Categoria | EDITORIALI



Come cambia il modo di giocare

Posted on 14 Aprile 2008 by SSnake

Nota

Cosa ci fa cambiare? Cosa muta i nostri desideri, la nostra volontà? Me lo sono sempre chiesto e me lo continuo a chiedere ogni giorno. Sono un lunatico della peggior specie e questa mia condizione, questo lato errante del mio carattere, mi porta a non avere punti fermi. Io forse rappresento una specie di aberrazione comportamentale, visto che cambio desideri con velocità impensate, ma voi sicuramente non siete molto distanti e forse, quindi, potete  intuire e capire il mio discorso. Vi ripeto la domanda quindi: cosa ci fa cambiare? Le esperienze? Gli eventi?Il vivere quotidiano? Bah, non sò la risposta! Sò solamente che quello che mi riusciva un tempo con estrema facilità, non mi riesce oggi. Quello che un tempo non ledeva per niente la mia pazienza, oggi ne distrugge anche l’ultima briciola. E’ lapalissiano dire che l’argomento sono i videogiochi giusto? Del resto, siamo in un forum ad essi consacrato…..

 

Spinto al discorso da un amico, mi sono trovato a munirmi di biglietto e farmi un bel viaggetto introspettivo, per capire quanto di vero ci fosse nelle sue considerazioni e quanto queste, fossero vicino al mio modo di pensare e giocare. Il risultato è stato imbarazzante. Per me intendo. Ho perso molte capacità per strada. Sono come un reduce malandato dopo una guerra annosa: non ho più molte energie. Nella mia decennale esperienza (quasi 28 anni di sana attività videoludica), ho attraversato molte fasi. Queste mi hanno spinto a interagire con la mia passione, in modi sempre diversi. Ho vissuto, giocando, ogni tipo di sentimento umano: amore, odio, tristezza, felicità, rabbia, disperazione, gioia. Queste mie emozioni però, nel corso degli anni, si sono attenuate. Forse è logico esserne depauperati, vista l’inesorabile corrosione dello scorrere del tempo, ma mi intristisce lo stesso non avere più quella intensità, quel trasporto emotivo, che avevo fino a qualche anno fa.

Facciamo ordine. Ho iniziato giocando con pc e console, che oggi farebbero ridere sia per la qualità grafica che per il gameplay, ma, nonostante questo, la mia conclusione è che quei giochi, abbiano suscitato in me piu emozioni, che non i filmoni da milioni di euro oggi in commercio.

Eppure, se dovessimo fare un paragone puramente estetico-artistico, balzerebbe subito agli occhi l’enormità della evoluzione avuta dal medium videoludico. Da pochi sprite monocromatici a complessi mondi poligonali fotorealistici; da trame ridotte all’osso, del tipo “principessa rapita-salva la principessa”, fino ad arrivare a storie epiche che non sfigurerebbero come sceneggiatura del migliore dei colossal cinematografici. Allora, perché se gioco oggi non provo emozioni piu intense?Anzi, perché non riesco a provare nemmeno le stesse emozioni che quei “giochini” di un tempo riuscivano a suscitare?

La risposta è dentro di me. Parallelamente a molti di voi, credo che affrontare i videogiochi nei diversi stadi della vita porta inevitabilmente al collasso emotivo. Forse è per questo che molti additano i videogiochi come “hobby per bambini”. Non sono daccordo ovviamente, ma, almeno oggi ci rifletto su questa asserzione. Per lo meno non mi bendo e non metto la testa sotto terra come gli struzzi.

Esempio:

dopo generazioni di lamentele ed esecrazione nella mia famiglia, inviso per via delle mie “bambinate” con i videogiochi, finalmente ho un adepto. Una adepta ad essere precisi. La mia cuginetta. Anni 15. Fonte di orgoglio e affetto. Segue le orme dell’attempato cugino, imboccando la strada della passione videoludica vera (la differenzio dalla banda di mostriciattoli che compongono il resto  dei mini parentado, perchè giocano come una torma di scimmie urlatrici, senza passione e senza il dovuto rispetto per le cose altrui). Come mostrargli il mio affetto sincero se non regalandole i giochi che lei ora tanto ama?

Natale 2007. Casa di mio zio. Ora X. Si aprono i regali. Nella confusione di grida e carta strappata, io sono distaccato. Ogni anno, la speranza di essere gratificato da qualche regalo che mi piace sul serio, viene spazzata via da uno tzunami di stronzate poco confacenti ai miei desideri. Quest’anno ho fatto molte compere, ma una sola mi ha soddisfatto: un videogioco. E non per me! Chicca (Francesca), l’adepta in questione ha avuto, non si capisce per quale via traversa e misteriosa, una playstation 2, e, da allora sembra mostrare per il mondo videoludico, una passione molto simile alla mia. Cara, cara, cara la mia cuginetta, dispensatrice di consolatorie pacche sulla spalla, per me,  quell’orsaccio cosi canzonato dall’ironico parentado. È, quindi, con estrema gioia che le regalo “Il signore degli anelli”, titolo trovato a buon prezzo dal mio caro amico negoziante.

Premessa: quel titolo l’ho giocato, e mi sono accorto che mi pesava non poco addentrarmi nelle sue meccaniche di gioco e proseguire nella avventura. Esautorato da quello che per me era un noiosissimo gameplay, lo rivenduto dopo pochissime ore di sessione. Non potendo contare su un palato raffinato in termini videoludici, ovviamente per via della giovine esperienza di mia cugina, ho quindi optato per il titolo, quale regalo soddisfacente. La sua emozione per il dono è stata indescrivibile, impagabile. Quasi mi sono dispiaciuto di non aver comprato altri giochi per lei. Sono sicuro però che il mio sia stato il più apprezzato tra le decine di regali ricevuti. Lo ha scartato neanche fosse un libro sacro, centellinando esattamente ogni momento. Quasi piangevo quando l’ho vista aprire la custodia e sentire, per prima cosa, l’odore del libretto nuovo. E’ un rito di iniziazione che io non le ho insegnato. Lei lo ha imparato da sola ed io mi sono riempito di smisurato orgoglio.

È il primo dell’anno. E’ il 2008 con tante speranze di gioia, salute e soddisfazioni economiche. Pranzo sempre a casa di mio zio con tutto il clan famigliare. Appena entro nella stanza di Chicca per salutarla, noto con stupore che era a giocare al titolo regalatole, con una intensità tale, che mi ricordava molto da vicino quella che avevo, quando potevo contare su una età assai più spensierata. In poco meno di una settimana era riuscita a creare un pg incredibilmente forte e potente. Andava avanti senza noia, divertendosi anche nel ripetere meccanicamente le stesse identiche azioni, reiterandole all’infinito.

La guardo perplesso: “Scusa, Francesca, ma come fai a…?”. Lei si gira e mi sorride con una faccia cosi gioiosa, da farmi rallegrare a mia volta. La verità in quel momento, mi colpisce alle gengive come un diretto spaccamascella. Io ho perso l’innocenza del videogioco. Quello che per me è tedioso, ripetitivo e snervante, per lui è fonte di allegria, di gioia e di emozione.

La cosa peggiore nell’invecchiare è rendersi conto di esserlo per davvero. Sono diventato vecchio e saggio (forse). O, quantomeno, vecchio per godere dei videogiochi con spensieratezza. Vogliamo parlare di pazienza? Non ne avevo molta gia da piccolo, ed ora, se si potesse misurare in chili, sarebbe più leggera dell’aria stessa. Va da se quindi, che mentre prima potevo tranquillamente andare avanti per ore senza salvare, e, dopo un errore, ripartire da capo senza neanche batter ciglio divertendomi infinitamente, oggi, lo stesso gioco lo lascerei a prender polvere sugli scaffali maledicendo con makumbe e riti Voodò i programmatori idioti. Ora voglio i salvataggi liberi, un gameplay sempre innovativo e storie complesse.

Voglio questo per soddisfare e placare quella noia che mi pervade anche di fronte ai capolavori indiscussi degli ultimi tempi e per evitare di snervarmi. Oggi il piu delle volte prendo un gioco convintissimo delle sue potenzialità, salvo poi giocarci per poche ore fino ad esaurire il mio interesse. Ora, infatti, finisco si è no un titolo su dieci.

Ma realmente sono cambiato io?O sono cambiati i videgiochi? Sono ancora un mezzo espressivo potente e me ne rendo conto, ma è come se un senso di deja vu mi prendesse tutte le volte che vedo le trame. Come se le avessi gia sentite. Come se  tutte le meccaniche le avessi gia ampiamente provate. Sono diventato uno scassapalle. Hardcore gamer? Per favore no, non bolliamoci con titoli che servono solo a misurare il nostro stupido ego. Forse mi sono raffinato. Questo si. Ma il processo di affinamento ha portato come effetto collaterale, la quasi totale incapacità di trovare divertenti per piu di qualche ora tutti i titoli da cinque anni a questa parte. E’ ovvio che ci sono le eccezioni. Ma sono rare, rarissime.

I miei amici e conoscenti (alcuni di voi qui sul forum) sono colpiti molto o in parte da questo “problema”. Alcuni per nulla. Ma, come ho anticipato nelle prime righe di questo editoriale, forse sono le esperienze che condizionano. In questo caso specifico, parliamo di esperienze di gioco. Che volete? Sapete che significa quasi un trentennio di coltivazione intensiva della mia passione? Ho cominciato quando molti di voi non erano neanche nati e non ho ancora finito per fortuna. Coin up, pc, console, videogiochi portatili (miticissimi gli schiacciapensieri elettronici, i gig games ecc): ho macinato di tutto. Nel corso di questi lunghi anni ho attraversato molte fasi. Il periodo intensivo, quello in cui credevo di aver perso la passione, quello in cui gioioso l’avevo risentita potente, tutto. Ho discusso, esaminato, controbattuto. Tutto quello che potevo dire e mi si poteva dire è stato attentamente vagliato. Ne è uscito che la mia passione è integra. Segue lo stesso  trend dei bioritmi, ma nel complesso, mantiene sempre alto l’interesse per quello che in definitiva è la mia unica debolezza e forza: i videogiochi. Ma il cambio c’è. Far finta di non vederlo, spalmarsi fettazze di salame e prosciutto presi in prestito dalla sezione “salumi&formaggi”sugli occhi, non serve a nulla. Le mie capacità sono diminuite. Punto. Lo vedo quando gioco online e quando gioco solo per me stesso nella mia stanza. Non riesco a tener testa ai giovani virgulti che ora mi superano agevolmente. Non riesco a mantenere la concentrazione e l’interesse alto. Mentre prima passavo ore ed ore sulle stesse mappe a massacrarmi su titoli come Halo, Cod2,o, ancora piu vecchi, come zelda (per il single player), oggi, non ne ho piu molta voglia. Giochicchio, faccio un paio di partite, spendo qualche oretta, poi basta. Chiudo e non ne voglio saper piu nulla. Lo stesso dicasi per tutti quei titoli che mi propongono da subito difficoltà eccessivamente elevate o tecnicismi troppo arzigogolati per quanto riguarda l’iterazione. O quei titoli che mettono nello stesso piatto troppi ingredienti diversi, facendoli diventare un pastrocchio di cose da fare per procedere piu o meno lentamente nella storia. Per colpa di questo, capolavori come Dragon Quest VIII, Rogue Galaxy, Final Fantasy XII, Zelda Phantom Hourglass, Mass Effect, Zelda Twilight Princess e via discorrendo sono stati abbandonati a mezz’asta in segno di lutto per la morte dell’interesse. Invece che stuzzicarlo, il troppo “condimento” finisce inevitabilmente per riempirmi la pancia troppo presto. Sono complicato? Non  siete d’accordo perché ho inavvertitamente nominato qualche titolo a voi caro? Non me ne vogliate. Ho pur sempre detto che sono capolavori inarrivabili e meritano un posto d’onore nella fila dei miei giochi ordinatamente impilati a prender polvere. Notate l’ironia: capolavori (perché sono sicuro che lo siano) che prendon polvere.

Ma questo è colpa mia. Degli sviluppatori che non hanno piu fantasia e ce lo ricordano in ogni nuovo titolo maledettamente uguale al precedente. Del settore che credo ormai stia vivendo una crisi profonda per mancanza di contenuti innovativi.

Se la colpa è di tutti alla fine non è di nessuno. Una domanda intelligente sarebbe: allora cosa credi di poter volere dai videogiochi oggi? Beh, se ripenso a quanto mi sono divertito con titoli come Uncharted, Beyond Good&Evil e altri esponenti del genere, mi rendo conto che voglio un gameplay interessante unito ad una longevità improntata piu sulla rigiocabilità che non sulle mere ore per completare il titolo. Per gli FPS non voglio respawn idioti. Per i giochi che abbisognano, fisiologamente, di molte ore per essser finiti (jrpg, Gdr) voglio che l’interesse venga mantenuto vivo ed acceso da una storia ricca di colpi di scena sapientemente diluiti onde evitare stagnazioni e noia.

Come detto prima anche i salvataggi sono importantissimi. Non capisco perché, se ho a disposizione mezz’ora appena, non possa dedicarla a questi giochi perché tra un salvataggio e l’altro passa una intera era geologica. Che stronzata! Voglio i quicksave cacchio. Voglio poter salvare dovunque e comunque. Invece molte volte mi tocca lasciare accesa la console perché devo andar via e mi scoccia ripartire dall’ultimo salvataggio, avvenuto secoli PRIMA di aver ucciso finalmente quel fottutissimo boss di fine livello, o PRIMA di quella particolare sessione finalmente superata dopo esser morto un centinaio di volte. Saranno mica dei sadici questi programmatori? Non venitemi a dire che i quicksave non sono possibili perché mi metto a ridere da ora fino all’anno prossimo.

Beh, una volta non sarebbe stato un problema per me. Ma sono cresciuto cacchio. Sono cambiato e sono diventato meno paziente e tollerante. Prima ci riuscivo a fottermi il pomeriggio sullo stesso gioco perché non potevo salvare. Oggi ho hard disk da svariati GB di capienza e una pazienza che rasenta lo zero assoluto.

Ah, non sarebbe neache male levare quella piaga dei combattimenti randomici che portano il coinvolgimento sotto due buoni metri di terra. Non capisco perché per fare cento metri, mi debba trovare a combattere duecento volte contro gli stessi mostriciattoli. Cacchio, ma non si rendono conto che cosi facendo, mi potrebbero trovare un giorno con le mosche sulla bocca ed io scheletrico, morto da tempo per noia? La mia passione mi vince ogni volta e mi fa ricascare nella tentazione di comprare anche i giochi CHE SO essere del tipo “gioca e riponi dopo un po”.

Sulla base di quanto ho detto fin ora mi permetto di fare la mia ultimissima analisi che in definitiva, prenderndo come esempio gli attempati giovanotti come me,  disamina le possibilità che possono offrirci i giochi e  le necessità degli utenti ormai cresciuti. Considerazioni, queste, che lascio ai signori programmatori:

 

  1. Voglio i salvataggi liberi. Sempre. Non voglio dover trovare per forza palle, raggi di luce, omini strani, letti, divani o qualsiasi altro artifizio stupido per permettermi di deporre le armi e il pad. Voglio aprire una schermata, selezionare “save” e salvare. Punto. Non ci sono caxxi.
  2. Non voglio assolutamente lungaggini tediose atte ad aumentare artificialmente la longevità. Meglio poco ma buono e, soprattutto, rigiocabile. Inutile farmi fare il commesso viaggiatore tra sezioni distanti cento miglia per consegnare un pacchetto preso dall’unico idiota che ha trovato giusto abitare sul cocuzzolo piu alto di una montagna abitata da mostri assassini per consegnarlo al fratello che si trova nella piu oscura palude. O mi si vuol far credere che due persone “NORMALI” troverebbero allettante abitare in siffatte inospitali abitazioni? Per giunta attorniate da mostri schifosissimi neanche fossero animali da cortile.Ah, per favore, se ho massacrato ogni essere vivente nel raggio di chilometri, evitate di farmeli ricomparire di nuovo per farmi perdere altro tempo in stronzate prima di concludere il gioco.
  3. Voglio storie nuove e credibili. Anche se si parla di videogiochi non è detto che debba trovare interessanti e godibili storie idiote. Tantomeno quelle ripetute fino a farmi venire le convulsioni.Sempre i soliti alieni, sempre il mondo in pericolo, sempre tutto in mano al piu improbabile degli eroi. Sempre la stessa principessa. Sempre lo stesso rapimento o…guarda caso…sempre dallo stesso idiota che prende sempre le medesime sberle. Le cose son due: o la principessa è una zoccolona che gode a farsi rapire e non ha cuore di lasciare il suo vecchio spasimante in maniera piu diretta, o realmente ci credete idioti decerebrati. Avrete capito che parlo di Super Mario, ma prendete pure il titolo che piu vi aggrada come esempio e sostituitelo col mio.
  4. Voglio colpi di scena ben studiati. Voglio che siano in numero sufficiente a tener alto l’interesse ma non cosi tanti da far diventare astrusamente “importante” anche quando un cane piscia per terra. Un buon dosaggio unito ad un sapiente cesellamento per quanto riguarda il momento in cui posizionarlo è fondamentale. Non voglio vedere una trama divisa in parti di storia piene di momenti clou mentre altre sono lasciate povere e noiose.
  5. Basta prese per il culo. Sono un Dio, uno Jedi immenso, sono fisicamente una potenza,sono un guerriero che se sputa crea un cratere, sono dotato di ogni arma messa a disposizione dagli uomini e dagli dei e…mi fermo davanti ad un cancelletto?un lucchetto cosi malridotto e arrugginito che potrei sbriciolarlo con un grissino?mi fermo davanti ad una porta di legno marcia che butterei a terra anche solo scoreggiando? No dico…ma se sono dotato di fenomenali poteri cosmici (cit. genio di Aladin) perché diavolo mi umiliate cosi?Tutto perché non ho una stupidissima chiave che mi dovete imporre di cercare in un’area che nel contesto immediato del gioco non centra nulla. Ma perché?Eppoi perché cavolo sta chiave deve per forza avere dei nomi idioti?E’ una caxxo di chiave di cancello mio Dio…che diavolo centrano le stelle, il sole la luna?( cit. Silent Hill). Anche sotto il mero aspetto fisico. Sono alto due metri, ho dei muscoli che farebbero invidia a Mister Olympia e mi fermo davanti ad un muretto che scavalcherei semplicemente alzando la gamba?Ma fanculizzatevi…
  6. Voglio un gameplay innovativo e ben studiato. Smettetela di mettermi per strada ogni tipo di arma e munizioni facendo sembrare una pacifica cittadina, un covo di guerriglieri molto distratti. Fatemi rompere al massimo una caxxo di vetrina di armeria, tanto per dirne una. Fate in modo che il gioco sia scorrevole sia nei comandi che nella risposta che nella esecuzione. Evitate di mettere gli oggetti utili al proseguo della avventura in stupidissimi improbi contenitori. Non voglio errori grossolani che pregiudicano l’esito del gioco. Voglio poter recuperare sempre e comunque qualunque cosa e non voglio tradimenti artificiosi dettati dalla volontà di fregare il videogiocatore spingendolo a rifare tutto da capo. Onestà d’intenti signori. Questo mio desiderio viaggia parallelamente al numero 2. Vorrei vedervi una volta, cimentarmi in qualcosa di veramente nuovo e impegnativo al punto giusto. Perché mi precludete la possibilità di avere l’arma piu potente del gioco solo perché ho aperto un merdosissimo vaso?(liberamente bestemmiato da “Final Fantasy XII). Cose intelligenti per favore…e non cazzate di questo genere.
  7. Decine di anni di evoluzione tecnologica…e mi mettete ancora i muri invisibili?Mi fate rimanere li a correre contro il nulla per farmi sentire un’idiota?Non è meglio usare altri stratagemmi meno stupidi per delimitare l’area di gioco? O, ancora, perché vedo ancora quelle maledette compenetrazioni poligonali? Sono arrivato a vedere usando una particolare visuale, adirittura l’interno della faccia di un uomo.Da far ridere persino le chiocce. E l’aliasing? Ma non doveva essere la generazione della curva perfetta e delle superfici pulite? Invece vedo ancora scaloni che mi ricordano Piaza di Spagna.E che cacchio, ma sto maledetto codice scrivetelo meglio maledizione ed usate due filtri.
  8. Per favore ditemi chi diavolo vi passa le traduzioni! Ditemelo cosi lo elimino per sempre. No dico, non si puo leggere “attaccare alto” o altre amenità simili. Eppoi, mi dite perché il doppiaggio in italiano viene quasi sempre fatto da lobotomizzati?Se ripenso ad alcuni titoli usciti ultimamente mi viene il nervoso. Il doppiaggio sembra fatto da cretini con problemi di comunicazione. Ma spendeteli due soldi ed ingaggiate due professionisti maledizione, in Italia abbiamo fior di doppiatori e non capisco perché quelli dei videogiochi li dobbiamo sempre prendere da dentro i fustini della Miralanza.
  9. Basta punteggi online. Basta ve ne prego. Finisco un gioco in modalità “Dio fra gli dei” e mi trovo con appena 300 punti sbloccati. E gli altri 700?ma perche devo sentirmi menomato se non mi va di giocare online?Ma mettetemi tutto offline cosi che possa completare il gioco al 100% senza dovermi per forza confrontare con lag, cheateroni, buzzurri e bimbominkia che non sanno perdere.
  10. Basta turorial invasivi. Non potete tediarmi per metà gioco spiegandomi come diavolo devo prendere una tazzina da sopra la credenza. Informatemi, ok, ma con decenza e non credendomi un completo rimbecillito abbisognevole della manina anche solo per fare una cagata.

Alcune di queste lamentele le avete gia sentite. Ve le ripropongo con la mia personale chiave di interpretazione perché meritano il massimo della visibilità.

Beh, ecco il sunto di tutto. Quello che si deve imputare a me l’ho ammesso e descritto. Quello che vorrei si facesse per evitare di farmi perdere interesse pure. Voi?Che ne pensate?La verità come sempre, è nel mezzo del cammin?

 

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