti sogni ho ucciso sul nascere. Non siamo liberi, bensì schiavi della necessità; è la necessità a guidare le nostre azioni, qualsiasi cosa poniamo in essere è frutto di un ponderato ragionamento basato sullo stato di necessità, attuale e reale, della nostra persona (lo diceva B. Spinoza).</p>
<p>E la necessità è talmente presente in ogni istante della vita di tutti i giorni, che la libertà - o il libero arbitrio se lo vogliam chiamare in chiave religiosa - è solo una chimera, una falsità delle malelingue. L&#8217;individuo non è Dio; Dio è libero perchè obbedisce alla sua legge, l&#8217;uomo libero non è, ne ha solo l&#8217;illusione, perchè obbedisce alla legge di altri.</p>
<p>Eppure, tutti voi che leggete queste pagine, avete saputo coniugare &#8220;necessità&#8221; e &#8220;passione&#8221; - &#8220;vita&#8221; e &#8220;videogioco&#8221; - barcamenandovi tra l&#8217;una e l&#8217;altra e, in barba a filosofeggiamenti vari, ogni qualvolta accendete la lucetta di questa o quella scatoletta di plastica e silicio, un pò liberi vi ci sentite, vero? Ma qui si torna al discorso <em>dell&#8217;illusione della libertà</em>; il videogioco è finzione: è proiezione di un mondo ipotetico nel quale ci piace o ci piacerebbe vivere&#8230; poi &#8220;spengi&#8221; quel mondo e &#8220;riaccendi&#8221; le rogne. L&#8217;immagine su di uno schermo è solo luce; luce priva di spessore e di massa, priva di realtà, e poi dura un attimo&#8230;</p>
<p>Dio solo sa però quanto quell&#8217;attimo di finzione virtuale sia stato importante per me; per me, che da quando sono nato ho cambiato mille facce ma il videogioco è stato sempre presente, l&#8217;unico vero punto fermo nella mia vita, l&#8217;unica aria data ai polmoni di quel fanciullo interiore che nonostante le amenità moderne, del superbianco e dell&#8217;accaddì, riesce ancora a sorridere e stupirsi!</p>
<p>Riuscire ancora a stupirsi in un&#8217;epoca quella nostra, di morte intellettuale, di pressapochismo demagogico e sensazionalismo mediatico, ha una vago sapore di libertà. Che sia poi questa vera o finta, illusione o verità&#8230; beh sapete cosa vi dico? Non me ne frega nulla.</p>
<p>&#8230; e quasi non mi pesa il fatto di ritrovarmi avvocato quando, per anni, volevo fare l&#8217;astronomo, ma per necessità economica di trovare un lavoro che mi garantisse la fantozziana pagnotta, ho rinunciato alle stelle&#8230;</p>
<p>Alessandro Maria &#8220;Alex64&#8243; Grasselli</p>
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		<title>EDITORIALE: GIOCO ONLINE E OFFLINE! DIVERSITA’ E CONVERGENZE</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Mar 2008 00:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SSnake</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Preambolo: la mia personale disamina del comportamento on line e off line del videogiocatore medio. Estremismi e idiosincrasie di una particolare utenza del medium videoludico. Paroloni per dire: ragazzi siamo proprio una banda di mattoidi.
 
Premessa:
Alzarsi la mattina è cosa faticosa. Sono almeno 15 minuti che tento inutilmente di aprire le palpebre. Con ostinazione asinina, queste [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Preambolo:</strong> la mia personale disamina del comportamento on line e off line del videogiocatore medio. Estremismi e idiosincrasie di una particolare utenza del medium videoludico. Paroloni per dire: ragazzi siamo proprio una banda di mattoidi.</p>
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<p><strong>Premessa:</strong></p>
<p>Alzarsi la mattina è cosa faticosa. Sono almeno 15 minuti che tento inutilmente di aprire le palpebre. Con ostinazione asinina, queste rifiutano il mio comando e perseverano nel rivolegermi continui e melifui inviti a rimanere a letto. L’ora della sveglia è gia passata da un pezzo quando, con una lentezza degna del piu pigro dei bradipi, mi scuoto dal torpore del dormiveglia e un piede decide di abbandonare il caldo abbraccio delle coperte per scendere sul freddo pavimento. Di seguito e con malavoglia, tutto il corpo segue lo sventurato arto; ma le palpebre no, continuano a rimanere chiuse come una saracinesca a ferragosto. Questo mi costa puntualmente un urto contro qualche mobile, dove a farne le spese sono di solito le incolpevoli dita dei piedi, e, conseguentemente, la mia bocca esterna una serie di improperi e parolacce che al confronto uno scaricatore di porto incazzato, sembra una monaca di clausura.</p>
<p>Mia madre a quest’ora è gia sveglia da un pezzo e vaga per casa come un vigile urbano, con tanto di paletta e fischietto e con la multa facile. Mi segue come un sergente dei Marines urlandomi in continuazione nelle orecchie che sono un pigrone incredibile e che sto facendo tardi. Ci tiene a me, la bella mamma mia. Ci tiene cosi tanto che si assicura di svegliarmi ben bene a furia di richiami e spronamenti. Mi causa anche un mal di testa incredibile, ma non glielo diciamo eh?Ne verrebbe meno il suo amor proprio. Mio padre lo invidio. Si è svegliato, certo, ma è li nel letto che fa colazione. Sorseggia il suo caffè e vede il telegiornale. Quando mi guarda mi rivolge un sorriso e mi augura una buona giornata, ridendo sotto i baffi (che non ha) della mia faccia stravolta dal sonno. Bello lui…è in pensione ormai! Mi fa stizzire il suo velato sfottò, ma non posso di certo lamentarmi, visto che sono uno di quei “bamboccioni” che il nostro ministro del tesoro, Padoa Schioppa, ha cosi poco elegantemente apostrofato.</p>
<p>Dopo le abluzioni mattutine è arrivato il momento di sorseggiare a mia volta un caffellatte veloce (che puntualmente mi ustiona il palato con altre bestemmie degne del peggior diavolo)prima di affrontare la giornata che mi aspetta. Ma sono stanco…ho sonno…tanto tanto sonno…zzzzz</p>
<p>Devo andare a lavorare e proprio non mi va, ma mi avvio mestamente verso la mia auto, con lo stesso incerto passo di un zombie decerebrato.</p>
<p>Perché ho questi problemi? Perché sono un idiota, ecco. Sono andato a letto molto, ma molto tardi. Anzi posso bellamente affermare, e ve lo dico con assoluta sincerità, di essere andato a letto con i primi raggi di sole della giornata. Perché?</p>
<p>Nell’arco di una notte ho sconfitto il malvagio, liberato la mia bella che mi ha promesso scintille sessuali e distrutto a suon di cannonate un esercito immenso…tutto da solo! Inoltre sono sceso in guerra ed ho combattuto diverse battaglie, morendo ed uccidendo a mia volta, uscendone sempre vincitore, o quasi. Ho anche viaggiato nello spazio cercando minerali rari e risolvendo problemi che il mio status di Spettro mi imponeva.</p>
<p>C’è di che andarne fieri no?Insomma ho salvato il mondo innumerevoli volte, ho sconfitto gli eserciti nemici senza alcuna pietà ed ho risolto questioni in giro per la galassia; come minimo dovrei avere il titolo di “Imperatore della Terra”. Invece niente. Nessuno se ne accorto..e nessuno lo saprà mai! Perché? Beh…voi siete nei miei stessi panni…ed avrete sicuramente capito PERCHÈ per il mondo noi esistiamo solo come semplicissime persone e non come eroi intergalattici.</p>
<p>Si, ho giocato! Fino all’alba. Ah, per inteso, è dura alzarsi quando si è posati il pad neanche due ore prima, in una girandola di emozioni incredibili.</p>
<p>Che partite ragazzi! Che partite!  Ho cominciato a giocare verso le 21.30, al solito con i miei commiltoni bambascioni (e molti di questi voi li conoscete..si..li conoscete…proprio come bambascioni…in questo splendido forum), online, a titoli in cui l’unica attività celebrale richiesta è quella di avere il grilletto più veloce di quello avversario. Quante risate!. Mi hanno odiato in alcuni giochi perché avevo la meglio e li umiliavo (mitico SSnake mavafff) e deriso in altri perché avevo la stessa abilità di un procione alle prese con la trigonometria. Irreali per la loro presenza puramente virtuale, ma costanti e veri per l’amicizia e il calore mostrato all’interno del gruppo.</p>
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<h1>Gioco On line e Offline….disanima sulle differenze</h1>
<p>Il gioco on line ti prende. Molto. Pezzi enormi della tua vita ingoiati con la stessa facilità con cui io ingurgito una gommosa alla frutta. Ci si ritrova a pensare a strategie, metodi e modalità di gioco anche quando siamo da tutt’altra parte, impegnati in tutt’altro. No? Dite di no? Ok, vuol dire che siete “veri” quanto una banconota da ventitre euro. A parte l’ironia. Si parla di gioco on line di un certo peso su console da quanto tempo? 1998? Dal favoloso Dreamcast credo, se la mia memoria non mi tradisce. Prima era prerogativa solo dei giochi su PC; ovvero, di quel mondo elitario e complicato che richiede conoscenze tecniche particolari per essere fruito, non sempre con successo.</p>
<p>Comunque, da allora tutto è cambiato. Non siamo più animali solitari, figli di un isolamento voluto e cercato. Ora, spendiamo volentieri parte del nostro tempo alla ricerca di altri giocatori on line per partite veloci o per sessioni lunghe in giochi MMORPG.</p>
<p>Ma il gioco on line non ha avuto una evoluzione costante e ramificata. Se guardiamo dietro di noi ci accorgiamo che, Dreamcast a parte, quante console offrivano un servizio on line realmente buono?Mi viene in mente solo la xbox e nient’altro. Nonostante sia PS2 che Game Cube avessero la possibilità di poter fruire del multiplayer online, si sono affacciate solo timidamente in questo campo. Non avevano niente on board e si doveva comprare tutto a parte. I giochi poi, si potevano veramente contare sulla punta delle dita (è doveroso dire però che quei pochi giochi che avevano erano favolosi, basti pensare a Socom su ps2, o FFXI). In una parola sintetica: trascurabile!</p>
<p>Quindi possiamo asserire che, sulla console, il gioco on line si è sviluppato nella quasi totalità dei casi, tra gli utenti di una unica piattaforma.</p>
<p>Mi perdonino quanti, a queste parole, si troveranno fortemente in disaccordo. Tenete presente che sono frutto di convinzioni e teoremi puramente personali ed assolutamente bipartisan. Non mi interessa disquisire su cosa è stato migliore e cosa no (non ho preferenze..credetemi): tento solamente di definire un settore che fugge al laccio monopiattaforma per essere oggi un vero business mondiale.</p>
<p>Ok..precisazione fatta e dovuta. Again.</p>
<p>Prendiamo come esempio tipico del gioco online, il genere per eccellenza, citato poco fa. Multy per diritto di nome. I Massive Multiplayer Online Role Player Game (MMORPG).</p>
<p>Conosciuti ed apprezzati da moltissimi anni dall’utenza PC, si sono trasferiti su console con il Dreamcast (Phantasy Star online) e su PS2 prima e xbox360 poi con Final Fantasy XI.</p>
<p>Attualmente sono gli unici due prodotti online, rappresentanti il genere, presenti su console (quanto meno i piu famosi e da me conosciuti).</p>
<p>Vi parlerò del gioco che conosco meglio, come esempio massimo di gioco online ad immersione completa. Per un breve periodo della mia vita ho fatto parte di quella enorme community, che rappresenta la base di utenza di Final Fantasy XI.</p>
<p>Ho avuto il privilegio di entrare in possesso, anche se in verità molto tardi dalla effettiva data di disponibilità su xb360, della versione beta del gioco. Una versione che chiedeva di installare qualcosa come 6GB di roba su hard disk e nel contempo ti chiedeva 2000 registrazioni diverse. Gia questo fa capire che mondo stia alla base del gioco. Inutile soffermarmi sulle caratteristiche sostanziali del prodotto, quelle le conosciamo tutti. Sui generis vi faccio dono di una grande verità: il mmorpg è un genere maledettamente cannibale. Ruba tempo a tutto il resto. E’ anche autosufficiente e dimostra di non volere concorrenza. Toglie, con una abilissima mossa psicologica, la volontà di provare altri titoli. Si rimane aviluppati come tra le spire di un boa costrictor. Il perché è chiaro! Quando si inizia un titolo mmorpg, si crea un sodalizio di vitale importanza con altri utenti, per un proseguo linare ed avvincente nel gioco. E’ una questione di empatia profonda. Ci attacchiamo cosi morbosamente al nostro PG, che, piano piano, cessa di essere una mera figura virtuale, per diventare noi stessi reincarnati in pixel e poligoni. Il gioco necessita di infinita pazienza, tempo e risorse fisiche per aumentare il livello del proprio alter ego digitale, in una girandola senza fine di eventi, che hanno come unico scopo tenere incollati, per quanto piu tempo è possibile, a questa finestra su mondi virtuali. Solo che, in noi scatta una molla che ci fa considerare quei mondi virtuali…reali!Maledettamente reali. Non ci credete? Provate a cercare informazioni su un certo Second Life o su World of Warcraft, Lineage II e cosi via dicendo. Troverete molta, moltissima gente, raccontare di avere due vite parallele: di cui una, quella reale, diventa ogni giorno meno importante avendo cessato da tempo ogni tipo di relazione sociale; mentre l’altra, quella virtuale in questi mondi fantastici, diventa cosi necessaria, così fisiologica, che l’allontanamento anche per poche ore diventa intollerabile.</p>
<p>Piccolo esempio, preso da un vecchio numero di una rivista su cui ho trovato l’intervista. Un giornalista intervista un uomo, un asiatico, che in pratica rappresenta il più forte PG di un gioco on line molto seguito: Lineage II. Quest’uomo ha lo status di “sovrano” di questo mondo virtuale e , per rimanere tale, deve giocare circa 20 ore al giorno. Va da se che la cosa rappresenta una aberrazione, una esagerazione che ha un qualcosa di disperato nella sua cruda realtà. Orbene, quest’uomo vive nel suo ristorante (che per via dello scarso tempo dedicato va in malora)e di li gestisce la sua vita reale (poco) e quella virtuale (molto). Adirittura non può rivelare il suo nome come “Re” del gioco perché in giro ci sono pazzi che potrebbero ucciderlo per usurpare il suo posto.</p>
<p>In definitiva, la sua aberrazione comportamentale, lo porta a vivere quasi come un reietto, come un eremita. Una cosa incredibile vero? Chi non si accorge di essere invischiato, è perduto.</p>
<p>Io me ne sono accorto in tempo. Pur non avendo una psiche cosi labile come questi poveri videogiocatori, mi sono reso conto che la fame del titolo, in termini di ore spese, era ogni giorno più grande. Ragazzi, ci ho passato letteralmente giorni interi sopra, finchè, violentando me stesso e la mia volontà, mi sono autocostretto a rinunciarci.</p>
<p>Dite che assomiglia maledettamente alla definizione di “dipendenza da droghe”? mmmm..forse qualcosa di vero c’è, essendo in effetti questi mondi, dei palliativi, dei sostituti per la nostra coscienza.</p>
<p>Parliamoci chiaro, vi sto dicendo che è un genere bello, ma talmente bello, che alcuni non riescono a staccarsene.</p>
<p>Il gioco online ovviamente segue anche altre strade e altre tipologie di intrattenimento. Ci sono gli FPS, che generano di solito lo stesso attaccamento morboso al mondo virtuale ed  un sano antagonismo (anche se molte volte sfocia in rabbia nei giocatori meno intelligenti); ci sono i puzzle game o i party game che battono su strade fatte di puro divertimento.</p>
<p>Ma il gioco online vuole dire principalmente una cosa in definitiva: cooperazione sociale.</p>
<p>Sia che si lotti fianco a fianco di altri soldati in un titolo sparatutto, sia che si cerchino eventi in complessi mondi virtuali o sia che si competa su giochi sportivi o party game, la costante è sempre una per chi cerca online il divertimento: vogliamo essere in gruppo! Vogliamo far parte di un gruppo. Sentirci membri di qualcosa.</p>
<p>Quanti di voi che leggono queste righe fanno parte di un clan? Ma vi rendete conto che il “clan”, anticamente, era riferito solo ed esclusivamente ad un ceppo familiare? In Scozia per esempio il clan è una vera e propria famiglia che parte dal capostipite, di solito il “vecchio” nonno, fino all’ultimo pronipote.</p>
<p>Noi oggi abbiamo “clan” on line…con signori (o capiclan), sottocapi, soldati, membri in prova, tavole rotonde, consigli di stato neanche fossimo in una base militare.</p>
<p>Ho fatto parte anche di questo e ne sono uscito. Si cominciava per divertimento, unendo sotto lo stesso simbolo le persone con cui si giocava meglio e con cui c’era più intesa, e si finiva con il volere partecipazione attiva, prove e sottoprove, orari, scadenze, allenamenti. Ma, dico, scherziamo? Comincio per amicizia e poi devo ritrovarmi arruolato nella legione straniera? Credete di essere una nazionale di calcio strapagata?  E mi sono dovuto sorbire anche i rimproveri di un “capetto” che mi informava che avrebbe preso decisioni in merito alla mia permanenza o al mio allontanamento dal clan. Al che, io (all’epoca avevo 28 anni), l’ho mandato al diavolo con tutte le scarpe dicendogli che era solo un deficiente che si era montato la testa (piccola nota per soddisfazione personale: alla fine lo hanno cacciato perché era il solito bimbominchia che si veste di un titoletto insignificante per “mostrarsi”..bah). Capisco che questo è un altro punto dove molti obietteranno, adducendo a motivazione che il loro, di clan, è completamente diverso ed ancorato ancora alla idelogia di pura amicizia a scopo di divertimento. Si..ci credo ragazzi…ma mi sono fatto anche un giro nelle vostre sezioni (non necessariamente di spaziogames forum N.d.A.)ed ho scoperto che in effetti se mi sbaglio..è realmente di una inezia trascurabile. Anche voi chiedete di rispettare regole ed orari, date e appuntamenti d’allenamento. Ma allenamento a cosa scusate? Mi chiedo se queste persone pernsano di vincere qualche trofeo e premi in denaro. Ed anche se fosse…cacchio..io gioco per divertirmi porca miseria e non mi frega una cippa se non mi sono allenato e il gruppo non puo partecipare ad uno stupidissimo torneo, perché in quella sera io ero con la mia ragazza a tromb…ehm…ad uno spettacolo teatrale.</p>
<p>Ok ok ok….mi calmo. Ma non sono innervosito giuro. Sono sempre mie esperienze che io vi esterno per il puro piacere di sentire come la pensate…sapete è molto importante per me il confronto con voi..in fondo…siete gli unici con la mia passione con cui posso parlare.</p>
<p>Io il gioco online lo adoro, a patto di venire a compromessi con un collegamento alla rete non propriamente perfetto. E’ un problema endemico delle partite online dove il tempismo è decisivo. In una partita a scacchi non ci sarebbero problemi, ma, in giochi dove il decimo di secondo è importante e rappresenta la differenza tra la vita e la morte, direi che il problema è serio davvero.</p>
<p>Quante partite abbiamo visto finire in malo modo solo perché inficiate da un collegamento atroce?</p>
<p>Centinaia di bestemmie, pad fatti volare dal 4° piano, craniate al muro per via del fottutissimo lag.</p>
<p>A questo si reagisce in due modi di solito: il primo, finendo la partita, scusandosi con i propri compagni per via delle pessime prestazioni e staccando prima di arrivare a masticare pad, cavi e console assieme; il secondo, cominciando ad offendere tutti quanti, a prendersela con il mondo intero e facendosi venire un attacco di bile nel tentativo, inutile, di uccidere qualcuno che si contrappone a noi con una linea Fastweb 100mbinfibraotticaecarbonioattiva.</p>
<p>Filosofia ci vuole! Calma e sangue freddo. Altrimenti da essere un gioco maledettamente divertente…diventa un gioco maledetto è basta.</p>
<p>Bah, rileggendo quanto ho scritto fin ora, credo di aver elencato le mie reazioni al gioco online ma anche quelle del videogiocatore medio. Penso sinceramente che la definizione di “videogiocatore medio” si adatti perfettamente al mio modo di giocare. Non centrano, come ovvio, ne i gusti personali in fatto di videogiochi ne la presunta conoscenza del medium videoludico in se. Le mie impressioni collimano solamente al comportamento. O almeno credo.</p>
<p>Concludendo la disanima sul gioco online, prima di intraprendere quella sul gioco offline, puntualizzo una cosa: il gioco online è una rivoluzione culturale. Nel suo significato più puro, dovrebbe essere un vero crocevia in cui si intersecano amicizie altrimenti impossibili per la distanza e senso di appartenenza sociale nella sua forma più sincera.</p>
<p>A voi il primo quesito: <strong><em>questo è vero ancora oggi, o il gioco online si è spinto su diverse strade non sempre giuste?</em></strong></p>
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<p>Che dire del gioco offline? E’ intimo. Ognuno di noi gioca e si relaziona con il titolo in maniera diversa. E’ troppo personale per poter dare una definizione, che sia valida per tutti o quasi. Ognuno di noi affronta il videogioco in maniera singolare. Io posso dirvi come affronto una avventura che mi vede coinvolto, posso solo ipotizzare che il mio pensiero sia quanto meno il piu lineare e generale, ma non posso pretendere di parlare al posto vostro.</p>
<p>La differenza sostanziale tra online e offline e che il primo propone esperienze virtualmente infinite, mentre il secondo offre una storia chiusa, con un inizio, una parte centrale ed una fine. E quando finisce…beh..è solo rigiocabile. Finendolo una seconda o terza volta si sbloccheranno segreti o qualche altro finale..ma la cosa finisce li. E’ un contorno insomma.</p>
<p>Le incazzature sono le stesse però. Alzi la mano chiunque di voi che non abbia MAI MAI avuto la tentazione di prendere il pad e di scagliarlo sul muro per la frustrazione. Se online queste provengono principalmente dal gioco scorretto o dal lag, offline possiamo solo maledire gli sviluppatori con il prosciutto sugli occhi o noi stessi con il nostro essere scarsi.</p>
<p>Cosi, se il livello è particolarmente ostico, si ritenta ossessivamente, morbosamente finchè non si supera il punto maledetto…o si perde il lume della ragione appunto. Ci si fanno le ore piccole con queste cose cari miei.</p>
<p>La panoramica di emozioni, che oggi i videogiochi sono arrivati a solleticare in un essere umano, sono molteplici. L’evoluzione stessa ha infranto barriere molto spesse che prima si frapponevano tra giocatore e videogioco. Come ci si poteva relazionare e mostrare empatia nei confronti di uno sparutissimo gruppo di pixel? A parte alcune vecchie glorie, frutto del lavoro delle meningi del calibro di Miyamoto (chi dice Zelda?) non ricordo di aver mai provato rabbia, dolore, felicità o tristezza per qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, mi ricordava uno scarabocchio sullo schermo. Questo perché, prima, il gioco era gameplay immediato e, miseriaccia, dannatamente divertente. Divertimento appunto. Stop. Poco spazio ad altre emozioni.</p>
<p>Oggi invece, avendo come scopo quello di catturare il videogiocatore e convincerlo ad acquistare sempre piu videogiochi, abbiamo storie con dietro sceneggiature hollywoodiane, trame degne dei migliori romanzi ed effetti speciali di incredibile fattura ad accompagnare il tutto. A patto di venire a piu miti consigli con il divertimento, che oggi pare sia, nella maggioranza dei casi, venuto meno.</p>
<p>Quindi, l’ipotesi che ne deriva, è che oggi il videogioco, diventando più complicato e più “maturo” abbia perso quella nota spensierata, che lo rendeva un vero mezzo per “scaricarsi”, per divertirsi nell’immediato. Ci siamo coperti la testa, per scoprirci i piedi. Ed ecco, che sorgono tutti quegli interrogativi che la nostra mente assillata si pone. Era meglio divertirsi immediatamente e con semplicità, grazie a giochi piu intuitivi ed immediati oppure è meglio adesso, che i videogiochi sono saliti a rango di vera espressione artistica e che quindi portano tematiche e storyboard ben piu adulte e profonde a scapito del mero divertimento?</p>
<p>Tutti questi interrogativi me li pongo quando gioco da solo appunto. Quando affronto un particolare livello di Eternal sonata pieno di nostalgia e magnifica emotività, quando vago tra i pianeti di Rogue Galaxy o quando corro, disperato, senza meta, convinto di esser pazzo in un livello qualsiasi di Eternal Darkness. Titoli (cito solo questi per non dover fare elenchi improbi) che hanno dimostrato quanto il gioco sia maturata nella esperienza in singolo.</p>
<p>La longevità del gioco stesso influisce. Ed influisce anche la qualità del gioco. Mi spiego. Quando abbiamo a che fare con un capolavoro di quelli assoluti ed incontestabili, vorremmo che non finisse mai. Vorremmo non vedere mai i titoli di coda per prolungare il piacere del gioco, virtualmente all’infinito. Ma, mentre per il gioco online, questo è possibile, per le story c’è poco da fare. Finiranno e lasceranno emozioni incancellabili.Se il gioco, viceversa, è si bello ma non tanto da essere definito CAPOLAVORO assoluto, il fatto di essere prolisso è una iattura. In parole povere mi vengono due palle come cocomeri. Esempio: avrei provato lo stesso piacere giocando, se Prince of Persia: the sands of time fosse durato 50 ore invece che 15 scarse? Toglieteci Prince of Persia e metteteci qualsiasi titoli che vi è piaciuto sul serio ma che non considerate Killer Application per eccellenza. Fatevi questa domanda: la longevità oltre misura aiuta la bellezza del titolo o la inficia?Messa cosi qualcuno potrebbe trovare lapalissiano il quesito, ma vorrei sul serio che ci pensaste un pochino su!</p>
<p>Non è cosi semplice come si puo credere.! Un gameplay articolato potrebbe volere molte ore per esprimere il suo miglior lato, ma molte ore potrebbero portare il giocatore alla noia e alla decisione di lasciare il titolo sullo scaffale.</p>
<p>Quante volte l’ho fatto? Quanti titoli sono sul mio scaffale nell’attesa del meritato rispolvero?Tanti, troppi! Ma ogni titolo nuovo che esce mi allontana dalla possibilità di rigiocarli. E cosi, mi perdo buoni titoli. Mi perdo videogiochi onesti che hanno l’unico difetto di essere un po prolissi.</p>
<p>Concludo questo mio sproloquio personale chiedendovi ovviamente quali sono le vostre impressioni generali. Credete abbia sbagliato nella mia disserzione?Mi date ragione? Voi, voi che siete fantastici videogiocatori…cosa ne pensate?</p>
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<p>Alcuni pensieri che ho avuto durante il mio videogiocare….a voi capire se vi ci ritrovate..e se riconoscete i titoli</p>
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<p>Online..pensieri</p>
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<p>Sono qui è aspetto. E’ buio. Piovigina. Ma io aspetto. Aspetto il mio nemico. Quando passerà, sarà morto. Vedo i miei compagni d’arme andare avanti di soppiatto. Tutti imbracciano la propria arma come se fosse una estensione del loro stesso braccio e sono nervosi.Lo sono perché il nemico è ostico ed usa la nostra stessa strategia, le nostre stesse armi. Io sono qui.Attorno a me erba e cespugli. Sono ben nascosto. Tutte queste baracche non serivranno a coprirmi in caso mi dovessero attaccare ma non mi importa. Devo mantenere la posizione.Li ci sono i miei compagni cacchio e li devo aiutare dalla distanza. Non posso impelagarmi nello scontro diretto, non ne ho le qualità. Io ne ho altre e le uso per raggiungere la vittoria finale. Sono un cecchino.  Nel buio non si scorge niente, se non una nebbiolina insistente che rende tutto ovattato. Il mio nervosismo mi rende ansioso per cui devo calmarmi. Ecco, ecco, qualcosa si muove li su quel monticello. Deve essere il nemico perché non riconosco i colori. Devo stare calmo e prendere bene la mira. Posso agire solo da lontano e non posso rischiare che lui si accorga di me e mi faccia fuori. Forza ragazzi,fatevi avanti che aspettate? E’ li non lo vedete?Oddio, sta puntando un mio commiltone…o cavolo…sta per sparare. Forse è meglio rovinare la mia posizione rendendola visibile..ma devo salvare il mio amico. Punto il mio fucile, trattengo il fiato. Sparo. Il mio nemico è morto, ma la sorpresa è saltata. Ora inizia la battaglia e devo darmi da fare. Morirò lo so! Ma per vincere morirei mille volte. Sono qui…venitemi a prendere…continuate a sparare stronzi!</p>
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<p>OFFline…pensieri</p>
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<p><em>Maledettissima giungla del cacchio. Non riesco a scorgere niente. Ho una paura matta di starmi a cacciare in qualche guaio di quelli grossi. Continuo a puntare la mia pistola in ogni direzione, spaventato da queste maledettissime scimmie che gridano. Il mio vecchio amico mi segue, ed ogni tanto dice qualche cazzata per tirarmi su il morale. Ma mi sento una merd4 comunque. Bah, abbandonare cosi quella graziosa creatura approfittando della sua ingenuità. Tutto per cosa?Per seguire un cavolo di tesoro!Ma cacchio, lei è davvero carina…e se la lascio fuori da questa storia non avrò possibilità di aver nessuna relazione con lei.Dove sono ora?E cosa sono queste rovine?Maledizione che posto tetro! La mappa dice che sono arrivato. Ma arrivato dove cavolo? Oltre non posso andare, a meno di non avere un machete grande quanto una sega da boscaiolo per farmi strada. Devo per forza trovare una via di uscita qui. In mezzo a queste rovine, in mezzo a queste statue diroccate e ghignanti.Un momento..ma posso arrampicarmi fin lassu?Ci provo!Meno male, ci sono arrivato e per poco non cadevo. E cosa è questo?un masso? Mmmm…il mio vecchio compare dice che sotto sembra una piattaforma di legno…quasi quasi..se lo spingo!Ok…ecco qui che va giu. Si è aperta una cripta cacchio…e posso scenderci. Prendo la mia torcia e cammino…sto iniziando il mio percorso..sto iniziando la mia avventura.</em></p>
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		<title>Stop ai videogiochi</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 16:17:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alex64</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoBodyText">All&#8217;inizio dei tempi, si dava la colpa a Dio delle disgrazie che capitavano nella vita di tutti i giorni; all&#8217;inizio dei tempi, si chiamava in ballo Dio ogni qualvolta non si riuscivano a dare risposte sensate ad un problema impossibile (o presunto tale)&#8230; col tempo, l&#8217;ignoranza - come qualsiasi altra &#8220;cosa&#8221; umana - è progredita salendo di livello; Dio non è più &#8220;di moda&#8221; e si volge lo sguardo altrove all&#8217;affannosa ricerca di un nuovo <em>capro espiatorio</em> cui riversare contro le nostre paure più recondite. All&#8217;epoca era Dio che non si conosceva, era Dio che si temeva, oggi Dio sono i videogiochi; che non si conoscono ma si temono.</p>
<p class="MsoBodyText">Oggi, si ha paura del videogioco, e mentre la violenza imperversa ovunque al mondo e nel mondo, associazioni di genitori qual&#8217;è il MOIGE, avvocatucoli di dubbia fama sulla falsa riga del Cristiano Conservatore Jack Thompson, ed ancora programmi radiotelevisivi fatti ad hoc o telegiornali malati di sensazionalismo mediatico che va ben oltre le erronee previsioni del tempo, additano l’<em>ars videoludica</em> come principale responsabile del male oscuro che logora la nostra società dall’interno.</p>
<p class="MsoBodyText">Da che mondo è mondo i media cavalcano l’onda della notizia per dare all’utenza ciò che l’utenza vuole; l&#8217;informazione nuda e cruda in tempi brevi, i più brevi possibile, anche se ciò volesse dire fare pura e semplice disinformazione. Non fa notizia il padre stupratore delle figlie, non fa notizia il barbone reietto che muore di freddo e di fame all’angolo di Stazione Termini e via Marsala; fa notizia invece il videogioco inteso come lordatore di giovani menti. Fa notizia lo sporadico interdetto mentale che uccide o &#8220;picchia&#8221; per emulare questo o quell&#8217;eroe dei videogames, spappolando magari la milza alla sorella.</p>
<p class="MsoBodyText">E il giornalista medio in queste cose ci va a nozze, sfruttando da sempre &#8220;la notizia che fa notizia&#8221;, in quanto questa è capace di crearsi da sola - e senza impegno da parte di chi scrive e/o diffonde - il suo bel target di ascoltatori passivi.</p>
<p class="MsoBodyText">Proprio al giornalista medio è rivolta oggi la mia critica? La risposta non può essere che negativa, visto e considerato che - come le regole mercatologiche ci suggeriscono - l’offerta informativa è commisurata alla domanda. Ordunque a chi mi rivolgo? Ma ovviamente a Voi! A tutti Voi che digerite la pappa riscaldata degli odierni telegiornali, i quali senza pensarci due volte - in pieno stile StudioAperto - si tuffano nel torrente argomentativo &#8220;videogioco male nel mondo&#8221; solo perché ci siete Voi a dar loro credito e, cosa più importante, a dar loro l&#8217;audience. Mi appello a Voi, a tutti i benpensanti stile Mastella che (ben)pensano che &#8220;soluzione facile&#8221; sia sinonimo di &#8220;soluzione giusta&#8221;, attaccando una realtà poetica come quella videoludica, generalizzandola ai soli giochi di guerra, trasposizione di fantomatici software militari e/o congiure ai piani alti per spingere all’arruolamento di carne da cannone (Cannon Fodder; Sensible Software).</p>
<p class="MsoBodyText">Poco importa, se questa realtà poetica non è composta da soli giochi di guerra, ma da centinaia di migliaia di altri progetti anche a sfondo prettamente artistico. Eh già, perché a Voi, ascoltatori passivi, ignoranti dell’argomento <em>videogiochi</em> che però si arrogano il diritto di parlarne e sputare sentenze, non sorvola nemmanco per l’anticamera del cervello che il business legato al videogame dia lavoro agli artisti moderni, come in passato l&#8217;arte e i Mecenati ugualmente facevano; guarda caso, esistono quadri come il <em>Guernica</em> di Picasso, oppure <em>Los Fusilamientos</em> di Goya, ma è troppo difficile fare rimandi incrociati, è troppo difficile dire che un gioco di guerra, come fine ultimo, abbia quello di far capire che la guerra è divertente solo quando è un gioco, e non già incitare alla medesima, alla violenza.</p>
<p class="MsoBodyText">A Voi, che godete nel fare gli opinionisti appoggiando e seguendo la voce più forte piuttosto che la debole (bella fatica gridare nel coro), risulta più facile condannare i videogiochi di guerra in quanto giochi di guerra, e ricondurre alla medesima bistrattata categoria qualsiasi altra <em>species</em> di videogioco. Atteggiamento miope ma si sa, l’ignoranza, l’arte del non sapere e del non voler sapere, è una brutta bestia.</p>
<p class="MsoBodyText">Ordunque infine è questo ciò di cui soffre il videogioco attualmente: il <em>non ancora avvenuto</em> sdoganamento mediatico per merito/colpa della sua relativa giovinezza; mentre altre forme d’intrattenimento, quali cinema e televisione, e radio ancora prima, sono state già da tempo assorbite a patrimonio comune, nonostante i codici di autoregolamentazione in ambito software (si veda il PEGI per quanto riguarda l’Europa) siano anni luce avanti rispetto a quelli presenti sulle controparti più famose e blasonate testé citate.</p>
<p class="MsoBodyText">La soluzione a tutto questo? Non esiste, non esiste a breve termine; è pura utopia sperare il contrario. Dobbiamo aspettare che la società cresca e prenda coscienza di ciò che tanto ci piace, dei videogiochi, e che lo faccia al di fuori del sensazionalismo, al di fuori dell’informazione standardizzata, omogeneizzata e votata al sensazionalismo, al di fuori di preconcetti derivati. Solo così il videogioco potrà fregiarsi - non solo ufficiosamente - della dignità che indubbiamente merita.</p>
<p class="MsoBodyText">Teniamo duro e facciamoci portavoce della nostra passione ogni giorno e in ogni contesto, diventiamo la nuova avanguardia dell&#8217;arte, intesa come <em>espressione resa con ogni mezzo</em>, consolandoci - almeno per il momento - col fatto che in mercati più evoluti del nostro gli introiti del fenomeno videogame hanno superato di netto quelli dei settori musica e cinema messi assieme.</p>
<p class="MsoBodyText">Della serie&#8230; la strada verso il <em>riconoscimento</em> è lunga ma chi ben incomincia è a metà dell&#8217;opera.</p>
<p class="MsoBodyText" align="right">Alessandro Maria &#8220;Alex64&#8243; Grasselli</p>
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		<title>EDITORIALE: SHOPPING COMPULSIVO. IL VIDEOGIOCATORE FOLLE</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 21:35:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>SSnake</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlo a voi miei cari lettori col cuore in mano. So che queste pagine potranno portarmi critiche e ironici sfottò, ma non mi interessa. Parlo a voi per la ricerca del confronto diretto che sempre contradistingue i miei scritti, belli o brutti che siano.
 
 
Ero appena tornato a casa da lavoro, pregustando una bella doccia calda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlo a voi miei cari lettori col cuore in mano. So che queste pagine potranno portarmi critiche e ironici sfottò, ma non mi interessa. Parlo a voi per la ricerca del confronto diretto che sempre contradistingue i miei scritti, belli o brutti che siano.</p>
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<p>Ero appena tornato a casa da lavoro, pregustando una bella doccia calda e una mezzora di riposo prima di mangiare qualcosa, quando ad un tratto il mio cellulare comincia a canticchiare “Reeelaaax take it eeeeasy ”. Ohibò, chi è che rompe a quest’ora?E che ve lo dico a fare?Quando nel vostro telefonino, come risposta, si sentono grugniti e versi animaleschi ci sono due possibilità: 1. il cellulare non prende o sta per schiattare; 2. Michele ha deciso di chiamare anche voi.</p>
<p>Il mio cellulare per fortuna era sano, quindi mi rimaneva la seconda possibilità. Puntuale come il mio incontro mattutino col cesso. Michele!</p>
<p>“Michele ciao, ma sempre tu scassi le bolas ad orari assurdi?Devo lavarmi e pettinare un po lo stomaco e sono stanchissimo….quindi spara veloce! What a fuck you want?”. Il mio gentile (quanto un orco in mezzo alle vergini) interlocutore mi fa notare che l’orario assurdo a cui mi riferivo era in effetti normalissimo, trattandosi delle ore 16.00 pomeridiane ed esordisce con la solita sequela di commenti ironici e sibillini. “ Muoviti baccalà che dobbiamo andare a fare acquisti” dice poi con enfasi. “abbiamo poco tempo e mi devi accompagnare a Bari.. … mi è arrivato il Mac! Ah..il negozio sicuramente ti piacerà…vende principalmente videogiochi e console…vecchie e nuove…forse trovi qualcosa anche per te”. Lungi da me l’essere succube di un essere cosi bambascione, ma le paroline magiche che mi spingono a muovermi con vento e bufera erano state ormai pronunciate: “shopping” e  “videogiochi”. Ed eccomi qui! Preso e messo nel sacco come un fessacchiotto. Spinto col vudù come uno zombie. Una summon a cui non si scappa.Va beh, il danno era fatto! Non avevo neanche 20 minuti per farmi la doccia e cercare di non strozzarmi con un panino. I venti minuti passano ed arriva il mio amico che suona il clacson neanche fossero le trombe del giudizio, per avvisarmi che  si,…si …sua Maestà Serenissima era arrivata! Esco di casa vestito per metà, con un panino che mi esce dalla bocca e con mia madre che mi chiede dove diavolo vado con i calzoni ancora mezzo abbassati e con mezza cotoletta in bilico sulla lingua. Se mi fossi fermato a spiegarle, credo che avrebbe caricato un obice da 120mm e sparato contro l’auto di Michele….sapete…mia madre…mia madre non ha molto a genio il fatto che spenda come uno sceicco in vacanza, in quella che reputa una mia “fissazione”.</p>
<p>Dopo aver raggiunto la normalità, ingoiando il panino e aggiustato i jeans, salgo in macchina del mio amico e subito noto la prima cosa. Ha gli occhi che brillano di attesa e felicità. Sembra un maniaco che finalmente vede una donna nuda disponibile al sesso. Fatto stà che non appena chiudo lo sportello, ingrana e parte a razzo come se avesse mille diavoli alle calcagna.</p>
<p>“ok michè…dove andiamo?e che negozio è  visto che non lo conosco?” “Andiamo a XXXYYXX”. (non lo cito perché, perdonatemi, non lo ricordo piu..sono passati diversi anni da allora). I circa 80 km che mi separano dal capoluogo pugliese sono stati percorsi con la solita presenza di cazzate, annetodi raccontati, vanagloriosi racconti sulle ragazze e cosi via, ma ve li risparmio per pubblica decenza. A Bari, come al solito ci ritroviamo in mezzo ad una giungla di auto e con scimmioni alla guida. Finalmente arriviamo al negozio ed io rimango colpito. Steso. K.O. Davanti a me, un negozio enorme…gigantesco…che mostra cartelli pubblicitari con su scritto playstation…xbox…nintendo, uniti ad una cosi grande esposizione di materiale videoludico che al confronto il reparto videogiochi di un centro commerciale sembra un ospizio per poveri.</p>
<p>Ci sono voluti due pugni sulla spalla ed almeno una decina di spintoni convinti di Michele prima di scuotermi dall’ipnotico torpore che mi aveva pervaso. Quando entro, ho le gambe pesanti, il cuore in subbuglio e  mi sento come se avessi varcato la soglia di un tempio. Congiungo le mani in una pseudo preghiera e cerco di abituare gli occhi a tutta quella abbondanza.</p>
<p><em>[Eh si ragazzi! Uno dei mali che affliggono la nostra passione è che non ci sono molti centri ad essa prettamente dedicati. Almeno non nel meridione. Ma oserei dire…in tutta Italia. Diciamocelo..quante catene conosciamo che trattano SOLO ed ESCLUSIVAMENTE videogiochi o che questi siano la predominante?quante sono?2…3?Il resto sono solo negozietti che tirano a campare…e che cercano di arrivare a fine mese vendendo anche i giochi piratati, perché non ce la fanno a sbarcare il lunario.N.d.A.]</em></p>
<p>Nel negozio si respira aria di passione. Ma non è solo la mia. E’ una passione comune quella che sento e vedo. Michele mi abbandona per parlare col titolare ed io, contento di rimaner solo e raccolto in religiosa conteplazione, mi aggiro tra gli scaffali come un fantasma in cerca di pace. Troppe, troppe, troppe le cose da vedere. Console allineate perfettamente, giochi messi ordinatamente in apposite teche, pupazzetti, gadget,ovunque mi giro il mio sguardo cattura bellezza. Per quanto abbia gia in casa ogni console possibile della generazione attuale (all’epoca Xbox, Gc e PS2), sento una forza innaturale spingermi a comprare…e comprare…e comprare ancora. Il Gc in bundle con Metroid è bellissimo tutto grigio metallizato…e la ps2 slim è una figata. Vedo anche una stupenda xbox color verde trasparente e raggiungo l’apice dell’orgasmo quando il mio sguardo si posa sulle vecchie glorie. Le amatissime retroconsole. Come ipnotizzato mi dirigo verso il reparto. E che reparto ragazzi! Di solito accantonate alla rinfusa e trattate come materale di poco conto, in questo negozio si nota l’amore e la cura riposte nella conservazione di simili gioielli storici. Tutte le vecchie console nintendo, sega, Neo Geo (giusto per citarvi le piu famose e conosciute) sono li. Perfette come quando uscirono dalla fabbrica. Stupende nelle loro scatole integre in ogni particolare ed etichettate per anno di produzione. Mi guardano. Ed io guardo loro.Le guardo con voluttà capite? Con un desiderio che credevo facesse parte solo della mio essere “maniaco sessuale”, ed invece le voglio;  cosi tanto che il cervello si stacca ed io non capisco piu nulla.</p>
<p>Mi vedo come in tranche, valutarne una, due .. tre..quattro…per riporle poi con cura nel carrello, quasi mi trovassi ad un supermarket comprando merendine. Il mio occhio non si sofferma sui prezzi, non ora, non adesso che quasi piango dalla gioia. Michele ancora non si vede, io sono rapito dalla mia passione e il commesso accanto a me mi guarda come se vedesse un alieno con sette teste. Lui è li e vorrebbe dirmi qualcosa, consigliarmi, fare il suo lavoro. Io non gli bado facendolo sentire utile quanto un cactus in culo ad un orango. Nessuno, nessuno deve disturbarmi. Ho chiuso il mondo fuori. Il tempo passa ed io ho ammonticchiato qualcosa come otto console diverse e almeno una trentina di titoli per giocarci.Oramai sono una celebrità e gli altri clienti si soffermano alle mie spalle, ricordandomi molto il tempo delle sale gioco, quando giocavi ed avevi il pubblico dietro che consigliava e batteva le mani tifando per te. Sono completamente fuori di boccino e si vede. Torno li dove avevo visto le console più attuali e tiro giu anche loro. In quel mentre arriva Michele. Dista circa 10 metri da me e lo vedo fermarsi di botto e fissare il mio carrello. Nonostante lui sappia benissimo che tipo di passione io abbia, non è preparato a recepire quello che i suoi occhi gli trasmettono. Si avvicina lentamente e mi chiede, con il tatto e la gentilezza di un bufalo obeso, se sono pazzo. “Marco…ma che cazz! Ma davvero vuoi comprare tutta quella roba?Ma ti sei rincoglionito del tutto? Ci saranno almeno 1000 euro di spesa…no che dico…almeno 1500”. “non ci ho fatto molto caso michè” rispondo con una punta di stizza al suo richiamo. “poi non ho neanche finito! Devo visitare ancora il reparto dei giochi per le console attuali”. “tua madre ammazza prima me..e poi te.” risponde con una punta di apprensione il mio amico, “devi lasciarmi fuori da questa storia”. “ok” dico io laconicamente. Mia madre non avrebbe mai fatto male a nessuno, vuoi per il suo carattere mite, vuoi, principalmente, perché di questi acquisti non avrebbe mai saputo nulla. Semplicemente sono fattacci miei, cacchio!</p>
<p>Procendendo verso l’uscita, non dopo aver rinfoltito ulteriormente i miei acquisti, arrivo alla cassa. E qui scatta la standing ovation riservatami dal titolare. Mi sorride, mi stringe le mani entusiasta e si congratula con me per i miei gusti in fatto di videogiochi. Sono quasi propenso a credere che sia sincero, se non fosse che so benissimo che è felice come un arrapato in un covo di ninfomani, solo perché gli ho praticamente comprato mezzo negozio. Per mostrarmi il suo apprezzamento, rende noto al microfono all’intero negozio che mi farà il 30% di sconto. Michele paga il suo Mac ed esce! Arrivo io…sbam! 1.800,00€!Diconsi milleottocentoeurodellamadonnacantantepop! A questo punto torno velocemente sul pianeta terra e rientro in possesso del mio cervello e dei neuroni che ,fino ad allora, erano andati a fare una partita di calcetto. “azzolina…1.800,00€…sono tanti” penso. Ma ormai il patatrack è fatto e quindi pago senza ulteriori discussioni o indugi.</p>
<p>Michele è ancora sotto shock…forse perché guarda il suo pc..e si rende conto che non avrebbe dovuto mai portarmi assieme. Mette in moto, e con una certa tensione-felicità torno a casa.</p>
<p>Se ripenso a questo episodio della mia vita ancora rabbrividisco. Ma non è certo l’unico ne il solo. Ultimamente ho anche raccontato qui sul forum di qualche mio acquisto folle cercando in voi, comprensione , partecipazione alla mia gioia, ma soprattutto, la vostra complicità.</p>
<p>Mi chiedo spesso, infatti, se sia l’unico pazzo sulla faccia della terra con queste manie compulsive che mi spingono allo shopping sfrenato, oppure se ho compagnia. Di solito chiedevo a voi, se avevate mai fatto qualche pazzia, ma la verità, l’assoluta verità e che mi serviva per far pace con la mia coscienza.</p>
<p>Il nostro universo di pixel costa cari miei. Costa caro. Talmente caro che molti decidono di parteciparvi di straforo, comprando materiale pirata e console modificate. Io lo aborro. Ne uscirebbe sminuita la mia passione. E non potrei guardare la mia collezione senza sentirmi un ladro o uno sciacallo. Io voglio tutti i miei titoli autentici, ordinati e impilati con cura. Sono segnato quindi! Compro tutto originale e conservo ogni mio acquisto con la stessa gelosia che riservo a cose ben piu importanti.</p>
<p>Per dirvene ancora una: ho comprato finalmente una ps3!Ma non è stato l’unico acquisto della giornata. Ho deciso che, dopotutto, non poteva entrare in casa un’altra esponente del “entertainment in alta definizione”, senza avere gli adeguati strumenti di fruizione-visione. Già mi seccava non poco non godere appieno della mia fantastica xbox360…tenerle tutte e due sotto tono no!Decisamente. E quindi giu con il televisore full hd. Comprato anche lui (a dire il vero questo l’ho avuto mezzo regalato da mia sorella…ma il nocciolo non cambia), e gia che mi trovavo, ho anche comprato un gioco per xbox360 e un pad per il wii.</p>
<p>Evvai….ho assassinato portafogli e conto in banca ancora una volta!</p>
<p>Compulsivo quindi?Si! Sicuramente si!</p>
<p>Ma non scordate una cosa, lettori cari: lo shopping compulsivo è, e rimane una malattia!</p>
<p>Giusto o sbagliato che sia a livello etico, è totalmente folle spendere cosi tanti soldi per la propria passione, a meno di non poter disporre di una rendita molto ricca. La cosa giusta da fare è  ponderare ogni acquisto con la massima serietà e coscienza.</p>
<p>Molti eminenti dottori hanno dimostrato che, questi acquisti cosi impulsivi sono determinati, il più delle volte, da una mancanza emotiva.</p>
<p>Senza voler fare della psicologia da due soldi su me stesso, direi che non è il mio caso. Non credo di soffrire di mancanza di affetto o di qualche trauma giovanile. Ma il dubbio rimane. Forse nel mio inconscio sono insoddisfatto di qualcosa e quindi spingo questo “vuoto” a colmarsi con acquisti insulsi? Il solo pensarci mi fa sorridere. “insulsi” i miei acquisti?Le mie console insulse?I miei videogiochi?Non scherziamo dai. Se teniamo conto che non spendo molto per tutto il resto forse, sottolineo forse, il motivo è un altro.</p>
<p>Io in effetti con le mie console e con i miei videogames..ci gioco. Uno che fa shopping compulsivo invece, compra e poi non usa niente. Io ho una passione maledizione!</p>
<p>Non basta? In effetti pensate che comunque la definizione “mi veste” alla perfezione? Ci avrei giurato! Lo sentivo! Mi sto autoconvincendo che no..non sono assolutamente malato!</p>
<p>Ma nonostante la passione capisco che un fondo di verità esiste. Vi pongo questo quesito: quanti di voi possono dire di finire tutti i giochi che comprano?e, nel caso la vostra risposta sia stata “compro ma non finisco tutto”, quanti di voi ammettono che l’acquisto è stato avventato?</p>
<p>Si tratta prima di tutto di essere onesti con voi stessi, ricordatevelo!</p>
<p>Diciamocelo chiaramente dai! Sta diventando il male di queste generazioni di console. Non finiamo ciò che compriamo. Ovviamente non voglio prendervi voi tutti, legarvi in fasci, e dire che siete tutti uguali a me o che facciamo parte dello stesso gregge.</p>
<p>Nossignore! Ma penso che comunque molti di voi, intimamente , si sentiranno in dovere di alzare la manina e dire “sai…anche io…in fondo”.  Non è un disonore. Anche perché, in effetti, ci sarebbe da capire prima di CHI è la colpa!</p>
<p><strong>a) Nostra?</strong> Questo vuol dire che noi siamo cambiati. Che non ci interessano piu i videogiochi cosi come ci interessavano quando eravamo piu piccoli. Un calo fisico, diciamo. E giu la solita menata di come ci si sente invecchiati…di come ci sente ormai ad un passo dal “pensionamento videoludico” ed altre amenità simili. Beh, cari miei, la volete sapere una cosa? Quando si gioca e non si provano piu le stesse emozioni di un tempo e si lascia il videogioco in soffitta…è solo la  conseguenza di un periodo di stagnazione fisica e mentale. Colpa vostra si…ma non del tutto. Quindi animo animo…andate avanti e continuate. Prima o poi tutto si aggiusterà e tornerà ad essere come un tempo.</p>
<p><strong>b)  dei videogiochi?</strong> Allora vuol dire che i videogiochi sono peggiorati. Noi inconsciamente ce ne siamo accorti, ma tendiamo a tenere questa verità segregata in qualche oscuro e polveroso recesso della nostra mente e continuiamo a comprare e comprare, nella speranza che “il prossimo titolo” sia migliore di quello appena lasciato a prender polvere sullo scaffale.</p>
<p>Ma questo porta ad un altro discorso. Possibile che noi aspettiamo il prossimo titolo con un hype che ci smonta i neuroni fino a farci assomigliare a homer Simpson di fronte ad una ciambella?</p>
<p>Ieri era il titolo XY…e tutti a fare messe per avere la grazia di qualche mese di anticipo su quello prefissato per il lancio…tutti a parlarne come il nuovo messia videoludico…tutti a giurare e spergiurare sulla base di niente di concreto che sarà un titolo cosi rivoluzionario e bello che in confronto tutto il passato diventerà talmente obsoleto e brutto da apparire ridicolo.</p>
<p>Certo certo..questo finche non arriverà il prossimo titolo ultramegahypepompato.</p>
<p>In un ciclo che si ripete all’infinito. Un serpente che si morde la coda. Siamo, in conseguenza a questo, cosi storditi e fuorviati, che cominciamo persino a fare paragoni tra i giochi. Diversi per genere per giunta. Lo facciamo per avere conferme. Si ho comprato questo titolo..non mi è piaciuto come mi aspettavo ma voglio pomparlo perché non è possibile che sia stato cosi idiota da ricascare nelle braccia dell’hype senza essermi informato bene. Non è cosi per voi?Sicuri?ok,….posso starci..questo discorso sarà vero per qualcun altro.</p>
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<p><strong>c) Colpa dell’intero sistema di produzione-distribuzione che fa dei videogiochi un bene di lusso?</strong> Questo vuol dire che il mondo videoludico è un mondo per ricchi…ma consentitemi una precisazione su quest’ultima tesi:non sono d’accordo! I videogiochi in effetti sono sempre stati molto cari. Una cartuccia per snes costava non meno di 120-130.000 di vecchie care lirette. Al cambio attuale circa 70€ quindi ci siamo no?Anzi…noi 70€ li paghiamo solo quando troviamo una certa Halifax davanti alle bolas. Altrimenti la media sono 60 eurozzi no? Non è cambiato niente secondo il mio modesto parere. E’ solo cambiata in noi la concezione di “cosa” rappresentano i giochi. Forse ora li vediamo come un bene di prima necessità (e forse per qualcuno di noi lo sono diventati sul serio)e quindi ci scandalizziamo che siano cosi costosi.</p>
<p><!--[if !supportEmptyParas]--> <!--[endif]--></p>
<p>Allora dove alberga la realtà dei fatti?</p>
<p>Siamo noi?E’il sistema?Tutte e due le cose? In ogni caso…qualcosa è definitivamente cambiato ve ne rendete conto?</p>
<p>Questa disanima di comportamento, che umilmente ho portato alla vostra attenzione, vuole creare il precedente!</p>
<p>Per quanti di voi leggeranno. Per quanti di voi vorranno capire.</p>
<p>Per quanti avranno il coraggio di ammettere di essere diventati compratori psicotici…</p>
<p>Per tutti gli altri…beh..una storia su cui farsi una grassa risata.</p>
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		<title>Diario di un&#8217;agonia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 23:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Spartano712orso</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[EDITORIALI]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima settimana senza videogiochi precisamente è il 20 gennaio 2008 ed è gia agonia,tanto fra poco me le rendono le mie dolci console non vedo l’ora di tornare in live su cod a fare tatticoni in cerca e distruggi con lo zio a scaricare demo e contenuti dai rispettivi centri commerciali delle case produttrici.Che bella vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style: normal"><font size="5"><font face="Arial">Prima settimana senza videogiochi precisamente è il 20 gennaio 2008 ed è gia agonia,tanto fra poco me le rendono le mie dolci console non vedo l’ora di tornare in live su cod a fare tatticoni in cerca e distruggi con lo zio a scaricare demo e contenuti dai rispettivi centri commerciali delle case produttrici.<o:p></o:p></font></font></span><span style="font-family: Arial"><font size="5">Che bella vita quella del videogiocatore,il giocare diventa il dovere piu importante che ci sia,un dovere divertente,l’attaccamento alla console è una cosa speciale come quando non si ha voglia di giocare a nulla (non succede mai a parte rari casi) ma ci giochi perché se no pensi che i tuoi amici videoludici (console) si offendano,io do addirittura la buonanotte alle mie belle mi preoccupo per loro le pulisco in ogni minima fessura ogni minimo granello di polvere questa non è follia questo è amore.<o:p></o:p></font></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial">Poi la mia piu grande fortuna è quella di avere una ragazza bellissima ed amante dei videogiochi che si arrabbia con me quando la<span>  </span>data di un gioco che piace a tutti e due viene posticipata che alla frase sai devil my cry 16 uscirà a marzo lei mi risponde si si l’ho letto sul sito.<o:p></o:p></span><span style="font-style: normal"><font size="5"><font face="Arial">Ma ora torniamo alla realtà le mie console mi sono state ritirate tutte e tre PS3 XBOX360° Wii<span>  </span>nascoste nei meandri più oscuri della mia stessa dimora (sopra l’armadio)spero solo per qualche giorno ancora dato che ne sono gia passati SETTE auguratemi di tornare presto sulla scena.<o:p></o:p></font></font></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial"> <o:p></o:p></span><span style="font-size: 14pt; font-family: Arial"> <o:p></o:p></span></p>
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