A come Atrocità!
Il mercato dei videogiochi si muove sempre più verso il multiplayer online. I titoli classicamente da giocare in solitario vengono implementati con sfide da poter portare avanti con amici, mentre molti altri giochi si concentrano sul settore di cui Ultima e Runescape sono stati gli apripista: il Massive Multiplayer Online.
Dopo l’enorme successo economico di World of Warcraft e Final Fantasy XI, molte ditte hanno scoperto l’interesse dell’utenza a giocare con migliaia di altre persone anziché con molti pupazzetti con una IA discutibile.
Buona parte dei MMO con canone mensile che hanno visto la luce sono direttamente dedicati ad una serie di argomenti ben delineata, nella speranza di ottenere a tavolino il favoritismo dei fanboy relativi all’argomento trattato: il titolo Square-Enix menzionato sopra, il Signore degli Anelli, Star Wars, Pirati dei Caraibi (aimè, esiste.. sebbene non lo consigli a nessuno), i cartoni della Disney, un mancato titolo della Marvel, uno futuro dedicato a Star Trek e, ora, al mondo di Conan.
Paradossalmente, molti dei titoli tratti da licenze si son rivelati, contrariamente a quanto capita solitamente, decisamente degni e, ancora più paradossalmente, Age of Conan: Hyborian Adventures si rivela uno dei migliori.
Il mondo di Conan è incredibilmente ben sviluppato grazie ad una serie imponente di libri e un ciclo di fumetti, ma la sua conoscenza qui in Italia è spesso limitata ad un film con Shwarzenegger come protagonista il cui basso livello tecnologico/narrativo farebbe storcere il naso nel sentire parlare del gioco.
Sbabbari.
Appena passati i numerosi filmati di presentazione, verranno proposte le classiche schermate di selezione server/personaggio. Da segnalare la grande attenzione nella creazione dell’avatar che (seppure non arrivi ai livelli maniacali dei giochi SOE) introduce una sufficiente gamma di scelta da rendere arduo vedersi attraversare la strada da un personaggio identico. Le opzioni sono semplici ed intuitive, tutte riassunte in una schermata con annessa finestra che evidenza l’aspetto fisico scelto. Pochi istanti e il fiero Kuronan, negromante sul server Aquilonia o Cinzia Otherside, accompagnatrice della città senza nome, vedranno la luce.
Una volta compiute le scelte preliminari, vedrete la nave dove siete vogatore o, presumibilmente, schiava (a seconda del sesso scelto), affondata da una tempesta solo per risveglierevi su di una spiaggia, accolti da un vecchio ben strano. Questo è l’inizio della trama nella quale, oltre ad aiutare il re Conan a mantenere il controllo del suo regno, sarete impegnati a scoprire il vostro passato (avete perso la memoria, che originalità) e come debellare il segno maledetto tatuatovi sul corpo.
Come molti moderni giochi del genere, sarete tenuti per mano mentre imparerete le basi necessarie alla sopravvivenza. Vi sarà detto di andare in paese, ma una donzella legata vi sbarrerà completamente la strada, spingendovi a seguire una miniquest introduttiva che vi permetterà di raggiungere, assieme a Tortage, il livello 5 (per la cronaca, non è possibile saltarla). Se la strada per arrivare fin qui era da considerarsi la scuola dove imparare il minimo, la città è da considerarsi il liceo. Qui sono relegati tutti i personaggi che non hanno concluso una determinata missione richiedente il diciannovesimo livello per essere attivata, sollecitando l’utenza a saltare da multi a single player per portare avanti quest che garantiscono punti esperienza e equipaggiamenti degni di nota.
Si, ho detto single player. Age of Conan è dotato di peculiarità che lo rendono diverso da ogni altro titolo di sorta, alternando abilmente “instanze” e luoghi comuni. Per chi non lo sapesse, le “stanze” nei giochi online non sono altro che aree nelle quali viene caricato, oltre ai NPC, solo il personaggio giocato e la sua compagnia, escludendo altri utenti. Questo sistema è spesso un pretesto per far sopportare al server minor peso grafico e di connessione, come dimostrato ampiamente da Guild Wars, ma impedisce pure di dover aspettare ore di coda per raggiungere un obiettivo agognato da molti.
In AoC, le stanze vengono principalmente usate a Tortage, in due maniere diverse. Questa città è l’unica in tutto il gioco dove il ciclo solare non è gestito in tempo reale, ma dall’utente. Ciò permette di dividere nettamente i compiti multiplayer (giorno) con le quest legate alla storia del singolo individuo (notte). Le stanze vengono qui usate anche come sistema di sicurezza contro lag e altri problemi. Essendo la città dove arrivano tutti i nuovi giocatori del server (a prescindere da razza o mestiere), Funcom ha deciso di creare una trentina di stanze tutte uguali dove smistare i giocatori, in modo da limitare l’immissione di utenti o il loro accalcarsi nello stesso angolo (con consecutivo appesantimento grafico).
Una volta superata la missione che libererà le rotte marittime, sarà concesso di visitare le varie metropoli della saga e iniziare, così, il vero e proprio gioco online.
Schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine.
Il sistema di gioco è prevalentemente classico, ma con qualche variante interessante.
Le razze selezionabili sono tre: Aquilonian (i “romani”), Cimmerian (i “normanni”) e gli Stygian (gli “egizi”). Questa scelta non ricade sulle classiche statistiche differenziate quanto, seguendo le orme di Lord of The Ring online, sull’indirizzamento lavorativo selezionabile.
Anche in questo settore nulla di eclatantemente nuovo, ma, nonostante non vi siano jobs ridicoli introdotti dalle espansioni per spingere i giocatori a non scappare da un titolo vecchio e ripetitivo (ogni riferimento a final fantasy XI è casuale), viene fornita una scelta abbastanza ampia. Dagli archetipi iniziali (mago, prete, soldato e disonesto) si snodano tre mestieri per ognuno e ognuno di questi si vede ramificato in ulteriori tre parti, lasciando al giocatore la possibilità di specializzarsi in un settore o nell’altro.
Il combattimento è incentrato su di un comune puntamento del bersaglio tramite mouse con successiva scelta delle opzioni di combattimento dalla barra numerica (anche qui molto simile ai titoli SOE). Notevole la quantità di magie utilizzabili dai maghi che permette di personalizzare il sistema tanto da combattere fianco a fianco con un medesimo personaggio e non trovarsi mai a compiere gli stessi attacchi o l’introduzione di schivate e attacchi corpo a corpo direzionati. Nulla di sofisticato come il colpire un arto specifico, sia chiaro, ma v’è la possibilità di colpire sui lati o frontalmente, in modo da evitare le difese nemiche.
Age of Conan, inoltre, fa molto affidamento sul PvP (player vs player) e sulla capacità dei giocatori di creare personali roccaforti. Superato un certo livello sarà possibile gettare le fondamenta di un villaggio che, oltre ad accogliere la propria casa, dovrà sopportare gli attacchi nemici e i classici problemi economici di sostentamento (decisamente più appagante che trovarsi instanzati assieme ad un essere peloso e volante che gestisce oggetti e mobilio). Ovviamente per i “cattivi”, si può scegliere anche di essere tra gli assalitori.
Alcuni server (viene segnalato inizialmente) permettono pure un realistico quanto, a tratti folle, approccio col pvp. In questi specifici server, una volta usciti dalle zone salve (in genere le città principali), sarà possibile attaccare qualsiasi utente presente su schermo, a volte per crudeltà, altre per eliminare preventivamente la concorrenza.
Crom si adirò e la terra tremò e fuoco e vento si abbatterono su quei giganti e scagliarono i loro corpi nelle acque.
Graficamente parlando, Age of Conan è probabilmente il miglior MMORPG uscito fino ad oggi.
Ore e ore si possono passare a guardare le animazioni dell’acqua (e della lava), la definizione e la cura dei personaggi (e i seni nudi delle donzelle), le “fatality” truculente che compiono sporadicamente i personaggi, la flora e la fauna locali. Tutto, ma proprio tutto, è fatto alla perfezione e ad arte, facendosi perdonare quei rari casi in cui un utente è costretto a sperare la morte poiché è rimasto incastrato in un bug sotto un ponte d’attracco.
Ogni paese è caratterizzato da strutture, colori, costumi diversi, con una dovizia impressionante posta ai dettagli. Proprio i dettagli fanno la differenza tra uno sterile sfondo ed un credibile paesaggio vivo (anche in questo caso pare che SOE abbia insegnato molto). Nei bar ci saranno ubriachi e rissosi, per le strade mendicanti, cani che ricorrono felini, animali vari che si riposano, discepoli che studiano sui libri, ladri legati alla gogna, prostitute affacciate ai balconi in cerca di clienti.. Addirittura escrementi di cavallo lasciati dai carri di passaggio.
Ad approfondire ulteriormente le atmosfere viene la colonna sonora, ovviamente interattiva alle azioni che compiamo, in grado di sottolineare e ricalcare le peculiarità di ogni provincia. Danze del ventre e musica da incantatore ci accoglieranno sulle coste dello stige (il “nilo“), suona epiche accompagneranno le gesta nei paesi del nord e marce militari nei paesi dove vige il rigore.
Difficile da rendere l’idea, a chi non ha provato con mano (e orecchio), ma si potrebbe dire che la colonna sonora sia ai livelli del Signore degli Anelli di Peter Jackson, tanto è curata.
Ultimi ma non ultimi, gli effetti sonori. Ovviamente parte minore del tutto, ma ugualmente degni di nota, gli effetti sonori son sempre presenti e quasi mai aspettati. In molti casi sentire un sibilo alle spalle vi permetterà di prevenire l’attacco di un serpente, ma molte altre volte si limiterà a rendere più “vivi” i personaggi non giocanti che vi sono appresso (dai rantoli dei non-morti evocati alle emissioni gassose degli ebbri ). Basti dire che pressoché ogni discorso della città di Tortuga è doppiato in inglese e ogni personaggio ha una sua voce ed un suo accento.
Perché lui è Conan, il Cimmero, lui non piangerà. Così piango io per lui.
Siamo arrivati quindi al verdetto finale. Age of Conan non è certo il primo dei MMO e, siamo sinceri, non lo sarà mai. Altri due titoli che ho già citato vanno irrimediabilmente per la maggiore e per diversi motivi.. Questi videogiochi vantano delle licenze da urlo che hanno permesso, almeno ad uno dei due, un successo che mi risulta immeritato. Questi videogiochi hanno anni di esperienza e di utenza alle spalle, permettendosi espansioni che approfondiscano e trattengano ulteriormente i giocatori con nuovi mestieri o nuove opzioni. Questi videogiochi, in quanto datati, non hanno dei limiti tecnici proibitivi come Age of Conan.
Essendo realistici, se capitasse di decidere con amici di iniziare un MMORPG, difficilmente si propenderebbe per invischiarsi su di un titolo che pochi conoscono a scapito di successi mondiali decantati anche solo per far scena. Peggio del peggio se il gioco in questione raggiunge dei picchi minimi di 3 FPS su un computer relativamente nuovo (nel caso un Vaio VGC-LA2) con le impostazioni grafiche settate al minimo.
Questi “contro”, tuttavia, sono più che altro dovuti alle leggi del mercato e ad un desiderio di perfezioni grafiche dei programmatori. Se dovessi proprio trovare difetti, farei notare che l’unica informazione riguardante le stanze e il relativo cambio sia rintracciabile esclusivamente in un piccolo comma del libretto di istruzioni o lo scoprire che i doppiaggi siano stati interrotti e sostituiti dai classici testi una volta abbandonata Tortuga.. Beh, lo so che per essere il peggio è ridicolo, ma questo gioco è decisamente buono in ogni aspetto, se si è disposti a pagarne il fio mensile.
Consigliato se volete combattere tra barbari amici, ma se affrontate l’avventura da soli vedete di raccimolare contatti prima di comprarvi il gioco (magari iscrivendovi ad una gilda o chiedendo a qualcuno di improvvisarsi vostro maestro) o rischierete di finire isolati tra norvegesi che parlano in dialetto zabrak.






Maggio 29th, 2008 at 01:09
Vaneggiamenti sulla performance a parte (se vi ostinate a voler pagare solo per la scritta VAIO o mech buc pVo, che vanno giusto bene per fare i fighi alle feste grazie ai loro design all’avanguardia, aerodinamici e checcippuoi rovesciare su anche la merda ma non si rovinano, non lamentatevi se i giochi di ultima generazione non girano), il gioco è in inglese, i server in lingua inglese ci sono, migliaia di italiani ci giocano, non vedo come il netgamer medio si possa trovare isolato tra i norvegesi (?).
Ah, la perla: “Essendo realistici, se capitasse di decidere con amici di iniziare un MMORPG, difficilmente si propenderebbe per invischiarsi su di un titolo che pochi conoscono a scapito di successi mondiali decantati anche solo per far scena”. Infatti: sold out presso i rifornitori delle collector, più di un milione di accessi alla beta e quattrocentomila account attivati nei primi 3 giorni a partire dal lancio.
Questa frase la voglio proporre all’unesco come concorrente al titolo di “patrimonio dell’umanità”: “Questi videogiochi hanno anni di esperienza e di utenza alle spalle, permettendosi espansioni che approfondiscano e trattengano ulteriormente i giocatori con nuovi mestieri o nuove opzioni. Questi videogiochi, in quanto datati, non hanno dei limiti tecnici proibitivi come Age of Conan.” Provate a scrivete questa cosa su un QULASIASI forum mmog… così, per curiosità… per provare eh…
lol, asd e rotfl
Maggio 29th, 2008 at 12:01
Temo le tue idee riguardanti ai consumatori italiani siano troppo ottimistiche. Capita spesso che venga chiesto ai negozianti se un determinato gioco sia in lingua italiana e, in caso contrario, venga bocciato in quanto non comprensibile.
Il gioco, è vero, ha venduto molto, ma metà dell’utenza è americana. Il popolo italico è spesso composto da casual gamers, i quali sono più facilmente attratti da un nome che sentono elogiare da anni (o con più spazio pubblicitario), perdendosi spesso dei veri capolavori videoludici.
Ti do ragione anche sulla presenza di diversi italiani ingame, ma senza sapere dove cercarli è arduo riconoscerli e statisticamente sono numericamente molto inferiori ai non-italiani.
Il Vaio, riconosco pubblicamente, è un computer che si basa più sull’estetica che sulle prestazioni, ciò non toglie che molti han dovuto modificare il loro pc o, addirittura, comprarsene uno nuovo per supportarne i requisiti sufficienti. 1 GB di RAM e una ATI 9800 possono portare molti giocatori occasionali a propendere per un altro che richieda 128 MB di RAM e una ATI da 9000.
Io conosco il gioco, seguo il suo sviluppo da tempo, mi piace provare diversi MMO (e games in generale), conosco abbastanza fluentemente la lingua inglese, ma questa descrizione non corrisponde necessariamente a tutti. L’intento di questa recensione non è quello di fomentare gli hardcore gamers (che probabilmente son dotati già di una loro opinione a riguardo), quanto quello di accostarsi ai curiosi che magari si cimentano per la prima volta con un titolo simile.
Agosto 4th, 2008 at 05:34
egames online