Parlo a voi miei cari lettori col cuore in mano. So che queste pagine potranno portarmi critiche e ironici sfottò, ma non mi interessa. Parlo a voi per la ricerca del confronto diretto che sempre contradistingue i miei scritti, belli o brutti che siano.
Ero appena tornato a casa da lavoro, pregustando una bella doccia calda e una mezzora di riposo prima di mangiare qualcosa, quando ad un tratto il mio cellulare comincia a canticchiare “Reeelaaax take it eeeeasy ”. Ohibò, chi è che rompe a quest’ora?E che ve lo dico a fare?Quando nel vostro telefonino, come risposta, si sentono grugniti e versi animaleschi ci sono due possibilità: 1. il cellulare non prende o sta per schiattare; 2. Michele ha deciso di chiamare anche voi.
Il mio cellulare per fortuna era sano, quindi mi rimaneva la seconda possibilità. Puntuale come il mio incontro mattutino col cesso. Michele!
“Michele ciao, ma sempre tu scassi le bolas ad orari assurdi?Devo lavarmi e pettinare un po lo stomaco e sono stanchissimo….quindi spara veloce! What a fuck you want?”. Il mio gentile (quanto un orco in mezzo alle vergini) interlocutore mi fa notare che l’orario assurdo a cui mi riferivo era in effetti normalissimo, trattandosi delle ore 16.00 pomeridiane ed esordisce con la solita sequela di commenti ironici e sibillini. “ Muoviti baccalà che dobbiamo andare a fare acquisti” dice poi con enfasi. “abbiamo poco tempo e mi devi accompagnare a Bari.. … mi è arrivato il Mac! Ah..il negozio sicuramente ti piacerà…vende principalmente videogiochi e console…vecchie e nuove…forse trovi qualcosa anche per te”. Lungi da me l’essere succube di un essere cosi bambascione, ma le paroline magiche che mi spingono a muovermi con vento e bufera erano state ormai pronunciate: “shopping” e “videogiochi”. Ed eccomi qui! Preso e messo nel sacco come un fessacchiotto. Spinto col vudù come uno zombie. Una summon a cui non si scappa.Va beh, il danno era fatto! Non avevo neanche 20 minuti per farmi la doccia e cercare di non strozzarmi con un panino. I venti minuti passano ed arriva il mio amico che suona il clacson neanche fossero le trombe del giudizio, per avvisarmi che si,…si …sua Maestà Serenissima era arrivata! Esco di casa vestito per metà, con un panino che mi esce dalla bocca e con mia madre che mi chiede dove diavolo vado con i calzoni ancora mezzo abbassati e con mezza cotoletta in bilico sulla lingua. Se mi fossi fermato a spiegarle, credo che avrebbe caricato un obice da 120mm e sparato contro l’auto di Michele….sapete…mia madre…mia madre non ha molto a genio il fatto che spenda come uno sceicco in vacanza, in quella che reputa una mia “fissazione”.
Dopo aver raggiunto la normalità, ingoiando il panino e aggiustato i jeans, salgo in macchina del mio amico e subito noto la prima cosa. Ha gli occhi che brillano di attesa e felicità. Sembra un maniaco che finalmente vede una donna nuda disponibile al sesso. Fatto stà che non appena chiudo lo sportello, ingrana e parte a razzo come se avesse mille diavoli alle calcagna.
“ok michè…dove andiamo?e che negozio è visto che non lo conosco?” “Andiamo a XXXYYXX”. (non lo cito perché, perdonatemi, non lo ricordo piu..sono passati diversi anni da allora). I circa 80 km che mi separano dal capoluogo pugliese sono stati percorsi con la solita presenza di cazzate, annetodi raccontati, vanagloriosi racconti sulle ragazze e cosi via, ma ve li risparmio per pubblica decenza. A Bari, come al solito ci ritroviamo in mezzo ad una giungla di auto e con scimmioni alla guida. Finalmente arriviamo al negozio ed io rimango colpito. Steso. K.O. Davanti a me, un negozio enorme…gigantesco…che mostra cartelli pubblicitari con su scritto playstation…xbox…nintendo, uniti ad una cosi grande esposizione di materiale videoludico che al confronto il reparto videogiochi di un centro commerciale sembra un ospizio per poveri.
Ci sono voluti due pugni sulla spalla ed almeno una decina di spintoni convinti di Michele prima di scuotermi dall’ipnotico torpore che mi aveva pervaso. Quando entro, ho le gambe pesanti, il cuore in subbuglio e mi sento come se avessi varcato la soglia di un tempio. Congiungo le mani in una pseudo preghiera e cerco di abituare gli occhi a tutta quella abbondanza.
[Eh si ragazzi! Uno dei mali che affliggono la nostra passione è che non ci sono molti centri ad essa prettamente dedicati. Almeno non nel meridione. Ma oserei dire…in tutta Italia. Diciamocelo..quante catene conosciamo che trattano SOLO ed ESCLUSIVAMENTE videogiochi o che questi siano la predominante?quante sono?2…3?Il resto sono solo negozietti che tirano a campare…e che cercano di arrivare a fine mese vendendo anche i giochi piratati, perché non ce la fanno a sbarcare il lunario.N.d.A.]
Nel negozio si respira aria di passione. Ma non è solo la mia. E’ una passione comune quella che sento e vedo. Michele mi abbandona per parlare col titolare ed io, contento di rimaner solo e raccolto in religiosa conteplazione, mi aggiro tra gli scaffali come un fantasma in cerca di pace. Troppe, troppe, troppe le cose da vedere. Console allineate perfettamente, giochi messi ordinatamente in apposite teche, pupazzetti, gadget,ovunque mi giro il mio sguardo cattura bellezza. Per quanto abbia gia in casa ogni console possibile della generazione attuale (all’epoca Xbox, Gc e PS2), sento una forza innaturale spingermi a comprare…e comprare…e comprare ancora. Il Gc in bundle con Metroid è bellissimo tutto grigio metallizato…e la ps2 slim è una figata. Vedo anche una stupenda xbox color verde trasparente e raggiungo l’apice dell’orgasmo quando il mio sguardo si posa sulle vecchie glorie. Le amatissime retroconsole. Come ipnotizzato mi dirigo verso il reparto. E che reparto ragazzi! Di solito accantonate alla rinfusa e trattate come materale di poco conto, in questo negozio si nota l’amore e la cura riposte nella conservazione di simili gioielli storici. Tutte le vecchie console nintendo, sega, Neo Geo (giusto per citarvi le piu famose e conosciute) sono li. Perfette come quando uscirono dalla fabbrica. Stupende nelle loro scatole integre in ogni particolare ed etichettate per anno di produzione. Mi guardano. Ed io guardo loro.Le guardo con voluttà capite? Con un desiderio che credevo facesse parte solo della mio essere “maniaco sessuale”, ed invece le voglio; cosi tanto che il cervello si stacca ed io non capisco piu nulla.
Mi vedo come in tranche, valutarne una, due .. tre..quattro…per riporle poi con cura nel carrello, quasi mi trovassi ad un supermarket comprando merendine. Il mio occhio non si sofferma sui prezzi, non ora, non adesso che quasi piango dalla gioia. Michele ancora non si vede, io sono rapito dalla mia passione e il commesso accanto a me mi guarda come se vedesse un alieno con sette teste. Lui è li e vorrebbe dirmi qualcosa, consigliarmi, fare il suo lavoro. Io non gli bado facendolo sentire utile quanto un cactus in culo ad un orango. Nessuno, nessuno deve disturbarmi. Ho chiuso il mondo fuori. Il tempo passa ed io ho ammonticchiato qualcosa come otto console diverse e almeno una trentina di titoli per giocarci.Oramai sono una celebrità e gli altri clienti si soffermano alle mie spalle, ricordandomi molto il tempo delle sale gioco, quando giocavi ed avevi il pubblico dietro che consigliava e batteva le mani tifando per te. Sono completamente fuori di boccino e si vede. Torno li dove avevo visto le console più attuali e tiro giu anche loro. In quel mentre arriva Michele. Dista circa 10 metri da me e lo vedo fermarsi di botto e fissare il mio carrello. Nonostante lui sappia benissimo che tipo di passione io abbia, non è preparato a recepire quello che i suoi occhi gli trasmettono. Si avvicina lentamente e mi chiede, con il tatto e la gentilezza di un bufalo obeso, se sono pazzo. “Marco…ma che cazz! Ma davvero vuoi comprare tutta quella roba?Ma ti sei rincoglionito del tutto? Ci saranno almeno 1000 euro di spesa…no che dico…almeno 1500”. “non ci ho fatto molto caso michè” rispondo con una punta di stizza al suo richiamo. “poi non ho neanche finito! Devo visitare ancora il reparto dei giochi per le console attuali”. “tua madre ammazza prima me..e poi te.” risponde con una punta di apprensione il mio amico, “devi lasciarmi fuori da questa storia”. “ok” dico io laconicamente. Mia madre non avrebbe mai fatto male a nessuno, vuoi per il suo carattere mite, vuoi, principalmente, perché di questi acquisti non avrebbe mai saputo nulla. Semplicemente sono fattacci miei, cacchio!
Procendendo verso l’uscita, non dopo aver rinfoltito ulteriormente i miei acquisti, arrivo alla cassa. E qui scatta la standing ovation riservatami dal titolare. Mi sorride, mi stringe le mani entusiasta e si congratula con me per i miei gusti in fatto di videogiochi. Sono quasi propenso a credere che sia sincero, se non fosse che so benissimo che è felice come un arrapato in un covo di ninfomani, solo perché gli ho praticamente comprato mezzo negozio. Per mostrarmi il suo apprezzamento, rende noto al microfono all’intero negozio che mi farà il 30% di sconto. Michele paga il suo Mac ed esce! Arrivo io…sbam! 1.800,00€!Diconsi milleottocentoeurodellamadonnacantantepop! A questo punto torno velocemente sul pianeta terra e rientro in possesso del mio cervello e dei neuroni che ,fino ad allora, erano andati a fare una partita di calcetto. “azzolina…1.800,00€…sono tanti” penso. Ma ormai il patatrack è fatto e quindi pago senza ulteriori discussioni o indugi.
Michele è ancora sotto shock…forse perché guarda il suo pc..e si rende conto che non avrebbe dovuto mai portarmi assieme. Mette in moto, e con una certa tensione-felicità torno a casa.
Se ripenso a questo episodio della mia vita ancora rabbrividisco. Ma non è certo l’unico ne il solo. Ultimamente ho anche raccontato qui sul forum di qualche mio acquisto folle cercando in voi, comprensione , partecipazione alla mia gioia, ma soprattutto, la vostra complicità.
Mi chiedo spesso, infatti, se sia l’unico pazzo sulla faccia della terra con queste manie compulsive che mi spingono allo shopping sfrenato, oppure se ho compagnia. Di solito chiedevo a voi, se avevate mai fatto qualche pazzia, ma la verità, l’assoluta verità e che mi serviva per far pace con la mia coscienza.
Il nostro universo di pixel costa cari miei. Costa caro. Talmente caro che molti decidono di parteciparvi di straforo, comprando materiale pirata e console modificate. Io lo aborro. Ne uscirebbe sminuita la mia passione. E non potrei guardare la mia collezione senza sentirmi un ladro o uno sciacallo. Io voglio tutti i miei titoli autentici, ordinati e impilati con cura. Sono segnato quindi! Compro tutto originale e conservo ogni mio acquisto con la stessa gelosia che riservo a cose ben piu importanti.
Per dirvene ancora una: ho comprato finalmente una ps3!Ma non è stato l’unico acquisto della giornata. Ho deciso che, dopotutto, non poteva entrare in casa un’altra esponente del “entertainment in alta definizione”, senza avere gli adeguati strumenti di fruizione-visione. Già mi seccava non poco non godere appieno della mia fantastica xbox360…tenerle tutte e due sotto tono no!Decisamente. E quindi giu con il televisore full hd. Comprato anche lui (a dire il vero questo l’ho avuto mezzo regalato da mia sorella…ma il nocciolo non cambia), e gia che mi trovavo, ho anche comprato un gioco per xbox360 e un pad per il wii.
Evvai….ho assassinato portafogli e conto in banca ancora una volta!
Compulsivo quindi?Si! Sicuramente si!
Ma non scordate una cosa, lettori cari: lo shopping compulsivo è, e rimane una malattia!
Giusto o sbagliato che sia a livello etico, è totalmente folle spendere cosi tanti soldi per la propria passione, a meno di non poter disporre di una rendita molto ricca. La cosa giusta da fare è ponderare ogni acquisto con la massima serietà e coscienza.
Molti eminenti dottori hanno dimostrato che, questi acquisti cosi impulsivi sono determinati, il più delle volte, da una mancanza emotiva.
Senza voler fare della psicologia da due soldi su me stesso, direi che non è il mio caso. Non credo di soffrire di mancanza di affetto o di qualche trauma giovanile. Ma il dubbio rimane. Forse nel mio inconscio sono insoddisfatto di qualcosa e quindi spingo questo “vuoto” a colmarsi con acquisti insulsi? Il solo pensarci mi fa sorridere. “insulsi” i miei acquisti?Le mie console insulse?I miei videogiochi?Non scherziamo dai. Se teniamo conto che non spendo molto per tutto il resto forse, sottolineo forse, il motivo è un altro.
Io in effetti con le mie console e con i miei videogames..ci gioco. Uno che fa shopping compulsivo invece, compra e poi non usa niente. Io ho una passione maledizione!
Non basta? In effetti pensate che comunque la definizione “mi veste” alla perfezione? Ci avrei giurato! Lo sentivo! Mi sto autoconvincendo che no..non sono assolutamente malato!
Ma nonostante la passione capisco che un fondo di verità esiste. Vi pongo questo quesito: quanti di voi possono dire di finire tutti i giochi che comprano?e, nel caso la vostra risposta sia stata “compro ma non finisco tutto”, quanti di voi ammettono che l’acquisto è stato avventato?
Si tratta prima di tutto di essere onesti con voi stessi, ricordatevelo!
Diciamocelo chiaramente dai! Sta diventando il male di queste generazioni di console. Non finiamo ciò che compriamo. Ovviamente non voglio prendervi voi tutti, legarvi in fasci, e dire che siete tutti uguali a me o che facciamo parte dello stesso gregge.
Nossignore! Ma penso che comunque molti di voi, intimamente , si sentiranno in dovere di alzare la manina e dire “sai…anche io…in fondo”. Non è un disonore. Anche perché, in effetti, ci sarebbe da capire prima di CHI è la colpa!
a) Nostra? Questo vuol dire che noi siamo cambiati. Che non ci interessano piu i videogiochi cosi come ci interessavano quando eravamo piu piccoli. Un calo fisico, diciamo. E giu la solita menata di come ci si sente invecchiati…di come ci sente ormai ad un passo dal “pensionamento videoludico” ed altre amenità simili. Beh, cari miei, la volete sapere una cosa? Quando si gioca e non si provano piu le stesse emozioni di un tempo e si lascia il videogioco in soffitta…è solo la conseguenza di un periodo di stagnazione fisica e mentale. Colpa vostra si…ma non del tutto. Quindi animo animo…andate avanti e continuate. Prima o poi tutto si aggiusterà e tornerà ad essere come un tempo.
b) dei videogiochi? Allora vuol dire che i videogiochi sono peggiorati. Noi inconsciamente ce ne siamo accorti, ma tendiamo a tenere questa verità segregata in qualche oscuro e polveroso recesso della nostra mente e continuiamo a comprare e comprare, nella speranza che “il prossimo titolo” sia migliore di quello appena lasciato a prender polvere sullo scaffale.
Ma questo porta ad un altro discorso. Possibile che noi aspettiamo il prossimo titolo con un hype che ci smonta i neuroni fino a farci assomigliare a homer Simpson di fronte ad una ciambella?
Ieri era il titolo XY…e tutti a fare messe per avere la grazia di qualche mese di anticipo su quello prefissato per il lancio…tutti a parlarne come il nuovo messia videoludico…tutti a giurare e spergiurare sulla base di niente di concreto che sarà un titolo cosi rivoluzionario e bello che in confronto tutto il passato diventerà talmente obsoleto e brutto da apparire ridicolo.
Certo certo..questo finche non arriverà il prossimo titolo ultramegahypepompato.
In un ciclo che si ripete all’infinito. Un serpente che si morde la coda. Siamo, in conseguenza a questo, cosi storditi e fuorviati, che cominciamo persino a fare paragoni tra i giochi. Diversi per genere per giunta. Lo facciamo per avere conferme. Si ho comprato questo titolo..non mi è piaciuto come mi aspettavo ma voglio pomparlo perché non è possibile che sia stato cosi idiota da ricascare nelle braccia dell’hype senza essermi informato bene. Non è cosi per voi?Sicuri?ok,….posso starci..questo discorso sarà vero per qualcun altro.
c) Colpa dell’intero sistema di produzione-distribuzione che fa dei videogiochi un bene di lusso? Questo vuol dire che il mondo videoludico è un mondo per ricchi…ma consentitemi una precisazione su quest’ultima tesi:non sono d’accordo! I videogiochi in effetti sono sempre stati molto cari. Una cartuccia per snes costava non meno di 120-130.000 di vecchie care lirette. Al cambio attuale circa 70€ quindi ci siamo no?Anzi…noi 70€ li paghiamo solo quando troviamo una certa Halifax davanti alle bolas. Altrimenti la media sono 60 eurozzi no? Non è cambiato niente secondo il mio modesto parere. E’ solo cambiata in noi la concezione di “cosa” rappresentano i giochi. Forse ora li vediamo come un bene di prima necessità (e forse per qualcuno di noi lo sono diventati sul serio)e quindi ci scandalizziamo che siano cosi costosi.
Allora dove alberga la realtà dei fatti?
Siamo noi?E’il sistema?Tutte e due le cose? In ogni caso…qualcosa è definitivamente cambiato ve ne rendete conto?
Questa disanima di comportamento, che umilmente ho portato alla vostra attenzione, vuole creare il precedente!
Per quanti di voi leggeranno. Per quanti di voi vorranno capire.
Per quanti avranno il coraggio di ammettere di essere diventati compratori psicotici…
Per tutti gli altri…beh..una storia su cui farsi una grassa risata.





