Categoria | RECENSIONI, XBOX 360



Eternal Sonata

Posted on 29 Gennaio 2008 by Elessar

Genere: Gioco di ruolo
Produttore: Namco Bandai
Sviluppatore: Tri-Crescendo
Distributore: Atari
Lingua: Italiano (solo testi)
Giocatori: 1-3

Sette note.
Tante sono quelle che l’uomo ha scelto di catalogare ed usare per creare musiche. E sin dall’antichità, gli strumenti erano a percussione. Poi vennero quelli a corde. E con loro i pianoforti. Uno strumento magico, strano, incredibilmente elegante e dolce, ma che sa scatenarsi e diventare furente, a seconda dei sentimenti di chi vi posa le mani. Con quelle semplici sette note, il mondo, oggi come oggi, è popolato da musiche e rumori. E sono pochi, pochissimi gli eletti che sanno usare le note per comporre vere opere d’arte. Uno di questi, è senza dubbio il grandissimo Frederic Fracois Chopin…

Il favoloso mondo di Chopin.
Eternal sonata, progetto della Tri-Crescendo, nasce, cresce e si sviluppa attorno al sogno che Chopin vive sul letto di morte. In questo mondo il compositore fa la conoscenza di Polka. La ragazzina ha la stessa età della sorella del pianista, quando purtroppo morì di tubercolosi. Polka vive commerciando polvere floreale, ma una malattia incurabile affligge la piccola. Infatti, la ragazza è in grado di usare la magia per curare la salute altrui. Proprio per questa sua peculiarità, Polka non ha amici né felicità. Ma, nella città di Ritardando, e non solo, dove la ragazza è solita commerciare i suoi prodotti, sta prendendo sempre più piede un’altra polvere, quella minerale, che a differenza di quella estratta dai fiori, non viene tassata, e quindi con un costo irrisorio sta soppiantando ogni altro rimedio. Polka fa la conoscenza di Chopin, e proprio grazie all’aiuto di Frederic, decide di recarsi al castello del conte Walzer per chiedere che venga tassata anche la polvere minerale. Alla missione, però, si uniscono via via altri personaggi, che, con motivi disparati vogliono tutti recarsi al castello del conte per avere delle udienze. Allegretto e Beat, sono due di loro e si uniscono al viaggio per chiedere che non venga tassato il pane, che loro sono costretti a rubare per sfamare diversi bambini. La meta comune e la voglia d’avventura fa sì che il gruppo si ingrandisca mano a mano e che sia sempre più numeroso e particolareggiato. Non v’è dunque, un solo personaggio, ma una girandola di storie che si intrecciano e si uniscono per dare vita a questa stupenda narrazione che va sempre più spesso a parlare direttamente col cuore…

La città incantata.
Uso, non a caso, il titolo di un vero capolavoro di Miyazaki [vincitore di due oscar.] per iniziare a parlare dell’aspetto grafico.
L’impatto visivo è veramente stupefacente. Un susseguirsi di ambientazioni mai monotone e mai uguali a se stesse danno un senso d’appagamento per chi si avvicina a piccoli passi a questo titolo. Il tutto è interamente realizzato in cel shading e sembra sempre più spesso di ammirare un titolo d’animazione, piuttosto che un videogioco. Le scene di intermezzo non hanno differenze grafiche, ma finito il filmato si può giocare. Questa assenza si stacchi fa in modo che non ci sia la delusione per scene superbe ma purtroppo realizzare in CG ed il resto del videogioco.
L’inizio è stupefacente con un prato coloratissimo, cielo azzurro terso e qualche nuvola che pare essere di panna montata. Fiori multicolori e personaggi anch’essi curati e molto molto colorati. E la stessa città di Ritardando che fa la sua comparsa da lì a breve è un piacere per gli occhi, con l’effetto cesellatura fatto talmente bene da apparire quasi come un mosaico.
Mano a mano che la storia prosegue, i percorsi sono vari e ben realizzati. E se ci si imbatte in labirinti chiusi e bui, è quasi una ricerca angosciante quella che ci porterà alla luce e quindi nuovamente ai colori brillanti e stupendi che caratterizzano l’intero titolo.
I personaggi sono veramente ben realizzati e decisamente ben animati. Nulla è lasciato al caso, dai codini di Polka che svolazzano allegramente, alle piume che si agitano sulla spallina di Allegretto. Ogni personaggio ha la sua caratterizzazione ed il suo tratto distintivo, anche in fatto di movimenti. La spavalderia di Allegretto si contrappone alla timidezza di Polka. La nobiltà di Chopin si sposa con la dolcezza di Viola e così via, creando un party team ben assortito e di tutto rispetto.
Durante la narrazione si ha un solo personaggio sullo schermo e gli altri del gruppo compaiono duranti i combattimenti.
Nota di merito per i colori e le animazione dei personaggi su schermo durante i singoli combattimenti. Le mosse speciali di ogni singolo personaggio, con tanto di animazione personalizzata sono ben realizzate e molto varie. Veramente un ottimo aspetto grafico ed una veste fantastica che si sposa con il resto del titolo.
Forse un po’ sottotono i nemici che si incontrano. Se troviamo dei boss notevolmente caratterizzati, altro non si può dire delle comparse che risultano anonimi e un po’ ripetitivi. Gradevole però la loro possibilità di mutare d’aspetto a seconda che siano in zone di luce o d’ombra.
Alcune imperfezioni e difettucci lievi qua e là si notano alcune volte e potrebbero far storcere un poco il naso ai puristi: effetti di compenetrazione di tra vestiti ed oggetti fanno capolino di quando in quando. Peccato, ma non è di certo da questi difettucci che si inficia un capolavoro.

Sonata Eterna…
Mai titolo fu più azzeccato di questo.
Una medaglia, un plauso, un carme, un peana, un epinicio a chi ha scritto la colonna sonora. Una standing ovation, con mani spellate dall’applauso più forte e sincero che possa scaturire.
La colonna sonora è la base portante di questo gioco, che senza audio sarebbe senza dubbio meno coinvolgente di quello che è. Le musiche sono composte ad hoc e lasciano senza fiato per la loro bellezza e la loro capacità di raccontare, non solo con parole e immagini, quanto succede in realtà in questo mondo fatato creato dalla mente del poeta del pianoforte. L’alternanza di pezzi famosissimi perché propri di Chopin con altre musiche dal potere evocativo immenso fanno di questo titolo uno dei migliori, se non proprio il migliore, per quanto riguarda il comparto audio. Il doppiaggio a volte risulta essere un po’ incerto, ma solo in alcuni personaggi. Altri sono decisamente “vivi”.

Cerca di qua, cerca di là, ma dove sono chissà!
Lo schema di questo videogioco si rifà molto al più classico dei gdr: final fantasy. Ma qua si vede come a volte l’allievo supera il maestro. Infatti, hanno eliminato i combattimenti casuali, e messo dei nemici che si vedono in giro per la strada, con la possibilità di attaccarli alle spalle oppure frontalmente, o ancora, nella peggiore delle ipotesi, di essere presi noi alle spalle da loro, mostrando il fianco al loro primo attacco. L’esplorazione dei mondi è lineare e non lascia molte strade percorribili. C’è un sentiero madre da seguire ed a volte alcune ramificazioni che portano a scrigni o passaggi segreti, ma nulla di più. Questo, mina un po’ la volontà di alcuni di mettersi ad esplorare questo o quella cosa e fa perdere un minimo di libertà d’azione che invece non sarebbe mancata.
I combattimenti sono innovativi, dando a seconda del livello del gruppo, svariati modi di combattere. C’è infatti il primo livello, che ad esempio da tempo tecnico infinito, e 5 secondi per potersi muovere in ogni direzione e scegliere poi se colpire il nemico oppure curare la salute dei compagni. Mano a mano che il gruppo sale di livello, anche la difficoltà cresce, e con esso il divertimento e la frenesia. Inserito il concetto di “echi”, ci si trova ad accumularli per avere una mossa speciale più potente rispetto ad una scarica di echi. Si unisce anche la possibilità di difendersi quando è il nemico ad attaccare oppure si ha la possibilità di contrattaccare o ancora di eseguire chiavi armoniche che danno un tocco di novità e non fanno mai scadere nel banale il singolo combattimento. Equipaggiamenti e monili purtroppo non vengono equipaggiati veramente, e questo è un po’ un peccato, perché il personaggio risulta sempre lo stesso, però la vasta gamma di attrezzi che ci viene permesso di utilizzare fanno felici tutti i puristi delle scelte più complicate e dell’alchimia perfetta.
Il level up si ha con l’acquisto di punti esperienza che si ottengono abbattendo nemici via via sempre più forti. Con l’aumento del livello, gli upgrade sono automatici, e non c’è nessun modo di definire cosa far aumentare e cosa no: tipico dei jgdr. Questo è un punto un po’ cruciale, perché dipende dal giocatore che si avvicina. Se è esperto e sa come e dove potenziare il proprio personaggio, allora questo può essere una grave mancanza. Chi invece accetta di avere delle crescite omogenee e similari, ne sarà contento, in quanto si eviterà di arrovellarsi le meningi in strani calcoli e congetture.

Conclusione.
Eternal sonata arriva sulla 360 un po’ in punta di piedi. Arriva come secondo jgdr, seguendo Blue Dragon che aveva creato un hype spaventoso. Eternal sonata arriva con la gentilezza d’una composizione e si mette a suonare piano il suo spartito, fino a che tutti coloro che sono nella sala restano rapiti dalla meraviglia di questo suono. Eternal Sonata è passione, musica, sentimenti, amore e dolcezza, il tutto mischiato sapientemente e servito come un capolavoro assoluto. Personalmente sono molto restio ad usare termini entusiastici riguardo a videogame o altro, ma in questo caso non posso far altro che essere sincero e parlare a chi legge: questo è un gioco con l’anima. Era dai tempi di ICO che si cercava, disperatamente, un gioco in grado di dare delle emozioni tali a quelle regalataci dal povero bambino che tiene per mano Yorda. Eccole, tutte le aspettative ed i tentativi di spacciare giochi come seguiti o simil ICO ora hanno trovato finalmente il loro giusto arrivo: Eternal Sonata.
Si parlava molto di next gen. Beh, non pretendiamo sempre e solo grafica strapompata, ma next gen vuol dire anche coinvolgere tutti e 5 i sensi. Lasciatevi prendere per mano da questo infinito capolavoro che si pone a faro nella notte lasciata da ICO.
Se un videogioco riesce a commuovere, allora non è più un semplice gioco…

Voti:
Grafica: 9.
Sonoro: 10.
Giocabilità: 8.5.
Longevità: 8.5.
Complessivo: 9.2.

Pro:
Personaggi caratterizzati stupendamente.
Grafica straordinaria.
Musiche da sogno.

Contro:
Difficilmente rigiocabile.

2 Comments For This Post

  1. SSnake Says:

    La recensione è scritta molto bene. Rende perfettamente l’idea di cosa ci si deve aspettare dal gioco, evitando quelle inutili lungaggini che purtroppo spesso si vedono in altre recensioni.
    Un applauso personale al recensore. Un “bravo” detto di cuore al nostro Elessar.

  2. Adry Says:

    Elessar incarna perfettamente il significato intrinseco di una recensione aperta a tutti.
    Coglie lo spirito del gioco e lo trasmette bene, raccontandolo sempre in maniera esaustiva, completa e armoniosa.

    Come eternal sonata il nostro amico ci regala parole simili a note: ti accompagnano in un viaggio fatto di incato e favola.

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