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Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots

Posted on 18 Giugno 2008 by Kuro Joestar

Raiden o non Raiden? FPS o stealth game? No place to hide o no place to Hideo?

mgs4 copertinaMetal Gear Solid 4: Guns of the Patriots ha suscitato a tutti i fan della serie sia molta curiosità che molte perplessità. Il predecessore, MGS3, è riuscito ad approfondire le origini del mito, ma il polverone alzato dal secondo capitolo era ancora ben sospeso in cielo quando il sibillino Kojima ha iniziato la serie di trailer il cui climax ha portato alla rivelazione di un vecchio Snake che tenta il suicidio e all’annuncio del suo conseguente ritiro dal mondo della guerra.

I’m no hero…Never was. I’m just an old killer…

Nove anni dopo gli avvenimenti di Shadow Moses e cinque dopo l’incidente di Big Shell, il soldato noto un tempo come Solid Snake si trova colpito da un processo di invecchiamento rapido che gli concede solo il tempo necessario di portare a compimento l’ultima missione assegnatagli dal sempre presente Colonnello Campbell. Il compito di Old Snake, questa volta, consiste nel chiudere definitivamente i conti col suo redivivo fratello, Liquid Ocelot, e per farlo dovrà inseguirlo per terra e per mare in cinque scenografici atti: dal medio oriente al sud america, passando per l’Europa e finendo in diversi punti chiave della serie che custodiscono ricordi ed esperienze legati al passato. L’obiettivo iniziale, a conti fatti un mero omicidio su commissione, finisce quasi subito per complicarsi fino a divenire il classico tentativo di salvataggio della democrazia e dell’ordine mondiale, entrambi messi a repentaglio dai contorti piani dell’antieroe fraterno. Nell’epico viaggio Snake sarà supportato da un gruppo nutrito di persone, in primis l’amico e tecnico informatico Otacon, il quale metterà a disposizione i suoi servigi fornendo tre nuovi accessori che si dimostreranno indispensabili nei nuovi ambienti di guerra: una nuova uniforme, l’OctoCam, in grado di assumere la colorazione delle superfici con cui entra in contatto; il SolidEye, un apparecchio visivo che ricorda molto il “lampadario” del collega Fisher; l’Mk-II, un droide di supporto capace di rendersi invisibile e stordire i nemici con impulsi elettrici. Tra le new entry, riveste molta importanza un certo Drebin, trafficante di armi eternamente accompagnato da una scimmietta tabagista, in grado di procurare munizioni e di sbloccare i sistemi di sicurezza delle armi, ponendosi, in pratica, come il primo negoziante di armi apparso davanti al soldato, altrimenti abituato ad ottenere i caricatori direttamente sul campo.

gameplayThis is just like one of my Japanese animes!

Come veniva già annunciato dai primi trailer “No place to hide“, nessun posto dove nascondersi. Questo Metal Gear segue il gameplay di Snake Eater, in buona parte, cioè, abbandona il classico uso di oggetti come copertura per prediligere e focalizzarsi sull’uso del mimetismo. In questo caso, però, sarà evitata grazie all’OctoCam la necessità di dover sospendere la partita ogni volta che si desidera cambiare uniforme, scelta che, assieme alla decisione di togliere le cure specifiche, rende più fluida e godibile l’esperienza. Il gioco, ovviamente, rimane una simulazione di infiltrazione che richiede al giocatore di muoversi da un punto all’altro in mappe che, sebbene vaste, hanno un percorso semi prestabilito e che spesso si snodano in labirintici edifici. Mentre Naked Snake era impegnato in foreste e classici laboratori, suo “figlio” avrà l’opportunità di visitare anche guerre civili con un taglio cinematografico degno di Call of Duty o ambienti urbani che richiederanno un comportamento degno di Hitman. Ogni singola location ha un gameplay unico che prevede di sfruttarne le peculiarità per penetrare furtivamente, restando il fatto che anche procedere a forza di AK47 è stato programmato in modo da risultare appagante e godibile (anche grazie all’aggiunta della visuale sopra la spalla che, dopo Resident Evil 4, pare essersi diffusa come il contagio del virus T). Oltre a armi e nascondigli, questo episodio sarà il primo nel quale Solid avrà a disposizione la celeberrima CQC. Equipaggiando le armi adatte sarà quindi possibile catturare gli avversari alle spalle per ucciderli silenziosamente, interrogarli, perquisirli, disarmarli o sfruttarli addirittura come scudi umani. Nonostante rimanga un’azione particolarmente avanzata che richiede una certa esperienza per essere maneggiata adeguatamente, questa tecnica di combattimento è stata totalmente rivista dopo il suo esordio, rendendola più controllabile, con i ringraziamenti di tutti i soldati che si erano trovati sgozzati per un’esagerata pressione del pulsante.

You’re the spitting image of Big Boss!

Graficamente Guns of the Patriots è uno dei videogiochi più impressionanti per ora sul mercato, solo il più sadico giocatore potrebbe lamentare pixel fuori posto in un ambiente così artisticamente disegnato. I personaggi, soprattutto, hanno un design da lodare. Partendo dall’eccezionale cura nei dettagli degli indumenti che rendono decisamente intriganti le tutine gommose delle Belle, passando alle textures di vene sottocutanee e barba incolta e finendo coi famigerati baffoni di Old Snake, tutto è così ben definito e particolareggiato da poter sembrare computer grafica. Gli ambienti di gioco realistici, ciascuno contraddistinto da stili e colori propri, la IA dei personaggi nemici squisitamente verosimile e lo sviluppo degli avvenimenti strettamente legato alle scelte del giocatore, permettono un’immedesimazione unica. Le numerose scene video sono filmate con inquadrature cinematografiche, l’azione, almeno quando incentrata su personaggi secondari, si svolge in maniera dinamica e spettacolare, quasi a richiamare i filmati di Twin Snakes per GameCube, e spesso le clip si integrano al gioco senza stacco di alcun genere. Tali sequenze possono anche esser saltate o messe in pausa, cosa molto comoda considerandone la quantità e la lunghezza, ma resta necessario prendere atto che passare oltre potrebbe rovinare l’esperienza di gioco, compromettendo la comprensione globale.

MGS4 - videoYou’re a soldier! Finish your mission! Prove your loyalty! Face me!

Guns of the Patriots vuole essere il capitolo conclusivo della saga e, come tale, cerca di chiarire, a volte goffamente, tutti gli enigmi irrisolti, approfondendo pretenziosamente il collegamento tra i vari personaggi e i celeberrimi Patriots. Ciò implica necessariamente una quantità spropositata di filmati, seguendo l’esempio di Sons of Liberty, e la necessità di aver giocato a tutti i predecessori. Riferimenti, gag e presupposti sono legati saldamente a tutti gli altri MGS (e in minor parte alla saga di Metal Gear) rendendo frustrante, se non impossibile, l’esperienza di gioco ai neofiti. Sony, evidentemente, ha deciso di lanciare una killer application dedicata ad una precisa fetta di mercato composta da fedelissimi, nel tentativo di ammaliare i clienti della concorrenza, manovra che forse sarebbe riuscita meglio conservando in esclusiva anche qualche grande titolo Capcom o RockStar. Graficamente, come detto, raggiunge livelli impressionanti, ma tali livelli sono supportati da installazioni regolari di diversi minuti e caricamenti dati che ne smorzano ulteriormente i ritmi e la godibilità. Se si è disposti a sorvolare sulle continue interruzioni e si è dei veri enfant terrible, si avrà a che vedere con un gameplay collaudato e perfezionato, una nuova e migliore gestione delle armi, buona versatilità delle situazioni e una modalità online degna di tutto rispetto e tante, tante dovute risposte narrative. 

2 Comments For This Post

  1. Daniel Says:

    I couldn’t understand some parts of this article , but I guess I just need to check some more resources regarding this, because it sounds interesting.

  2. AlexM Says:

    Your blog is interesting!

    Keep up the good work!

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