Nota personale
L’argomento di questo editoriale è cosa seria. Forse dovrei abbandonare l’esposizione confidenziale e romanzata per adottarne una piu pomposa ed articolata. Dovrei parlarvene in maniera professionale e completa, ma non lo farò. Dovrei essere autoritario e cerimonioso, ma non lo sarò. Dovrei porre attenzione ai soliti clichè per conferirmi una finta autorevolezza, ma non lo farò accidenti! Per quanto serio sia l’argomento e per quanto nel cuore di ogni videogiocatore esso alberghi, dando all’editoriale una impronta di quel genere, non farei altro che dare importanza a tutti quelli che vedono il nostro medium, come fonte di ogni mala deviazione dei ragazzi. Non posso, ne voglio, minimamente considerare quei bigotti come miei possibili interlocutori. Non meritano altro che indifferenza, commiserazione , pena per la loro stupida visione aprioristica e scherno per le loro tesi allucinate e prive di fondamento.
Mi rivolgerò a voi, quindi, con la solita vervé umoristica. Parlerò, come mio solito, in prima persona, esponendo episodi e dialoghi, polemizzando costruttivamente sugli anacronismi della nostra società e dei suoi controsensi; questi, cosi lampanti e pleonastici, da apparire ridicoli. Il bello (brutto )è che chi usa questi argomenti, il più delle volte (per non dire sempre) non ha la minima idea di cosa sta giudicando. A loro và il mio disprezzo, la mia disistima. Alcuni di questi ignobili appartengono alla “casta” dei potenti, ma saperlo non sminuisce la voglia di vomitargli addosso tutta la mia rabbia per quella mancanza di contraddittorio che distingue sempre le loro ferventi crociate anti-videogiochi.
La fine dell’editoriale introdurrà come al solito un quesito da rivolgere ai lettori. Quesito, che spero sia commentato e confrontato con pareri costruttivi. Non vorrei infatti, far diventare i miei editoriali una specie di proclama fine a se stesso. Con le mie parole voglio il confronto diretto con voi, con voi che stimo e che siete il pubblico migliore ed i migliori interlocutori in un ipotetico “Porta a Porta” immaginario.
INIZIO
Quando si introduce un discorso di questa portata, si dovrebbe iniziare parlando nel complesso del mondo videoludico. Dovremmo parlare delle peculiarità (che già conoscete), degli aspetti sostanziali dei videogiochi (che vi sono noti) e dei titoli usciti fin ora, in termini di genere, pubblico di riferimento e sistema di classificazione (sistema PEGI) adottato per evidenziare a quale utenza è rivolto.
In effetti è una bella sfida. Come si fa a rimanere spensierati e allegri di fronte ad un argomento cosi importante? E, ancor più, come si fa a rimanere calmi vedendo con che ferocia veniamo attaccati dal giornalismo generalista al sapor di polpetta?
No, non riesco a rimanere calmo e distaccato!Anzi, mi infervoro subito neanche avessero toccato un nervo scoperto. Mi fanno incazzare si..e quando mi arrabbio…divento cattivo.
E cattivo sarò!
Sono seduto a tavola e sto mangiando di gusto. Sono piu o meno le 13.00 e a quest’ora come al solito, la televisione è accesa nonostante nessuno la stia guardando. A tavola si parla tra noi familiari, si discute su questo o quell’argomento e non abbiamo la necessità di prestare attenzione al palinsesto televisivo. E’ piu una abitudine. Ovviamente le occhiate distratte ci sono, ed è cosi che mi accorgo come si evolve il mezzo piu potente a disposizione dei mass media. Tra un boccone e l’altro, la mia attenzione viene attirata da una nota marca di silicone. Non è il prodotto in se che mi incuriosisce, quanto, piuttosto, la visione di un perfetto corpo femminile che mostra tutto quello che può far felice un maschietto sano, ed in stato di desiderio sessuale perenne come me. Un bel corpo accidenti….e che visione perfetta e particolareggiata! La mia mente è troppo distratta dall’immagine, ma registra la prima incongruenza: l’orario in cui hanno trasmesso la pubblicità.
Again. Stesso pranzo e piu o meno stesso orario. Sto commentando con mio padre il fatto che ormai il corpo femminile sia oggetto della piu barbara svendita pubblicitaria. Viene infilato dappertutto, anche dove, in teoria, non avrebbe senso. Sto ancora parlando quando in tv mostrano il sedere (anche questo stupendo) e la vagina di una donna, con una voce fuori campo che mi fa depositario di una grande verità…. la pelle è giovane solo con una crema di cui non ricordo il nome.
Le immagini mi hanno rallegrato ma mi hanno fatto anche pensare. Molto! Troppo forse. Pensandoci poi, mi sono arrabbiato ed ho rimurginato su tante cose. Una tra tante è la censura in Italia lavora come un cane ubriaco e senza un minimo di equità e giustizia. Del perché parlero poi, dopo avervi raccontato quest’altro episodio conseguenziale al pranzo citato poco fa.
Dopo una sanissima pennichella, necessaria a rintemprare quelle mie quattro cellule celebrali che ancora paiono funzionare, riaccendo la televisione. Sono le 16.00 circa e sto guardando i cartoni animati. Nel bel mezzo della azione, che vede Pikachu lanciare un superlampo (si mi piacciono i Pokemon….qualche problema?non ridete o vi cascano i denti) , ritorna fastidiosa la pubblicità. Ora vedo una donna completamente nuda, immersa in quella che sembra una stanza di appartamento piena d’acqua. Il corpo della donna è cosi chiaro e in visione così ravvicinata che riesco a capire persino quanti peli ha sul pube (nessuno..è depilata) e quanti nei ha sul suo stupendo sedere (2 interni di cui uno somigliante vagamente ad una stellina). Cosa pubblicizzano? Che domande…ma acqua minerale naturalmente…cosa mai avrebbero dovuto pubblicizzare?una catena di porno shop?suvvia non siate ridicoli!(ironia mode off). Rimagno allibito..a bocca aperta! Fino a due minuti prima vedevo un simpaticissimo Ash dare battaglia…e subito dopo mi ritrovo con un vago senso di impellenza al basso ventre (che non è pipì).
Potrei citare molti altri esempi riguardanti però le immagini violente, ma rischio di diventare noioso e prolisso. Non credo sia necessario ricordarvi tutti i film che vengono trasmessi nelle primissime ore serali, aventi come trama solo pistole, coltelli, sangue e morte violenta. Come vengono riconosciuti in tv? Da un misero bollino rosso in basso a sinistra dello schermo…e mica per tutta la durata del film! No! Te lo mostrano per un po…poi lo tolgono. Ma quello che mi sconvolge e mi fa ridere è l’avviso moscio che le annunciatrici danno, di solito, quando trasmettono questi film: una donnetta avvisa gentilmente che la visione è CONSIGLIATA ad un pubblico adulto. Consigliata capite? E nessuno sembra fari caso che il consiglio viene dato in meno di 4 secondi…non dicono “ehi…tuo figlio puo uscire traumatizzato dalla visione di queste immagini, quindi mandalo a nanna con una generosa dose di Valium”..no..ti “consigliano” di non fargli vedere il film nello stesso lasso di tempo che a me basta per mollare una loffia (scoreggiare). Non danno una informazione esaustiva, diretta e precisa di COSA trasmette il film. Ma andate a cagare….
A questo panorama televisivo cosi permissivo, dobbiamo aggiungere la carta stampata. Un semplice quotidiano o un settimanale presenta senza dubbio alcuno, immagini violente di qualche attentato “crudo” o di qualche nudo volgare.
Chiudo la parentesi e faccio una riflessione.
Il sistema PEGI te lo lascia scritto nella confezione che titolo stai comprando e se cio non basta a fermare le tue avventate mani da un’incauto acquisto…te lo ribadisce nel gioco…con avvisi chiari e durevoli.
Premesso questo, per quale arcano motivo i videogiochi non hanno lo stesso trattamento? Perché ogni altra forma di intrattenimento, informazione vive senza censure, o solo con miseri accorgimenti atti a “consigliare” la visione per questo o quel pubblico?
Abbiamo a disposizione sistemi di classificazione molto progrediti in ambito videoludico, ma vengono, nella migliore delle ipotesi, bellamente snobbati perché ritenuti assolutamenti inadeguati. Il più delle volte, invece, la gente non è a conoscenza nemmeno della loro esistenza, perché considerano il medium videoludico troppo ancorato alla ideologia che lo vuole indirizzato prettamente ai bambini o a qualche minorato mentale. Questi sistemi sono sicuramente superiori a quelli adottati dagli altri medium di massa, ma vengono ignorati perché abbiamo delle bertucce al governo e in quelle farse tragicomiche che chiamano comitati di genitori. Questi babbuini decerebrati, sono gli stessi che tuonano contro di noi videogiocatori, accusandoci di ogni male, di ogni devianza, di ogni aberrazione.
Chi non ricorda la campagna mediatica denigratoria mossa da quel giornaletto da quattro soldi che titolava a piena pagina “Vince chi seppellisce la bambina”? Quell’odioso giornalista colpevole di tanta ignoranza meriterebbe, a mio modesto parere, il licenziamento in tronco e l’impossibilità di continuare a scrivere per tutti i secula seculorum. Meglio se usa quello straccio sporco che si trova come testa, per pulire i pavimenti.
E, per chi non lo sapesse, un altro settimanale (vicino alla Chiesa) ha puntato il dito contro alcuni giochi, colpevoli, secondo il loro comico parere, di essere satanici. (mio Dio…tu che mi capisci…ma davvero ti da fastidio che io suoni una chitarra virtuale…o che scarichi la tensione uccidendo virtualmente uno sparuto gruppo di pixel e poligoni?).
Ne volete ancora? Avere il decorder satellitare qualche volta è una pessima cosa; qualche volta infatti, ho la sfortuna di incrociare canali idioti, ma talmente idioti, che al confronto un barattolo di piselli è un campione di intelligenza. In questi canali ho visto vere e proprie crociate mediatiche anti videogiochi. Queste crociate non erano riferite solo ad alcuni titoli particolarmente violenti, nossignore, i forconi e le fiaccole erano puntati contro TUTTI i giochi, colpevoli secondo loro, di deviare i ragazzi con messaggi falsi e antisociali. Roba da farti imbracciare un rastrello per concimargli quel pezzo di cacca che si ritrovano come cervello.
Queste manifestazioni di idiozia, purtroppo, non rimangono “inascoltate”. In passato ed anche in tempi piu recenti sono riuscite, in qualche modo, a sferrare qualche colpo ben assestato.
Ricordo, per esempio, quanta bile verde vomitai quando venni a sapere che Ninja Gaiden PAL sarebbe stato orfano di una particolare animazione che vedeva Ryo usare la spada per “decapitare” un nemico. Quei peracottari dei censori europei unitamente ad una miriade di genitori indignati, trovarono scandaloso che un tale titolo potesse entrare nel continente con una tale “aberrazione” presente nel gameplay. Fuoco e fiamme! Minacce di boicottamenti ed altre amenità simili, costrinsero Namco e Tecmo a eliminare quelle animazioni dalle copie vendute nel mercato PAL. Rating 16+ e giocatori europei depressi. Quello è stato il risultato.
Giuro…io sono ancora qui a mangiarmi il fegato quando vedo Ryo passare a da parte a parte un nemico con la spada senza vedere una sola goccia di sangue. L’insieme è talmente ridicolo da sminuire consistentemente l’esperienza di gioco.
Ultimamente suscitano clamore le vicende che hanno accompagnato l’uscita di Manhunt (1 e 2) e di Gran Thef Auto. Sono intervenute cosi tante persone (compreso il nostro cinciallegro di ministro Gentiloni) a dar battaglia, che in taluni Stati, adirittura è stata proibita la vendita. Per dire…a che eccessi indegni si puo arrivare. Insomma…hanno il bollino 18+ mi sembra sufficiente. Cosa volete che nel gioco si colgano margherite e si scrivino poesie d’amore? Eh gia! La nostra realtà quotidiana è fatta proprio cosi. Con la mafia e la camorra che sparano per strada…con i kamikazzi che seminano morte e distruzione…e con le multinazionali che uccidono nell’ombra milioni di persone negando un medicinale. Ma fatemi il sacrosanto piacere…pagliacci!
Il sistema di classificazione è una arma potente e come tale deve avere dignità. Capisco che qualche minorenne ignora bellamente i divieti, ma non sono una costante determinante. Non devono essere presi come unici campioni e metro di paragone.
Cosa fa la differenza? Beh…dire CHI è più giusto, visto che la differenza, come ovvio che sia, la fanno le persone. In questo caso, parlando di minorenni, dobbiamo far scendere in campo i genitori. Quegli stessi genitori che si sono uniti in comitati censori ed intolleranti…ma…
un genitore coglione rimane coglione anche se vestito a festa.
Consigli per gli acquisti!(dialogo immaginario)
Ehi scemo perché ti stai lamentando col negoziante che ti ha dato il gioco?Che dici? Hai scoperto tuo figlio giocare a fare il serial killer?ah…è piccolino…7 anni….capisco! E tu? Glielo hai comprato tu il gioco o l’hai mandato a spasso da solo con 70€ in tasca?ah…l’hai comprato tu. Quindi? Cosa vuoi? Vuoi denunciare chi? Ma hai un cactus al posto del cranio?no perché, caro il mio amico dei passeri, guarda che dovresti essere denunciato tu per inadempienza negli obblighi parentali, che prevedono tra l’altro il controllo “attivo” sul proprio figlio minore. Non sei d’accordo?
Insomma, esiste un simbolo che ti dice che il gioco non è per il tuo mostriciattolo di 7 anni?E allora cosa diavolo vai cercando?Perchè batti sulla grancassa della indignazione chiedendo la testa del “malvagio” che ha messo in un gioco l’uccisione di una prostituta? Ma prenditela con te stesso sottospecie di idiota! E dire che eri stato anche avvertito. Non puoi scaricare ad altri il tuo fallimento come genitore e come educatore. Se i tuoi bambini sono degli psicopatici violenti la colpa è tua scemo..non certo dei videogiochi. Cosa pretendi? Che ti mettano una lucina intermittente ed un cartello luminoso ad avvisarti che no, no..il tuo bambino non puo giocare a copulare con prostitute per poi tagliarle in due con una motosega? Ci sta un bollino rosso…lo vedi? e li in basso, sottospecie di troglodita! Dice che il tuo mostriciattolo è troppo piccolo per quel gioco.
Ti avvisa che, o il tuo scarafaggio ha 18 anni o non ci può giocare. E gia che ci sei, dai una guardata anche a quell’altro simbolo che ti avvisa che il gioco ha un linguaggio volgare e contenuti razzisti. Non lo sapevi?Cosa diavolo credevi che fossero?simboli egiziani? Oooohooo idiota…. ora puoi anche far passare al tuo psicopatico figlio il resto del pomeriggio con una catartica e lunga dose di “teletubbies” il risultato non cambia. E la colpa e tutta tua baccalà.
Dio mi devo calmare!
Sabato pomeriggio. Centro commerciale Auchan di Taranto. Sono al reparto videogiochi e sto cercando qualche titolo che possa solleticare la mia mania compulsiva di shopping videoludico sfrenato. Accanto a me ci sta una famigliola tipica: padre, madre e un piccolo gnomo antipatico che chiamano figliolo. Il piccolo Unno, con una alterigia e arroganza (che provocano in me la voglia di demolirgli a randellate la sua faccia da struzzo amorfo) è da mezz’ora almeno che rompe i cojones a tutti gli sventurati che si trovano a meno di 10 metri da lui, cantilendando nenie e pianti nervosi. Motivo? Vuole che gli si comprino alcuni giochi!
“mamma prendimi questoooo voglio quellooooo” grida in continuazione la pestifera caccola di cane. Il padre non ha un minimo di spina dorsale e la madre nelle espressioni facciali, assomiglia maledettamente ad una balena arenata sulla spiaggia. Il piccolo tricheco ha puntato gli occhi su un paio di giochi innocenti: Manhunt e GTA: San Andreas. “Cacchio” penso, “ ma guarda un pò quel piccolo sacco di moccio…è peggio di un gatto attaccato con le unghie alle palle e punta giochi che abbisognano del doppio della sua età.. E’ subdolo…ma che aspettano i genitori a disastrarlo di sberle?…”. Poi vedo che i genitori stanno mettendo bovinamente i titoli nel carrello e decido quindi di compiere il mio dovere di videogiocatore responsabile (o bastardo!..come volete voi!). Mi rivolgo direttamente ai genitori: “ scusate…idiot..ehm signori? .scusate l’intromissione…ma avete idea di cosa avete comprato per il vostro scarafagg…coff coff!…bimbo?” – “si..due giochi perché?” risponde il citrullo del padre guardandomi come se avessi attentato all’onore della sua mogliettina. “e non vi siete chiesti del perché ci sia quel bollino che indica 18+ sulla confezione?…lo sapete che è vietata la vendita ai minori di 18 anni e che quel bollino indica a VOI che dovete fare attenzione?”. Il padre mi guarda perplesso. Per lui e quella svampita della moglie, i videogiochi sono solo “giochini” innocenti. Nel frattempo il piccolo vermoide, vedendo scoperto il proprio inganno comincia a proclamare la sua innocenza e a guardarmi cosi male che mi sarebbe piaciuto filmarlo solo per godermi la sua rabbia tutte le volte che volevo. Conclusione…non gli comprano i giochi. Il piccolo facciadiculo sposta la mira su altri titoli piu adatti (Ratchet&Clank) ma il padre ora è irremovibile: per punizione niente giochi…ed a casa avrebbero fatto i conti (alleluja…con un po di fortuna la piccola bestia scassauccellidibosco avrebbe avuto una bella punizione). Il padre acquista punti in termini di educazione figliare..ma mi ha mostrato ampiamente il male che accomuna quasi tutti i genitori: l’ignoranza.
Quindi è vero! Il sistema PEGI non funziona, solo perché ci sono zombie decerebrati che non sanno un beneamato bigolo di videogiochi. Il mondo videoludico per loro è fermo al 1970 quando si giocava con due aste ed un pixel a far da pallina.
Cerco di riflettere su questa scoperta. E’ possibile che i governi siano al completo oscuro di cosa siano REALMENTE i videogiochi? Possibile che abbiano consiglieri animati da un qualche tipo di avversione gratuita verso l’universo videoludico? O peggio…possibile che i videogiochi siano visti come elemento sovversivo dell’ordine precostituito? Spero di no…perché altrimenti sarebbero intelligenti quanto uno scarabocchio.
Son pensieri eh! Pensieri che ti vengono e che non riesci a scacciare. Siamo costretti molte volte a usare inutili petizioni on line per cercare di far sentire la nostra voce, che molte volte è talmente piccola da passare inosservata persino a noi stessi.
Una simile disparità di trattamento, tra i vari organi di informazione, è intollerabile.
Sono convinto che i genitori siano una concausa del problema. Lasciano che i propri figli si lobotomizzino di fronte alla tv per ore ed ore, ma si scandalizzano se passano piu di 60 minuti davanti ad un videogioco.
Vi porto un altro esempio…
La vigilia di Natale mi sono trovato invischiato in quel tediosissimo giro finale che serve per fare gli ultimi regali. La mia ragazza mi aveva praticamente obbligato, pena fustigazione e cessazione di qualsiasi “dovere” fidanzatorio ad accompagnarla in giro per negozi. Nella fattispecie, doveva comprare un giocattolo al bambino di una sua amica, a lei particolarmente caro. Data la natura dell’acquisto, buona parte della mia pigra avversione venne mitigata, ed io vagavo felice come un bimbo in mezzo a mattoncini LEGO e piste elettriche di automobiline. Il budget di spesa non era in verità molto sostanzioso, appena 20€, e molti dei giocattoli erano fuori portata. Su un ripiano semi nascosto comunque, il mio occhio esperto vede una vecchia playstation. Meraviglia delle meraviglie! Solo 19,99€! Una vera playstation! “amore amore amoreeeee! Guarda qui che fortuna!”. La mia ragazza si precipita a guardare la mia scoperta ed invece di mostrare la giusta e sacrosanta faccia felice, mi guarda con rammarico. “mi spiace Marco, niente videogiochi! La mia amica non vuole che il figlio li usi per paura della violenza” mi dice addolorandosi per il mio sguardo incredulo e triste. “ ti dirò di piu…lei con suo figlio e molto severa e non gli permette di avere giochi elettronici..ne nulla che possa distorglierlo dallo studio” “ma che razza di vipera, tiranna schifosa e sgualdracca è la tua amica?” dico io con una certa ira addosso “ e cosa diavolo ne sa di videogiochi?” > “insomma” continuo imperterrito ed incurante degli sguardi incuriositi di alcuni acquirenti, “ con 20€ abbiamo la fortuna di comprare un pezzo di storia con tanti titoli carini per quel bimbo (che ha appena 8 anni ndr) e dobbiamo tener presente le regole di quella povera pazza esaltata della tua amica?…sai che c’è? Che si fanculizzasse lei e le sue teorie tiranne. I videogiochi meritano rispetto…”. La mia ragazza cerca di calmarmi, portando ripetutamente le sue mani sulla mia bocca per accennarmi di abbassare la voce o tacere proprio. Ma la sua mano in verità è piccola…e la mia bocca vogliosa di sproloqui ed iraconde ingiurie, è troppo grande per essere coperta. Una minuta commessa si avvicina intimorita chiedendoci se poteva aiutarci e se c’era qualcosa che non andava! Ormai il nervoso mi ha talmente contagiato da essere irrecuperabile: “andiamo” esorto la mia ragazza… io la play la prendo comunque per me, ed al figlio della tua amica regalagli uno spray al peperoncino per quella hitleriana della madre”.
Detto fatto..usciamo. In seguto sono venuto a sapere che il bimbo ha avuto una stupidissima versione new age del “Grillo Parlante”…avete presente quel gioco che ti chiedeva di scrivere una parola dettata per poi incazzarsi e rispondere male se non la scrivevi correttamente? Gia..proprio quella porcheria…roba da far diventare idiota persino Carlo Rubbia o Zichicchi.(scienziati italiani di fama mondiale).
Questi esempi che ho citato, indicano quanto penalizzati, discriminati siano ultimamente i videogiochi. Invece di evolversi il medium si sta involvendo. Ma non nei contenuti, nei rapporti con la società.
Va da se che chiunque di noi vedrebbe con estremo piacere i videogiochi paritetici ad altre forme artistiche e di comunicazione: chi, per esempio, non vorrebbe un videogioco con scene di nudo intero e sesso esplicito o trame erotiche serie? Ma non per puro e semplice “arrapamento” mentale, quanto, piuttosto, per giustizia. Oggi tali esponenti sono volgarissime schifezze (a livello di gameplay) relegate in un qualche oscuro angolo di giochi PC per adulti, nascosti, quasi fossero pari al porno piu esagitato.
Mass Effect è uno di quei titoli interattivi cosi ben fatti che rasenta la perfezione artistica in termini di gameplay, trama e doppiaggio. Nel gioco ci sono scene di nudo e sesso, ma cosi censurate e nascoste che sembra quasi che siano state messe per caso e con vergogna. Una tetta esposta vale il 18+. Cosa sarebbe stato se si fossero spinti piu in la? Ve lo dico io…sarebbe diventato una icona..un modello…una ispirazione divina.
Per trovare una scena di nudo quasi buona, bisogna chiamare in causa un titolo per PS2: God of War II. In questo titolo in una cut scene in GC si vede il corpo di una donna nudo, voltato di spalle , che mostra fianchi generosi ed un sedere ben modellato. In un altro punto del gioco due ancelle (piu onestamente…due passeggiatrici…due bagasce) mostrano un seno prorompente..e la scena di sesso, che vede il potente Kratos impegnato a soddisfarle, è censurato da uno schermo nero.
Questo gioco è in un limbo. Mostra qualcosa di piu..ma senza esporsi troppo. In pegno lascia il massimo rating, negandosi la stragrande maggioranza di pubblico…gli under 18.
Chiudo tutto è rifletto.
Questi due giochi hanno avuto un certo coraggio pagato in termini di possibilità di vendite. I contenuti “incriminati” sono cosi soft da far sbadigliare di noia qualunque ragazzino. In televisione, nei film e persino nei documentari, determinate scene non vengono censurate. Anzi, scene ben piu imbarazzanti, vengono bellamente passate consigliando al genitore di stare vicino al proprio bimbo.
Concludo il mio editoriale mestamente, purtroppo vedendo la mia allegria svanire al pensiero di quanto siamo denigrati, derisi, censurati. Io ho 32 anni…e rappresento una delle fasce percentualmente piu alte di videogiocatori. Perché devo vedere il titolo che ho tanto atteso, ritardare ed uscire in versione “telebubbies” o, peggio, non vederlo affatto perché qualche ministro rincoglionito ne vieta la vendita?
Lascio a voi questi interrogativi…lascio a voi la mia rabbia, la mia indignazione che penso sia anche la vostra…
SSnake75






Febbraio 12th, 2008 at 01:00
Editoriale molto indicativo a mio modo di vedere, ci propone l’argomento cardine su cui si basa la “discriminazione” sociale dei videogiochi e di noi giocatori.
Le classificazioni pegi possono essere utili solo ed esclusivamente se c’è un genitore che si interessa alle passioni del figlio(si anche sapere di che tratta un videogames, o leggersi qualcosa riguardo ad un gioco, anche questo fa parte dell’esser genitore).
L’articolo traccia perfettamente, attraverso aspetti ed episodi chiave, quanto la società di oggi pecca di superficialità e ipocrisia e di come tali agenti esterni si riversano gioco forza su di noi e sui prodotti stessi, togliendoci quella libertà e quella genuinità fondamentali per usufruire in maniera completa delle nostre passioni…
grande marco, denuncia doverosa, puntuale ed estremamente significativa
Febbraio 12th, 2008 at 12:49
Purtroppo è così.
Il mondo degli anime, come quello dei videogiochi, è martoriato dalla critica. E poco importa se poi, sui giornali leggi particolari agghiaccianti su quante coltellate abbia inferto l’assassino, o su quali organi abbia trafitto e così via dscorrendo. L’informazione a volte, supera il paradosso della ragione e nuoce gravemente alle persone che ne attingono.
Lasciateci liberi di sognare e di scaricarci in un videogame, Santo Dio! Se fossimo così beoti da farci abbindolare anche da un cartone animato, allora sarebbe il caso che iniziassero a considerare i libri horror, quali quelli Stephen King. Mah, stranezze della vita e della società.
Maggio 28th, 2008 at 11:37
Bellissimo articolo…
il mio commento è: dove la mettiamo la censura sulla pubblicità del cavolo di scoiattolo che molla???
Ma dico l’avete visto??? In fascia protetta la trasmettono censurata con lo scoiattolo che soffia come fosse il lupo ezechiele, mentre se io fossi un bambino riderei come una dannata a vedere l’animaletto teneroso che scoreggia come bombolo.
Però il tg non lo censurano… al tg a pranzo ti raccontano la rava e la fava su un neonato trovato tranciato a metà in un cassonetto…
io sono mamma, ho 23 anni e senza videogiochi mi sparerei un colpo.
Mio figlio ora è piccolo, ma quando sarà in età da videogiochi li sceglieremo insieme e ci giocheremo insieme.
AFFAN……. la censura e gli imbecilli…
come si dice, l’intelligenza umana è un valore costante ma la popolazione è in aumento.
Luglio 25th, 2008 at 06:33
I wasnt entirely sure about this but gave it a shot and was pleasantly surprised …… all hail the Blogosphere !
Luglio 26th, 2008 at 14:50
tg web comics